Novembre 15, 2018

La Polizia di Stato lancia un video sul proprio account Twitter contro l'abbandono degli animali.

Nel video sono presenti i protagonisti della fiction Rai "l'isola di Pietro", Gianni Morandi, Chiara Baschetti, Michele Rosiello ed il Golden Retriever che interpreta il cane "Mirto". Con il video si punta a contrastare il fenomeno dell'abbandono, non solo di cani e gatti, ma anche di altri animali quali: rettili (tartarughe e serpenti), criceti, furetti e molti altri.

Ecco il video lanciato su Twitter e sul canale YouTube della Polizia di Stato

 

L'abbandono ed il maltrattamento di animali sono punibili per legge grazie all'articolo 727 del Codice Penale che recita:

Codice penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 26 ottobre 1930, n. 251 
Codice Penale
Approvato con R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398

LIBRO TERZO. Delle contravvenzioni in particolare - TITOLO PRIMO. Delle contravvenzioni di polizia - CAPO SECONDO. Delle contravvenzioni concernenti la polizia amministrativa sociale - SEZIONE PRIMA. Delle contravvenzioni concernenti la polizia dei costumi


ARTICOLO 727 
Abbandono di animali

Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività e'punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro.

Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze. (1)

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(1) Il presente articolo è stato così sostituito dall'art. 1, comma 3, della L. 20.07.2004, n. 189, con decorrenza 01.08.2004.

Di seguito, il testo previgente:

Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche o somministra sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute, è punito con la reclusione da 3 mesi a 18 mesi o con la multa da 5 000 euro a 30 000 euro. La pena è aumentata della metà se dal maltrattamento deriva la morte dell'animale (la pena originaria da 3 mesi a 1 anno o la multa da 3 000 euro a 15 000 euro è stata modificata dalla Legge 4 novembre 2010, n. 201, art. 3

La pena è aumentata se il fatto è commesso con mezzi particolarmente dolorosi, quale modalità del traffico, del commercio, del trasporto, dell'allevamento, della mattazione o di uno spettacolo di animali, o se causa la morte dell'animale: in questi casi la condanna comporta la pubblicazione della sentenza e la confisca degli animali oggetto del maltrattamento, salvo che appartengano a persone estranee al reato.

Nel caso di recidiva la condanna comporta l'interdizione dall'esercizio dell'attività di commercio, di trasporto, di allevamento, di mattazione o di spettacolo.

Chiunque organizza o promuove spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie o strazio per gli animali è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni e con la multa da 3 000 euro a 15 000 euro. La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in relazione all'esercizio di scommesse clandestine o al fine di trarne profitto ovvero se ne deriva la morte dell'animale.

Qualora i fatti di cui ai commi precedenti siano commessi in relazione all'esercizio di scommesse clandestine la pena è aumentata della metà e la condanna comporta la sospensione della licenza di attività commerciale, di trasporto o di allevamento per almeno dodici mesi. 

Chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l'integrità fisica è punito con la reclusione da 1 anno a 3 anni e con la multa da 50 000 euro a 160 000 euro. Inoltre chiunque, allevando o addestrando animali, li destina alla partecipazione ai combattimenti è punito con la reclusione da 3 mesi a 2 anni e con la multa da 5 000 euro a 30 000 euro. Infine chiunque organizza o effettua scommesse sui combattimenti e sulle competizioni è punito con la reclusione da 3 mesi a 2 anni e con la multa da 5 000 euro a 30 000 euro.

Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività o detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura è punito con la reclusione fino ad 1 anno o con l'ammenda da 1 000 euro a 10 000 euro.

Pellicce: Chiunque produce, commercializza, esporta o importa qualunque prodotto derivato dalla pelle o dalla pelliccia del cane o del gatto è punito con la reclusione da 3 mesi ad 1 anno o con l'ammenda da 5 000 euro a 100 000 euro.

Foche: Chiunque produce, commercializza, esporta o importa qualunque prodotto derivato dalla foca è punito con la reclusione da 3 mesi ad 1 anno o con l'ammenda da 5 000 euro a 100 000 euro.

 

Per quanto concerne la vigilanza, all'articolo 6:

1. Al fine di prevenire e contrastare i reati previsti dalla presente legge, con decreto del Ministro dell'interno, sentiti il Ministro delle politiche agricole e forestali e il Ministro della salute, adottato entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità di coordinamento dell'attività della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri, del Corpo della guardia di finanza, del Corpo forestale dello Stato e dei Corpi di polizia municipale e provinciale. 2. La vigilanza sul rispetto della presente legge e delle altre norme relative alla protezione degli animali è affidata anche, con riguardo agli animali di affezione, nei limiti dei compiti attribuiti dai rispettivi decreti prefettizi di nomina, ai sensi degli articoli 55 e 57 del codice di procedura penale, alle guardie particolari giurate delle associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute. 3. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per lo Stato e gli enti locali.

 

Fonte: Wikisource

Fonte foto: Google

La Lega Nazionale per la Difesa del Cane (LNDC) lancia l'hastag #tucherazzadiuomosei per sensibilizzare le persone sull'argomento dell'abbandono degli animali, cani o gatti che siano. 

Purtroppo il fenomeno dell'abbandono è ancora molto praticato, non solo in estate, in ogni periodo dell'anno gli animali vengono abbandonati dai propri padroni. Purtroppo non ci sono numeri certi, ma dalle presenze degli animali presenti nei  canili sanitari, si può affermare quanto questo gesto sia ancora "di moda". 

Come afferma Piera Rosati, presidente nazionale LNDC, sul  sito internet della Lega del Cane: "I numeri che riguardano questo drammatico fenomeno sono ancora impressionanti, come possono testimoniare i volontari di tutta Italia, quello estivo è il più emblematico ma l’abbandono è una realtà che non conosce stagionalità. In particolare, in qualsiasi periodo dell’anno, la vera emergenza sono gli abbandoni di intere cucciolate ‘indesiderate’ che potevano essere evitate con un gesto molto semplice: la sterilizzazionePurtroppo, ancora molte persone considerano la sterilizzazione un atto contro natura mentre evidentemente è normalissimo abbandonare al proprio destino dei cuccioli appena nati o addirittura una cagnolina o gattina incinta".

Con l'hastag #tucherazzadiuomosei, si vuole sottolineare l'inciviltà del gesto, oltre a ricordare che l'abbandono è un reato penale ai sensi dell'articolo 727 del Codice Penale. “Sono necessari sicuramente più controlli da parte degli enti preposti sulla corretta iscrizione all’anagrafe canina - conclude Rosati - dei cani di proprietà, ma anche una maggiore consapevolezza sulla responsabilità che comporta l’adozione di un animale che non può e non deve essere un pacco da scaricare per strada quando non si ha più voglia o modo di occuparsi di lui".

 

Fonte immagine: Lega del cane

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