Maggio 17, 2022

Perché i cani ululano? Questa domanda ha ispirato moltissime risposte a partire da leggende e miti, la risposta fino ad oggi più attendibile, data da ricercatori ed etologi, parte dal legame che i cani hanno con i lupi.

Il lupo ha due tipi di ululato, quello per il richiamo sociale e quello territoriale. Lo scopo del primo è quello di far sapere ai membri del branco dove ci si trova, l'altro serve per segnalare la presenza di un branco in un determinato territorio.

A parte i cani di razze primitive (come l'Alaskan Malamute o il Siberian Husky), molto vicine al lupo, i cani ululano molto poco, il significato che viene dato all'ululato è principalmente quello sociale, l'ululato territoriale nei cani ha perso di significato.

I cani utilizzano l'ululato come richiamo sociale, come momento di aggregazione con gli appartenenti del branco e con l'uomo, che fa parte del suo branco.

L'ululato è una ricerca di contatto a distanza con i membri del branco, è per questo che molto spesso capita di sentire ululare i cani lasciati soli, con l'ululato vogliono cercare un contatto con i propri simili o con i membri del proprio branco che in quel momento non sono presenti (spesso ululano cani con ansia da separazione).

Un'altra domanda che spesso ci si pone è: perché i cani ululano alle sirene? Il motivo è semplice, molti suoni hanno delle frequenze particolari, spesso l'orecchio umano non le percepisce, ma i cani si, e rispondono a quei suoni poiché gli ricordano l'ululato dei propri simili. Per cui i cani ululano alle sirene, alle campane, quando cantiamo o a suoni particolari, per rispondere ad un richiamo sociale, per dare un contributo a quel momento di aggregazione, alcuni cani lo fanno perché desiderosi di contatti sociali, spesso accade con i cani che vengono lasciati soli in casa o in giardino.

 

 

 

 

 

 

Comunque vadano le cose quando hai un cane, anche se è il TUO cane, ci sarà sempre qualcuno che ne sa più di te. Sappiatelo.
E preparate la contromossa.
Se poi la vostra scelta è caduta su un certo tipo di razza è bene che facciate un pieno di pazienza e di tolleranza.
L' alternativa è la galera.
Il periodo di detenzione varierà in base alla gravità delle lesioni che avrete procurato all'idiota di turno.
Perché la pazienza, si sa, ha un limite.

Ieri, durante la lezione di educazione che si è svolta di domenica in pieno centro, il nostro esperto cinofilo mi ha ricordato che a breve, quando Bowie perderà l'aspetto di cucciolo, al suo passaggio la gente gli creerà il vuoto intorno. Sono al mio terzo dobermann, e so bene quello che mi aspetta.
A chi mi chiederà perché ho scelto un cane "pericoloso" sorriderò, e come faccio di solito proverò a sfatare la leggenda metropolitana che il dobermann raggiunto il settimo anno di età impazzisce!
A meno che questa domanda non mi venga rivolta in un momento in cui non avro' proprio nessuna voglia di interagire con degli ignoranti.
In quel caso reagiro' come quella volta che:

"Buongiorno..."
"Salve."
"Ma è suo quel cane nero?"
"Sì."
"Complimenti! È davvero stupendo!"
"Lo so, grazie."
"Che linea meravigliosa, e che eleganza!"
"Già."
"Ma fa qualcosa per mantenere il pelo così lucido?"
"No, niente."
"Ma di che razza è?"
"È una dobermann."
"Ah..."
"Eh!"
"Quindi, è una..."
"Sì, è una femmina."
"Sì... però, intendevo... è di quei cani che a 7 anni impazzisc..."
"Proprio loro!"
"Ah..."
"Eh..."
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 
"Peccato però..."
"Già."
"E la sua... quanti anni ha?"
"6 anni 11 mesi e 29 giorni. Compie 7 anni tra qualche minuto."
"Ah..."
"Eh!"
... ... ... ... ... ... ... ...
"Beh... allora... arrivederci, è stato un piacere! Buona giornata..."
"Anche a lei."

 

La foto ci è stata donata da Sonia

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BOWIE cresce a meraviglia! ... troppo velocemente direi, ormai viaggia sui 23 kg.
Diventa ogni giorno più bello, ha un mantello nero e lucente, iniziano a formarsi già i muscoletti e si intravede il meraviglioso esemplare che diventerà.

In casa è tranquillo, ha smesso di fare danni e ormai ha imparato a fare i bisogni fuori. È anche abbastanza indipendente, durante il giorno dorme giù quando noi siamo al piano superiore e viceversa. Questo mi ha incoraggiata a fare i primi tentativi per cominciare a lasciarlo solo in casa: ho iniziato ad allontanarmi nascondendomi in garage per periodi via via più lunghi.

Le prime volte l'ho trovato dietro la porta ad aspettarmi, quando ha capito che tornavo regolarmente ha preferito aspettare sulla sua brandina. Nel mentre il mio garage mi è stato molto grato perché finalmente ho allargato un varco nelle varie cianfrusaglie depositate. Anche a questo serve un cane, per rimettere ordine nelle cose dimenticate per anni. Quando mi sono sentita abbastanza sicura io e junior abbiamo studiato un piano per uscire da casa di nascosto da Bowie: mentre lui dormiva pesantemente (o almeno così sembrava a noi), comunicando a gesti e muovendoci al rallentatore ci siamo avviati verso l'uscita, al buio e nel silenzio assoluto.

Dopo aver coperto 10 metri in un quarto d'ora manco fossimo agenti della CIA in missione segretissima e comunicandoci a smorfie la soddisfazione per il traguardo raggiunto, ossia la porta di casa, mio figlio rompe il religioso silenzio: "Maaamma!?" e indica qualcosa alle nostre spalle... Bowie è praticamente appiccicato a noi! Ci ha tallonati per tutto il tempo silenzioso come un'ombra, manco un agente super addestrato per gli attacchi a sorpresa avrebbe saputo essere più invisibile di così!!! Un po' intimorita da questo piccolo fantasma nero che mi guarda con aria candida come a voler dire "beh, allora dov'è che si va?" realizzo che la sola cosa che ho ottenuto è far tacere mio figlio per un intero quarto d'ora.
Che, vi assicuro, non è impresa da poco!

 

La foto ci è stata donata da Sonia.

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Quando arriva un cucciolo in casa la prima cosa che dovrà apprendere è che esiste una GERARCHIA
Anche se può sembrare una parola difficile in realtà il concetto è molto semplice: ciascun componente della famiglia in cui vivrà ha un ruolo e delle responsabilità ben precise, e lui avrà le sue.
Ed ora vi illustro il modo in cui questo è stato spiegato al nostro bambino dall'educatore cinofilo.

Dunque, la nostra famiglia per il cucciolo diventa il suo "branco" ed ogni branco che si rispetti ha bisogno di un "capobranco", perché è così che funziona in natura. Fin qui ci siamo, vero?
Il capobranco sarà papà!
E a questo punto lancio un'occhiata feroce all'educatore, che finge di non vedere, mentre il neo nominato capobranco gongola soddisfatto...

Poi viene la mamma
E tutti i miei bei discorsi sulla parità e sull'uguaglianza fatti a mio figlio vanno a farsi benedire... Ma pazienza, è così che funziona il branco! E pazienza se poi nella pratica sarò IO ad occuparmi del cucciolo e dei suoi bisogni a tempo pieno, vengo comunque declassata al secondo posto!!!
Dopo vieni tu... e infine viene Bowie!

Mio figlio guarda il suo cucciolo quasi a volersi scusare, e qui intervengo per rassicurarlo: "Guarda che è per il suo bene, Bowie ha bisogno di capire che può fidarsi di noi, che saremo delle guide affidabili e sicure ma anche ferme e decise se farà il furbetto!"
Di seguito tutte le regole da mettere in atto per far apprendere al nuovo membro della famiglia il suo ruolo e le sue responsabilità: mangerà sempre dopo di noi, il cibo gli sarà dato in un certo modo, uscirà per ultimo dalla porta di casa, non sosterà sulla soglia ecc ecc...
Facile no? In teoria sì, in pratica un po' meno. Leggete e capirete.

Ore 6,30 del mattino: suona la sveglia del capobranco e si sveglia anche il sottoposto cucciolo che da la sveglia anche al resto del branco! È così che funziona in natura pare... Scendiamo in cucina a caccia del cibo. Io, completamente stordita dal sonno, dimentico il mio ruolo e riempio la ciotola del cane prima della mia... All'improvviso mi sovviene in mente la mia superiorità gerarchica, ma ormai è troppo tardi! La ciotola brilla vuota lucidata a specchio... 
Mi guardo intorno spaurita, per fortuna il resto del branco non si è accorto di nulla.

Dopo aver ripreso un briciolo di lucidità e dopo aver pulito il pavimento da un paio di pipì sparpagliate in giro a causa dei miei miei riflessi, non proprio da tigre della savana, che non hanno colto i segnali lanciati dal cucciolo sui suoi bisogni fisiologici, è ora di accompagnare il bambino a scuola. Non prima di aver rincorso per chilometri intorno al tavolo della cucina figlio naturale e figlio adottivo. Nel marasma generale rischio di infilare il grembiule al cane e di mettere il guinzaglio al bambino, che non sarebbe poi una cattiva idea...
Arriviamo alla porta e "Maaammaaa!!! Bowie deve uscire per ultimo, ricordati!" urla mio figlio che quando si tratta di far rispettare le regole agli altri è infallibile.
Giusto giusto, rientro in casa trascinandomi dietro il cucciolo che si era già fiondato in strada e metto in atto le tecniche per abituarlo alla regola, quando mi sembra che abbia capito varco la soglia e mi impiglio con la bretella dello zaino di mio figlio nella maniglia della porta, Bowie interpreta il mio tentativo di liberarmi come un "ok, tocca a te" e si infila sotto le mie gambe per uscire. Junior corre in nostro soccorso ma resta imprigionato nel guinzaglio. Adesso siamo tutti e tre insaccati in mezzo alla porta, e del capobranco, che dovrebbe essere il nostro leader indiscusso e il nostro salvatore, nemmeno l'ombra!

Intanto sono le 8:29, la campanella è già suonata da 4 minuti e non abbiamo ancora comprato la merenda.
Bowie è alquanto perplesso, secondo me sta seriamente meditando di cercarsi un branco più affidabile... Alle 8:36 stiamo volando verso l'ingresso della scuola cercando di arrivarci interi, ci giungiamo prima che sia necessario la giustificazione per il ritardo e che il bidello chiuda il cancello. Mentre torno verso l'auto mi sento stranamente appesantita e non capisco il perché, poi vedo la mia ombra stagliata per terra e realizzo che ho dimenticato di consegnare lo zaino a mio figlio! Con uno scatto da gazzella inseguita da un leone (ecco perché si chiama branco allora!) mi ritrovo nell'atrio della scuola e con passi felpati da ghepardo cerco di passare inosservata fino alla classe di mio figlio. Niente da fare: la sentinella della savana mi fiuta e... "Svegliarsi un poco prima no eh?!"
Prima delle 6:30???

Per un momento mi viene voglia di muoverla a compassione raccontandole della levataccia all'alba e del disincagliamemento dalla porta e dal guinzaglio con cane al seguito, però poi ci ripenso, non capirebbe... lei non vive in un branco.

 

La foto ci è stata donata da Sonia

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Credo al colpo di fulmine perché io stessa ne sono stata vittima più volte.

E poi credo agli amori che si costruiscono giorno per giorno.

Quelli che si insinuano lentamente nelle pieghe del cuore e che hanno bisogno di più tempo per piantare radici.

 

La foto ci è stata donata da Sonia

 

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