Maggio 17, 2022
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I cuccioli, umani e non, sono fogli bianchi da colorare.
È questo che pensavo mentre osservavo junior e Bowie durante la seconda lezione del percorso educativo.
È un'emozione grande assistere ai loro progressi, sono due spugne che assorbono con estrema naturalezza quanto viene loro insegnato. Imparano uno dall'altro un linguaggio comune che diventa strumento di intesa e di gioco alimentando ed accrescendo la loro complicità. I frutti di questo percorso sono già evidenti: junior non accusa più Bowie di "non collaborare" come faceva al suo arrivo in questa casa, quando si aspettava ingenuamente dal suo cucciolo qualcosa che lui non era in grado di offrirgli semplicemente perché digiuno di regole e di riferimenti.
Dal canto suo Bowie ha smesso già dopo la prima lezione di vedere il suo piccolo umano come "bersaglio" dei suoi giochi esuberanti; non gli salta più addosso rischiando di mandarlo a gambe all'aria con l'entusiasmo incontenibile dei suoi 4 mesi, e ha capito che non deve più "rosicchiarselo"! Si è stabilito un clima di rispetto che non penalizza in alcun modo l'aspetto ludico e gioioso ma, al contrario, lo esalta negli più aspetti divertenti.
Superata la fase di adattamento e di sconvolgimento della novità adesso posso affermare che siamo tutti più sereni.
La strada è ancora lunga, tutti noi abbiamo molto da imparare e soprattutto mettere in pratica, ma abbiamo già iniziato a colorare le pagine di questa nuova avventura insieme.

Sono convinta che quando qualcuno entra a far parte della nostra vita la prima domanda che dovremmo porci non dovrebbe mai essere <cosa può fare per me> ma bensì <cosa sono disposta a fare affinché nessuno dei due sia deluso>. Come sta facendo junior. Malgrado le grandi aspettative che aveva (comprensibilissime in un bambino della sua età, soprattutto considerando che la sua precedente cucciola era totalmente asservita a lui!) ha avuto la capacità di capire che con Bowie e su Bowie deve svolgere un lavoro importantissimo prima che lui riesca ad offrirgli ciò che si aspetta. Cresceranno insieme, si aiuteranno a vicenda con la consapevolezza di poter contare uno sull'altro.

Decidendo di affidarci ad un esperto cinofilo pensavamo di investire soprattutto sull'educazione di Bowie... Invece, forse il risultato più importante lo otterremo con junior che per la prima volta comprenderà cosa vuol dire meritarsi qualcosa e impegnarsi per ottenerla.
Senza le basi non può esistere l'altezza.

 

 

La foto ci è stata donata da Sonia

Per leggere le altre puntate della serie "Vivere con un cucciolo di dobermann", clicca qui 

Socializzazione del cane, parola molto utilizzata nell'ambito cinofilo, ma anche dal significato confuso. Spesso sentiamo accostarla a cani adulti, altre volte a cuccioli, in alcuni contesti ci si riferisce alla socializzazione ma si sta parlando di altro.

Moreno Sartori, presidente della M&M Dog's Trainers A.S.D. ed educatore cinofilo, ha provato a fare chiarezza, ecco a cosa dobbiamo pensare quando parliamo di socializzazione.

Siamo tutti assolutamente d’accordo nell’affermare che il cane è un animale sociale. In condizioni di selvaticitá vive in branchi, mentre quando è domestico trova riscontro ed appoggio sociale negli individui con cui vive, siano essi solo esseri umani o conspecifici.

Perché vengano strutturate le condizioni ideali di socialità, devono verificarsi eventi specifici in momenti specifici della vita dei cane. Per esempio dalla 4ª alla 8ª settimana di vita, è necessario che il cane abbia contatti con i suoi simili, al fine di riconoscersi come appartenente a quella specie, questa viene definita socializzazione intraspecifica. Dalla 8ª alla 12ª settimana di vita, è invece importante che il cucciolo venga messo a contatto con tutte specie differenti dalla sua, compreso l’essere umano, con l’intento di riconoscerle come non pericolose, pertanto tranquillamente “frequentabili”. Dalla 12ª alla 16ª settimana di vita invece, è necessario esporre il cane a tutte le situazioni ambientali possibili ed immaginabili, affinché non sviluppi particolari paure inerenti agli ambienti/situazioni. Questo gli permetterà di affrontare con il massimo dell’apertura qualunque cambiamento andremo a vivere insieme a lui.

I riferimenti in termini di settimane, possono variare in funzione della taglia del cane, infatti i soggetti di dimensioni maggiori, tendono ad avere una crescita fisica ed emotiva più lenta rispetto a quelli più piccoli. Ciò nonostante al termine di questi tre importanti periodi principali di socializzazione, il cane perde gradualmente la capacità di essere esposto costruttivamente a tutte le situazioni precedentemente descritte. Questa è la causa principale dell’insorgenza di alcune delle problematiche di comportamento più diffuse.

Da tempo ormai si sta delineando in Italia una tendenza concettualmente rischiosa, si sente parlare sempre più spesso di percorsi di socializzazione e/o classi di socializzazione in cui i cani coinvolti sono, per età, fuori dal periodo effettivo in cui questo può accadere. Questa condizione, di per sé potrebbe anche non essere particolarmente importante, purtroppo però molte persone si convincono davvero di poter cambiare il loro cane a livello comportamentale, semplicemente inserendolo in questi contesti che dovrebbero favorire la socializzazione. Molto spesso, i cani che partecipano con una certa regolarità a queste situazioni, tendono a costituire una sorta di branco che  funge da contenimento per gli individui appena inseriti. Il risultato ottenuto, anche con soggetti caratterialmente difficili, è spesso apprezzabile. E c’è una ragione, ma non è quella in cui normalmente il proprietario spera.  

Purtroppo, e lo dico perché sarebbe davvero molto bello ottenere risultati stabili nel tempo con questa modalità, il cane sentendosi accerchiato da stimoli che ritiene pericolosi e non potendoli affrontare tutti insieme, tende ad avere un comportamento assolutamente pacifico con tutti. Questo permane fino al momento in cui non rivive una situazione di incontro uno a uno, infatti appena il cane ritiene di poter far fronte nuovamente a ciò che ritiene un pericolo, purtroppo manifesterà nuovamente quelli che sono i suoi comportamenti abituali.

Dobbiamo pertanto fare attenzione ad operare scelte finalizzate alla risoluzione delle problematiche che originano dalla scarsa socializzazione, poiché senza un programma specifico, i margini di recupero sono davvero molto bassi. 

Pur avendo fatto questa precisazione, sono convinto che queste situazioni siano favorevoli, poiché, come dicevo in apertura dell’articolo, il cane è un animale con una socialità davvero molto  spiccata, di conseguenza ogni occasione di interazione con i suoi simili e da considerarsi una buona cosa. La condizione migliore parte però da una buona socializzazione nei periodi giusti e non quando il cane ha già raggiunto la maturità.

Se frequenti con una certa regolarità un’area cani, hai sicuramente individuato i soggetti equilibrati e quelli non equilibrati.  Per semplificare puoi definire equilibrato il cane che in una situazione di confronto con i conspecifici, tende ad operare scelte pacifiche. Invece meno, o per nulla equilibrato, è il soggetto che coglie ogni occasione di interazione per manifestare comportamenti aggressivi. Prestando attenzione a quanto ti accade intorno, potrai effettuare una cernita abbastanza accurata di cani che possono interagire con il tuo. Tieni però presente, che in alcuni casi, quando il cane risulta fuori dai periodi di socializzazione, l'unica modalità per ottenere un miglioramento gestionale è quella di lavorare esclusivamente sull'abitudine alla presenza di conspecifici. Questo non farà del tuo cane un individuo socievole, ma lo renderà sicuramente meno suscettibile agli incontri "a rischio", soprattutto se il lavoro vieni improntato sull'opportunità che sia il proprietario a prendere decisioni relative ad ogni singolo incontro.

Non voglio in alcun modo sminuire la figura di educatori o istruttori cinofili che possono efficacemente monitorare un incontro tra cani, dico solo che osservando con attenzione ciò che ti circonda, puoi decidere con la discreta approssimazione quali cani sono più adatti ad interagire con i propri simili. Ricorda inoltre che i comportamenti aggressivi, non sono da condannare o giustificare devono essere considerati come il campanello d’allarme di una condizione emotivamente difficile. Le manifestazioni di aggressività, andrebbero monitorate tanto dal proprietario, quanto da chiunque abbia “contatti” con questi cani, che difficilmente possono acquisire nuovi comportamenti duraturi dal semplice incontro con i loro simili.

Concludendo, se hai sotto casa situazioni similari e sei in grado di riconoscerle, scegliendo con cura le interazioni per il tuo cane,  stai già facendo un ottimo lavoro che gli consente di esprimere al meglio la sua socialità.

Ricorda comunque, che qualora sia tu nella posizione di avere un cane che fatica a relazionarsi con gli altri, ci sono spesso buone opportunità di miglioramento, soprattutto quando viene costruito da una persona competente un programma ad hoc, in grado di costruire fiducia in se stesso ed abbassare il livello della sua preoccupazione. Purtroppo, spesso le scelte migliori, sono quelle che prevedono un impegno maggiore.

 Ecco un video che riassume quanto detto nell'articolo:

 

EDUCAZIONE CANE by 
M & M Dog’s Trainers A.S.D.
Sede legale 
Via Monte Bianco, 40
20026 NOVATE MILANESE (MI)
Tel. 347/8188784 & 347/6889274
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito internet: www.educazionecane.com

Mi spiace per voi ma oggi doppia puntata del diario, prima che mi sfugga l'ispirazione di scrivere e poi perché domani vorrei provare a combinare qualcosa in casa, Bowie permettendo...
Sì, perché è di questo che vorrei parlarvi, dell'impossibilità di dedicarsi a qualcos'altro quando si decide di prendere un cucciolo!

Come molti di voi già sapranno un cucciolo è un lavoro a tempo pieno! Di quelli impegnativi eh? A meno che non pensiate di relegarlo in giardino, ma in quel caso spero non si tratti di un dobermann...
Le mie giornate da due settimane a questa parte sono un vero tour de Force dense di episodi tragicomici!
"Sonia mi presti una penna?" chiede la madre di una compagna di classe di mio figlio fuori da scuola, prima di riuscire a passargliela dalla mia borsa nell'ordine tiro fuori: un wurstel al pollo, uno al tacchino, una pallina di gomma, un Kong, due bustine per la raccolta dei bisogni, un collare di riserva, un pacco di fazzoletti di carta formato famiglia, una scorta di salviette anti bava e poooiii la penna...! Ovviamente nel frattempo la signora si è dileguata.

Telefonata tipo (le rare volte che riesco a rispondere al telefono!):
"Ehiiii, ma che fine hai fatto?"
Io: "Ehm... sai in questi giorni sono un po' indaffarata..." 
"Infatti sei sparita! Senti volevo parlarti di..."
Nel frattempo la piccola iena pelosa che ha capito benissimo quali sono i momenti più inopportuni per attaccarti alle spalle comincia a saltarti addosso insistentemente rischiando di spedire il cellulare direttamente in assistenza...
"Perché sai io pensavo che dovrei..."
Mentre tu cerchi di ricordare tutte le tecniche di dissuasione che conosci per staccartelo di dosso senza rimetterci il maglione lui si attacca alle scarpe...
Dall'altra parte del telefono la tua amica continua il suo soliloquio perché è chiaro che tu non stai afferrando una sola parola di quel che ti sta dicendo cercando di mettere in salvo scarpe e contenuto delle stesse!
Alla fine, esasperata dal tira e molla col quadrupede, esplodi in un "BASTA!!!" che gela all'istante la conversazione solitaria...
"Cos'hai detto?!"
"No no, niente, continua pure..." 
"Come ti dicevo sono convinta che..."
Cerchi di concentrarti ma in attimo hai la visione di un'ombra nerofocata che ti passa davanti tutta fiera trasportando in bocca il kimono di judo di tuo figlio!!!
Anche se stai sudando da tutti i pori riesci a ricordare che per fargli mollare qualcosa dalla bocca devi dargli qualcos'altro in cambio, incastri il telefono tra orecchio e clavicola e cominci a rovistare freneticamente nel frigo alla ricerca di un premio che ovviamente è dietro frutta, verdura, formaggi e scorte varie.
La telefonata è ancora in corso "Guarda stavolta sono davvero indecisa tra..."
Ottenuto il premio la piccola peste trova un altro modo per attirare l'attenzione e allunga muso e zampe sul tavolo da cucina e nella tua mente scatta il vangelo delle regole <MAI PERMETTERE AL CANE DI RUBARE CIBO DAL TAVOLO> e in men che non si dica recuperi dal pavimento una pallina di gomma e gliela lanci addosso prima che compia il misfatto. Lo colpisci di striscio e la pallina rimbalza sul suo collo con uno squittio e si infrange sulla confezione di cereali (aperta!) dando vita ad un festoso carnevale croccante...

Non contento e più dispettoso che mai perché si sente trascurato inizia ad abbaiarti contro... Lo ignori spostandoti in un altra stanza ma con la coda dell'occhio ti accorgi che sta assumendo la classica posizione che ti avvisa che sta per rinfrescare il pavimento!!!
"Non ti azzardare sai!!!?" gli urli contro cercando di trascinarlo in giardino, "azzardare cosa??..." chiede la tua amica al telefono ignara della battaglia che si sta consumando in casa tua.
"Niente niente, scusa, parlavo con il cane"
"Parlavi con il cane...? Forse è meglio se ci sentiamo in un altro momento..."
"Sì, certo, ciao, ti richiamo io..."
Magari tra un paio di mesi... Quando avrò domato la belva

A 10 giorni e 5 kg in più dal suo arrivo in casa, ieri Bowie ha fatto il primo incontro con l'educatore cinofilo, persona molto preparata nonché nostro grande amico! 
Le prime nozioni sono state impartite in casa, alla presenza di tutta la famiglia, come è buona norma, soprattutto quando c'è un bambino piccolo.

Sono estremamente soddisfatta dalla risposta del cucciolo ai numerosi stimoli cui è stato sottoposto e soprattutto dal comportamento tenuto dal mio piccolo grande ometto durante tutta la lezione! È sorprendente assistere a quello che un cucciolo di pochi mesi riesca ad apprendere in pochissimo tempo!

Confesso che mi sono emozionata e commossa nel vedere i miei cuccioli lavorare insieme, e mi sono dovuta trattenere dal piangere per non disturbarli... Bowie ha brillantemente superato le prove a cui l'educatore l'ha sottoposto, anche quando era un po' disorientato ha dimostrato pazienza e un' ottima capacità di "ragionamento" nel rispondere a comandi per lui ancora sconosciuti. A junior, con tatto e delicatezza, sono stati insegnati l'importanza della gestualità nel rapportarsi con il suo amico ed il riconoscimento dei segnali non verbali che lui manda a noi umani per manifestare il suo stato d'animo. 
Sono state due ore intense, durante le quali io ho rispolverato le regole di cui ero già a conoscenza ed altre nuove ne ho apprese.
Il tutto in un clima disteso e rilassato e presentato al bambino come un gioco interessante e divertente ma anche come un impegno da svolgere con pazienza e costanza.

Il nostro percorso con Bowie durerà tutto il tempo necessario al raggiungimento dei nostri obiettivi che altro non sono che avere un cane educato dentro e fuori casa. Un amico fedele ed affidabile, sempre sotto controllo ed in sicurezza. Per poter godere pienamente e con serenità il lunghissimo tratto di vita che percorreremo insieme...

 

Per leggere le altre puntate della serie "Vivere con un cucciolo di dobermann", clicca qui

 

La foto ci è stata donata da Sonia

Lunedì scorso è stato trovato senza vita, ucciso da un colpo di pistola alla testa, il cane Gunner, che aiutava il veterano di guerra, Bryan Vallandingham, gestendo i suoi attacchi insorti dopo il rientro in patria. Il corpo di Gunner è stato ritrovato sui binari della ferrovia della contea di Boone (Iowa).

La famiglia di Bryan, è scossa dall'accaduto, la polizia sta indagando su chi possa essere l'autore di tale gesto, partendo dal fatto che possa esserci un collegamento tra l'uccisione del cane, la sua scomparsa da casa due settimane fa e dei messaggi arrivati ai famigliari in cui si chiedeva un riscatto per riavere il cane.

Come si può capire, la famiglia di Bryan ha rifiutato di pagare la somma richiesta ed il cane è stato trovato senza vita.

L'accaduto ha scosso la comunità di Richwood, dove abita Bryan, oltre la famiglia stessa per la quale Gunner era diventato un membro uffiiciale da quando era statao preso, ormai tre anni. Il cane era stato addestrato per riconoscere i segnali prima di una crisi di Bryan, Gunner, come racconta la moglie al sito Cincinnati.com, si metteva seduto davanti ad un membro della famiglia e abbaiando avvertiva dell'imminente stato di crisi così che si potesse intervenire in tempo.

 

Foto: Facebook/Fox 19

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