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Articolo di Debora Capuano, Educatore Cinofilo III livello FISC, Dirigente Sportivo Base Centri Cinofili FISC, Responsabile Organizzativo Esterno DogPRO.it Srls

Questo settore – così come molti altri  –  ha i suoi problemi.

Quando ci passi dentro, anche solo per poco tempo, ti accorgi di cosa funziona e cosa no. A partire dalla totale mancanza di leggi e regolamenti che disciplinino l’attività di un Educatore Cinofilo, per arrivare alle faide interne, antipatie, maltrattamenti sui cani, pressioni psicologiche, fino alla fame di soldi che purtroppo a volte determina in tutto o in parte il verificarsi di una o di tutte le condizioni di cui sopra assieme.

Per diventare Educatore Cinofilo basta fare un corso. Che duri un giorno o 3 anni, questo dipende da chi lo organizza – la differenza non sta quasi mai nel costo finale, sempre altissimo, ma dalla qualità degli insegnanti e dalla pratica sul campo che ahimè spesso non è contemplata né in un caso né nell’altro.

Dopo il corso, si decide se ci si sente più buonisti o più coercitivi e quindi se si lavorerà con in cani in modo gentile o con “rinforzo negativo e punizione positiva” (per questo dettaglio rimandiamo ad altro articolo presto online, sarebbe troppo lungo da spiegare) o entrambi i metodi.

In Italia esistono molte scuole cinofile, alcune più blasonate, come l’ENCI ad esempio, altre meno note ma in forte ascesa tipo SIUA, Thinkdog, C.r.e.a. etc che a pagamento “sfornano” Educatori Cinofili come se piovesse e alle quali poi si uniscono i corsi di varie federazioni cinofile come FISC, CSEN, FICSS etc. che ugualmente propongono diplomi da Educatore Cinofilo ad ogni angolo di strada.

Una volta scelta la scuola, dopo il diploma (un pezzo di carta) alcune associazioni professionali ti affiliano: alcune facendoti un esame, altre semplicemente chiedendoti una quota annuale. Da poco esiste anche un organismo che “certifica”, sempre a pagamento, l’operato di Educatore Cinofilo.

Per chi ha tempo e denaro ci sono alcune facoltà universitarie - a Pisa e Teramo le più conosciute, ma anche a Milano - che dopo gli studi offrono la qualifica per operare in “Tecniche di Allevamento Animale e Educazione Cinofila” o “Tutela e benessere animale”. Sono sicuramente dei corsi validi ma forse mirano a coprire una preparazione molto vasta e forse non ancora sufficiente a mettere in condizione di lavorare da subito sul campo di addestramento.

Il succo resta comunque che alcuna scuola né associazione, ti qualificano come Educatore Cinofilo: non esistendo un Albo legalmente istituito dallo Stato, siamo tutti delle teste matte che girano per lo stivale libere di insegnare ciò che vogliono come vogliono, senza nessun organismo che le controlla, senza nessun ente che le decreta e quindi senza nessuno che le sospende, allontana o radia dal settore se esercitano malamente la professione, o se peggio agiscono contro il benessere animale.

Dopo il diploma quindi si può iniziare a lavorare … o anche durante il corso stesso. Una volta finito il corso, o anche prima, si può aprire una ASD - associazione sportiva dilettantistica – dove si può mettere fuori il cartello: “addestro cani” esentasse e senza un briciolo di esperienza, chiedendo comunque di essere remunerati a tariffe che variano dai 15 ai 40 euro l’ora a seconda del tipo di addestramento che si mette in pratica.

Anche dopo il diploma si può investire ancora i propri soldi in formazione, anche all’estero, lavorando magari a stretto contatto con qualche guru della cinofilia nazionale o internazionale, approfondendo ad esempio sui problemi comportamentali o sull’addestramento sportivo, e quindi assicurarandosi un lavoro costante e continuativo, soprattutto considerando come vengono selezionate talune razze e come taluni proprietari detengono il proprio cane domestico OGGI.

Per finire in amarezza, molti Educatori Cinofili non hanno neanche mai fatto un corso, ma soltanto lavorano da decenni coi cani e dopo aver preso morsi e delusioni, hanno avuto anche grandi successi e si sentono autorizzati in nome della sola esperienza pratica – senza qualifiche - a trattare coi cani e anche ad insegnare.

Poi c’è chi si dedica alle discipline sportive e focalizza su attività come agility dog, obedience, rally obedience, mobility dog etc. etc. e che in fondo tanti danni non fa.

Una volta diventati Educatori Cinofili in N modi, si passa dalla fase acquisizione di competenze a quella di acquisizione di informazioni e ulteriori competenze. Quindi si iniziano a frequentare corsi e seminari di ogni genere e tipo, proposti da migliaia di istruttori, enti, associazioni, centri cinofili, scuole, al punto da non sapere più a chi dare i resti e con chi confrontarsi. Si può passare una vita a fare corsi, che comunque e in ogni caso non offrono per lo più qualifiche di alcun genere, e bene che vada rilasciano brevetti e diplomi validi esclusivamente all’interno di una federazione o una specifica associazione.

Una volta terminata anche la fase “seminari e stage” si passa finalmente con il proprio cane, alla pratica di allenamenti e gare cinofile a iosa. Anche qui si può perdersi dietro a migliaia di proposte, offerte, termini e condizioni e trascorrere una vita intera a praticare sia gli uni che le altre senza interruzioni.

Trattandosi comunque in ogni caso dell’esercizio di una professione c’è sempre da chiedersi se si vorrebbe farsi operare da un medico che non ha preso una laurea ma che guarisce i suoi malati operandoli sul tavolaccio di legno in cucina, oppure se si potrebbe essere difesi in tribunale da un avvocato che ha studiato diritto civile e penale ma che non è iscritto all’Albo e quindi è di fatto un fuorilegge.

Dato tutto quanto sopra, gli Educatori Cinofili d’Italia sono divisi in mille piccolissime realtà.

Prima di tutto a livello professionale, secondariamente a livello umano.

Tra colleghi esistono infatti odi e rivalità, ci sono istruttori che non solo non parlano o non frequentano determinati altri istruttori e centri cinofili ma che arrivano a creare dei propri circoli ristrettissimi in cui selezionano scrupolosamente chi dovrà seguirli e chi no.

Esistono decine e decine di attività parallele che taluni istruttori ed educatori cinofili, anche molto giovani e quindi abbastanza improbabilmente così tanto capaci sul campo quanto carismatici a letto, fanno svolgere solo a chi - a loro insindacabile giudizio - conosce e rispetta pedissequamente i dettami imposti: quindi pranzi, cene, eventi, seminari, simposi, acquisti di materiale tecnico, gare e viaggi di piacere, praticati in gruppi creati ad hoc al cui centro campeggia e troneggia il Maestro Cinofilo attorno al quale la tribù - spesso pagante, e se non pagante sicuramente in formazione continua non remunerata, o se remunerata … sempre troppo poco – si riunisce in adulazione per ciascuna occasione.

Questo come è ovvio accade anche in molti altri settori professionali, e comunque laddove esista competizione e remunerazione, esiste una selezione innaturale circa gli adepti che dovranno prendere il posto e succedere al Maestro (nel nostro caso Cinofilo) di turno.

Ciò che sconvolge e spaventa è che in questo settore si parla (solo) di cani, e quindi di esseri viventi coi quali spesso l’uomo sceglie di convivere per lo più per motivi affettivi ed emotivi.

Sapere che possano esistere in questo campo, tanti e tali interessi economici e ambizioni personali così spiccate al punto da dimenticarsi spesso dei cani stessi sacrificandoli al business più che alla passione verso una razza o verso il proprio lavoro, rende meno affascinante per chi tra noi non ha interessi economici né ambizioni personali, collaborare o semplicemente convivere con taluni “professionisti” di questo settore.

Il cane dovrebbe venire prima di tutto, così come un malato dovrebbe venire prima di tutto per un medico.

Ma ahimè ogni tanto in entrambi i casi, può accadere che non sia sempre così e che il Dio Denaro venga anteposto al benessere del proprio cane (o umano).

Difendersi si può... 

 

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