Ottobre 17, 2018

Una crocchetta non basta. Riflessione sul cibo dei nostri cani

La nostra collega, ed amica, Debora Capuano, educatrice cinofila FISC, dal 2012 al 2015 dirigente sportivo e presidente della ASD Dog Camp, e responsabile servizi commerciali di DogPRO.it (azienda del petcare che si occupa di alimentazione per cani e gatti, soprattutto biologica) parla, con cognizione di causa, delle crocchette e della dieta casalinga. Un argomento interessante per tante persone che non sanno bene a chi dare ascolto e cosa far mangiare al proprio cane. Riflettiamo un attimo prima di credere a guru e pubblicità!

di Debora Capuano

Vendo crocchette dal 2012. Mi sono messa in gioco per la prima volta con una società che produce ancora oggi crocchette “cruelty free”, anche vegetali, sane, senza conservanti, coloranti, senza ricorrere a farine e quindi all’utilizzo di materie prime scadenti.

All’epoca, solo 4 anni fa e ancora prima, nel 1993, quando divenni felice compagna di vita di una meravigliosa rottweiler, non si parlava così diffusamente di alimentazione per cani e gatti. Chi comprava crocchette lo faceva alla cieca, di sua iniziativa, oppure affidandosi al venditore e alla pubblicità. C’era davvero poca scelta: si passava dalla pessima qualità all’eccellenza. E si era sicuramente meno consapevoli di oggi circa gli ingredienti, i componenti ed i nutrienti presenti in un sacco di crocchette. Poche grandi marche tenevano sotto controllo tutto il mercato.

Oggi, dopo quasi 20 anni, le cose sono cambiate così come sono cambiati anche i nostri cani e il nostro modo di vivere con loro. Da cani da lavoro, da guardia, da pastore, si sono trasformati spesso purtroppo in cani da divano e più spesso… da borsetta e di pari passo con la nascita di figure professionali sempre più specializzate che si occupano della cura e della salute dei nostri cani e gatti, hanno preso forma attenzioni forse a volte maniacali, circa il loro benessere fisico e psicologico.

Si trovano educatori cinofili e rieducatori comportamentali, centri di riabilitazione fisioterapica in acqua per cani, SPA termali che destinano parte delle loro strutture ai 4 zampe, tolettatori che praticano massaggi shiatzu e l’ozonoterapia per i figli pelosi (a volte più viziati dei figli veri), omeopati che prescrivono al cane e al gatto cure a base di fiori di Bach.

A tutto questo si aggiungono medici veterinari nutrizionisti all’ultimo grido che ci invitano sempre più spesso a praticare una sana e corretta alimentazione dei nostri animali domestici.

Per questo, in città e provincia – nonché su internet - spuntano come funghi rivenditori, distributori, grandi magazzini per animali e piccoli negozi specializzati che offrono una gamma vastissima di alimenti secchi, umidi, disidratati, reidratati, vegetali, ogm free, cruelty free, con e senza cereali, 100% carne fresca, mono proteici, ipoallergenici, solo verdure, senza verdure … e tanto tanto altro.

Un proprietario medio moderno non sa più esattamente a chi rivolgersi e fino a che punto affidarsi ai nuovi guru della nutrizione e quindi se gli interessa uscirne vivo, inizia a farsi una sua cultura personale: parla con gli altri proprietari, fa un giro in internet, si confronta col veterinario e se entra in uno dei negozi di cui sopra guardando lo scaffale trova più cibi, snack, integratori, delizie e sporcizie da destinare all’alimentazione del suo cane di quanti ne troverebbe al supermercato per nutrire se stesso.

E qui è il caso di fare un semplice ragionamento: se compriamo al supermercato 1 kg di carne di manzo lo paghiamo circa 12/18 euro al chilo (dipende dove lo compri e dove vivi). Se il cane pesa circa 10 chili può sfamarsi per quasi 10 giorni se a quella carne aggiungiamo del riso, patate, o anche pane secco. In un mese ci sono 30 giorni e quindi a fine mese avremo speso, facendo mangiare al nostro cane vera carne, comprata da noi, circa 60 euro.  Soldi benedetti: sapremo cosa sta mangiando e potremo mantenerlo in salute andando a trovare il veterinario solo per il richiamo vaccinale.

Allora perché comprare crocchette? In 1 kg di crocchette ci sono al massimo il 10/15% di proteina pura. Intendo proteina di carne, da assimilare per mettere su muscolo. Quando leggiamo sull’etichetta che la proteina grezza è al 45% male che va il nostro cane ne assorbirà il 20%. E’vero anche che nella carne pura c’è acqua, e quindi quello che assimiliamo da una bistecca non è mai solo e soltanto proteina. Ma certo è che sarà (o si spera quasi del tutto) solo carne. In una crocchetta abbiamo anche altro. Se siamo fortunati e spendiamo non meno di 12 euro al chilo per un sacco di crocchette, allora troveremo proteina ma forse anche carboidrati, patate ma più spesso riso, e ancora più spesso mais. Il nostro cane dei carboidrati se ne fa poco. Aiutano a dargli senso di sazietà, certo gli tolgono l’appetito, ma è un po’ come per noi mangiare pane durante i pasti: se siamo un poco sensibili ci si gonfia la pancia e soffriamo di flatulenza, se siamo sfortunati ingrassiamo e ci viene il diabete.

Così appunto nella crocchetta dai 12 euro al chilo in su, troviamo FOS, OMEGA3, integratori, vitamine e vari elementi anche naturali come la yucca, la barbietola, il melograno, il rosmarino etc. Ma sempre di più si legge sulle etichette: “ingredienti naturali, no conservanti, no coloranti, no antiossidanti, materie prime senza carcasse, senza farine, senza scarti”. E allora se devo comprare tutto questo ben di Dio contenuto in una crocchetta, perché mai non vado direttamente alla fonte e mi compro della carne vera? Della verdura vera? E integro con elementi altrettanto naturali, come appunto rosmarino, melograno, polpa di barbabietola?

COME VENGONO PRODOTTE LE CROCCHETTE

Il fatto stesso di produrre e confezionare una crocchetta, snatura e priva del loro valore nutrizionale gli  ingredienti che la compongono. Il procedimento di estrusione prevede lo sfarinamento, che consiste nel ridurre tutte le materie prime nella stessa forma per ottenere un impasto omogeneo e quindi più lavorabile ai fini tecnologici, in seguito un condizionamento a vapore, poi la cottura e infine l’espansione. Ulteriore passaggio obbligato è la grassatura e il trattamento con antiossidanti (naturali o chimici)  per permettere una buona conservazione del prodotto che (visto l’alto contenuto di grassi se si tratta di carne fresca) potrebbe andare incontro ad irrancidimento con peggioramento delle caratteristiche organolettiche oltre ad aumentare il rischio di danno radicalico negli animali.

Tutto quanto sopra costringe a modificare l’integrità dei nutrienti. La differenza che c’è tra acquistare una torta prodotta a livello industriale e farsi invece una bel pan di spagna a casa propria!

Non volendo rinunciare alla crocchetta, per velocità e comodità, si può scegliere il meno peggio ma non si potrà mai essere certi che una crocchetta sia buona, nutriente e gustosa esattamente o come un pasto tutto naturale. E chiunque asserisca il contrario cercando di vendervi la crocchetta migliore, la più sana, la meno lavorata, la meno sofisticata … non vi dirà tutta la verità ma ve ne racconterà solo una parte.

Come per tutti i fenomeni alla moda, sono spuntati anche negozianti che da semplici proprietari di cani si spacciano per nutrizionisti e vengono osannati dai loro clienti che acquistano senza batter ciglio sacchi di cibo da 7 kg ad 80 euro a sacco!!!! Produzioni inglesi, americane, australiane, dove le etichette narrano di strategie alimentari uniche al mondo, procedimenti sensazionali di estremo equilibrio nell’allevamento e nella selezione della materia prima, sistemi avanguardistici di produzione e filosofie di vendita basate su etica ed estetica … ma una crocchetta non può non essere artefatta dato tutto quanto il procedimento di cui sopra e soprattutto un produttore avvezzo al mercato non può spendere più denaro in materie prime di quanto sa che potrà incassarne lavorandole, stoccandole e poi rivendendole. Una produzione industriale non può essere meno di 2 / 3 euro al chilo per una crocchetta mediamente buona, ma non potrà superare i 4/5 euro per una crocchetta eccezionale. Da questo fate le vostre riflessioni.

Inoltre un estrusore ha dei costi di installazione e manutenzione talmente alti che ad esempio in Italia ne esistono solo 2 o 3… che producono crocchette per tutti i grandi nomi e poi insacchettano le tante diverse ricette che gli vengono commissionate con tanti colori diversi, diverse etichette, foto, formati etc. ma con un prodotto, di base, molto simile da una marca all’altra.

RIFLESSIONE

Per concludere una riflessione: per millenni i nostri cani sono vissuti cibandosi degli avanzi della nostra cucina. Nel ‘900 non vivevano a lungo, ma di certo non conoscevano il veterinario, non avevano tumori, non soffrivano di allergie, non c’erano dermatiti, occhi che lacrimavano, irritazioni perianali e tanto tanto altro.

Oggi abbiamo dei cani apparentemente più longevi che vivono però soprattutto nelle grandi città facendo poco o pochissimo movimento, e ai quali somministriamo molte più medicine di quante i nostri nonni ne somministrassero a Fido che viveva in giardino, si muoveva tutto il giorno, antiparassitari e vaccini non sapeva cosa fossero, faceva la guardia, inseguiva gatti e galline, mangiava pane secco e pasta al sugo, forse non era bellissimo, magari un po’ spettinato, il suo apparato osteo-articolare non reggeva troppo a lungo perché non aveva mai visto un condro protettore eppure… era un cane sano e forse più felice.

Possiamo unire oggi a l’alimentazione casalinga gli integratori alimentari presenti sul mercato, e  assieme a movimento e vita familiare che includano anche il nostro cane, offrendogli socialità, gioco e facendogli controlli veterinari regolari, profilassi antiparassitarie corrette possiamo contribuire ad allungargli la vita.

Una crocchetta non basta.

 

 

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Last modified on Sabato, 30 Dicembre 2017 17:40

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