Agosto 12, 2022

Nonostante l'accesso ai cani si sia ampliato, ancora in molti luoghi i nostri amici a 4 zampe non possono entrare: musei, parchi naturalistici, gallerie d'arte ecc...

A Viterbo, invece, l'Orto botanico Angelo Rambelli ha permesso l'entrata a cani e padroni, nel rispetto delle principali regole di educazione.

Lo scorso anno è stata organizzata anche una passeggiata a 6 zampe all'interno dell'orto botanico, una visita guidata il cui ricavato è stato donato alle cure e al mantenimento dei cani randagi. 

L'Orto Botanico 'Angelo Rambelli' è una struttura dell'Università degli Studi della Tuscia preposta alla didattica universitaria, alla ricerca, alla conservazione ex situ/in situ, alla divulgazione e riveste un ruolo fondamentale nella diffusione delle conoscenze scientifiche.

Ogni anno si organizzano corsi tematici, manifestazioni e mostre volte a divulgare una conoscenza di base del mondo vegetale che ci circonda, l'ultimo è il corso teorico-pratico per il riconoscimento dei funghi (clicca qui per maggiori informazioni).  

L'Orto è stato ufficialmente inaugurato alla presenza del Ministro per l’Università e la Ricerca Scientifica e Tecnologica il 24 marzo 1991.

L'Orto botanico sorge a circa 300 metri s.l.m. vicino la sorgente termale del Bulicame, e si estende su una superficie di circa 6ha a ovest di Viterbo. All'interno dell'Orto si possono ammirare, oltre ad un'enorme varietà di piante e fiori, anche quattro opere che diversi artisti hanno donato all'Ateneo: 

Orto-I di Francesco Narduzzi è un’iscrizione incisa su pietra al bordo di uno specchio d’acqua dell’Orto Botanico

Chirone di Patrick Alò è un grande centauro in ferro creato con un’operazione artistica che vede il recupero di materiale industriale dismesso in contrasto con il soggetto della scultura che rimanda invece all'antichità classica.

Formica 2070 di Stefano Di Maulo è una grande formica incisa su pietra.

L’onda opera dell’artista marchigiano Attilio Pierelli, proveniente dal suo Museo di sculture iperspaziali a Bomarzo, è qui per espresso desiderio dell’artista (scomparso nel 2013) dal 2012. Nata per stare all’aperto, la scultura in acciaio inox finemente lucidato, è costituita da fogli di lamine specchianti variamente piegate a formare superfici ondulate da cui si genera un campo di riflessi deformanti in continua mutazione, a seconda dei punti di vista e delle condizioni ambientali, che coinvolgono lo spettatore restituendolo ad uno spazio dell’immagine, irreale, estetico.

L’Orto Botanico ospita alcune collezioni vegetali, aggregate per criteri tassonomici o fitogeografici e alcune ricostruzioni ambientali, compatibili con le caratteristiche climatico-pedologiche dell’area, caratterizzata da forti escursioni termiche annuali (min -10°C max 40°C) e da un suolo di natura fortemente calcarea. Troviamo vari alboreti, tre tipi di giardini differenti, una zona denominata Deserto, il roseto, il palmeto, diverse collezioni floreali, la macchia mediterranea, la serra tropicale (che ospita orchidee, banani, mimose sensitive, diverse specie di passiflore ecc.), e diversi tipi di percorsi (piante a rischio, piante allergeniche, piante utili ecc.).

Interessante anche il sistema delle acque che dà vita a laghetti e ruscelli che percorrono l'intera struttura e con i loro suoni trasportano il visitatore in un mondo incantato, un vero paradiso.

L'accesso ai cani è consentito seguendo semplici regole


• I cani devono essere sotto controllo, non rappresentare pericolo per sé o per altri.
• I cani dovranno essere condotti al guinzaglio 
• Non è idoneo portare cani particolarmente aggressivi nei confronti di persone e altri cani.
• Il proprietario è tenuto a raccogliere le deiezioni.

     

L'orto botanico rispetta i seguenti ORARI:

Dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle 13:00

Dal 1 aprile 2019 al 16 giugno 2019 aperto anche la domenica dalle 15:00 alle 19:00

Festivi CHIUSO tranne: 1 maggio, 2 giugno, 25-26 maggio

INGRESSO:

Intero - 5€

Ridotto - 3€

Gratuito per bambini fino a 6 anni, studenti dell'Università degli Studi della Tuscia, diversamente abili con accompagnatore 

VISITE GUIDATE:

Disponibilità di visite guidate per un minimo di 10 persone € 7,00 (previa prenotazione). Per gruppi di minimo 20 persone € 6.00 (previa prenotazione).
Scolaresche € 3,50 (previa prenotazione).
Disponibilità di visite guidate previa prenotazione, anche all’Erbario - tel +39 0761 357244

Per scaricare il pieghevole con le informazioni principali clicca qui

 

Strada Bullicame s.n.c., 01100 Viterbo
Tel. +39 0761357028  +39 0761357020 
Fax +39 0761357028
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Web: http://www.ortobotanico.unitus.ithttp://www.http://www.erbario.unitus.it

   

DOG SITTER FOR WEDDING

Ottobre 09, 2019

Dog Sitter for Wedding è il servizio che offre la possibilità di passare con il proprio amico a 4 zampe il giorno più bello della propria vita, il matrimonio

Durante questa giornata non dovrete lasciare da solo il vostro cane, delle persone esperte si occuperanno di lui garantendogli tutto ciò di cui ha bisogno, per l'intera durata della cerimonia. 

Il servizio consiste in un incontro conoscitivo con il cane ed i suoi proprietari, per conoscere meglio Fido, le sue esigenze e quelle dei futuri sposi. 

Il giorno del matrimonio due addestratori cinofili si occuperanno di gestire il cane in tutto e per tutto, seguendo gli sposi (se richiesto) anche durante le fotografie di rito ed essendo presenti durante la cerimonia ed il rinfresco.

Se qualcuno degli ospiti dovesse avere problemi con il proprio cane, provvederemo ad occuparci anche di lui (previo incontro conoscitivo).

Ci troviamo in provincia di Roma, ma siamo disponibili per eventuali trasferte.

Il costo del servizio: a partire da 300€

Per maggiori informazioni, richieste particolari e preventivi scrivi a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

Psicologia del cane è una guida a cui chiunque si occupi di cinofilia non può rinunciare, e che dovrebbe essere letta anche da chiunque decida di prendere un cane. Uno dei libri da dover avere nella propria libreria. Un'opera di notevole valore tecnico, ricca di citazioni dedotte da scritti specialistici del settore. Un'opera scritta con un linguaggio semplice, che ne facilita la comprensione nonostante sia svolta con rigore scientifico.

Gilberto Fanfoni, racconta le esperienze maturate in oltre quarant'anni di frequentazione dei campi di lavoro della cinofilia. In quest'opera si parla di psicologia canina, molto diversa da quella umana, dalla quale troppo spesso si prendono in prestito termini non del tutto utilizzabili anche nell'ambito cinofilo, si parla dell'evoluzione che questa psicologia ha subito, insieme all'evoluzione del cane domestico. Si spiegano brevemente, ma in maniera chiara ed esaustiva, cosa sono le doti naturali del cane, gli impulsi e le motivazioni, quali sono i processi dell'apprendimento canino, i suoi tempi e le categorie.

Fanfoni non dimentica di esprimersi sul linguaggio del cane domestico, linguaggio che non tutti i proprietari di cani conoscono e/o comprendono facendo nascere conflitti nel rapporto con il proprio compagno di vita, l'autore ci spiega come dovrebbe essere il proprietario ideale ed il suo ruolo, non tralasciando nozioni importantissime sull'addestramento.

Il libro si conclude con l'analisi comportamentale del cane operativo e con il pensiero dell'autore circa la facilità con la quale si adottano ed acquistano cani che, spesso, finiscono per essere abbandonati.

Il messaggio che viene lasciato dalla lettura di questo libro, secondo me uno dei più importanti, è che il CANE VA CAPITO, occorre instaurare un rapporto di fiducia con il proprio cane, un rapporto fatto di regole ben precise e basato sulla giustizia e la calma, due virtù che non devono mai mancare al proprietario. Se manca il rapporto fiduciario tra cane e proprietario non può esserci un corretto comportamento sociale del cane.

 

Gilberto Fanfoni (1929-1999) studiò medicina veterinaria e diventò il più giovane giudice dell'Ente Nazionale della Cinofilia Italiana. Non accettando i metodi addestrativi dell'epoca, in collaborazione con il dottor Claudio Bussadori e Vittoino Meneghetti, fondò la scuola di pensiero che diffuse "l'addestramento naturale".

Come giudice di prove di lavoro per cani da utilità e difesa divenne molto noto, arrivò ad officiare anche in competizioni a livello mondiale, fu vicepresidente della Società Amatori del Pastore tedesco (SAS), con la responsabilità del settore addestramento.

Sviluppò molte teorie sullo studio del comportamento del cane domestico, diventò profondo conoscitore dell'impiego del cane nell'ambito della Protezione Civile.

Fu docente di psicologia canina ai corsi di preparazione delle unità cinofile da scovo macerie nelle scuole di Milano e Trento, consulente e docente alla scuola di formazione delle unità cinofile di Serrada per i cani da ricerca in superficie e giudice delle prove di abilitazione per entrambe le specialità. 

Autore di molti libri tra cui: "L'olfatto del cane e la sua utilità"; "Il cane utile all'uomo" editrice San Giorgio 

Questa è la storia di un cane, Aufman, che si trova a perdere la felicità e la libertà conosciute da cucciolo grazie ai mapuche, la Gente della Terra. Uomini cattivi lo hanno separato dal proprio compagno umano, Aukaman, un bambino che considera suo fratello. Per Aufman, vissuto con i mapuche, è odioso il comportamento degli uomini che non rispettano la natura, le sue creature e le sue regole, ma gli uomini spregevoli, quelli che lo hanno portato via dalla sua terra, per farlo vivere legato ad una catena e spesso senza acqua, nè cibo, gli hanno assegnato una missione: dare la caccia ad un fuggitivo, una persona che con il suo odore gli riporterà alla mente i giorni felici insieme al suo Aukaman. 

Dove lo porterà questa caccia all'uomo? Il finale è scritto nel nome del cane, FEDELTA', non si può tradire mai, neanche quei legami che il tempo vorrebbe spezzare. 

Questa è una favola scritta con parole dolci e concrete, parole adatte ai bambini, ma anche agli adulti che dovrebbero leggere con attenzione per capire fino in fondo gli insegnamenti che l'autore vuole condividere con i mondo di oggi. 

Luis Sepúlveda è uno scrittore, giornalista, sceneggiatore e attivista cileno. Sepúlveda ha viaggiato molto, anche al seguito degli equipaggi di Greenpace, ora vive in Spagna.

Autore di moltissimi libri, e di poesie, è diventato famoso grazie al suo primo romanzo, Il vecchio che leggeva romanzi d'amore, edito in Spagna nel 1989 ed in Italia nel 1993. Ha pubblicato moltissimi romanzi e raccolte di racconti, la più famosa Storia di una gabianella e del gatto che le insegnò a volare che nel 1998 è diventata un film d'animazione.

   

Ecco una delle citazioni che mi è piaciuta:

"Crescemmo insieme nelle brevi estati e nei lunghi inverni australi. Insieme imparammo dal vecchio Wenchulaf che la vita va accolta con gratitudine. Così, per esempio, il piccolo Aukaman ed io lo guardavamo con rispetto quando prendeva una pagnotta e, prima di tagliare le fette per Kinturray e per sé, ringraziava il Ngunemapu per quel cibo offerto dalla terra". (pp. 367-368)

Il cane ha paura dei botti di capodanno, come porre rimedio

Prima di tutto occorrerebbe lavorare con il proprio cane e la sua paura mooolto prima del 31 dicembre, lavorando con un addestratore professionista è possibile riuscire a desensibilizzare il cane dalla fobia dei botti (non solo i fuochi d'artificio, ma anche i tuoni e qualsiasi altro rumore forte possa incutere terrore), facendo questo arriveremmo al capodanno senza ansia di organizzare una serata di fine anno soli in mezzo alla campagna per evitare che Fido senta i botti, e non correremmo il rischio di perderlo o rischiare che si faccia, o senta, male per la forte paura.

Detto questo, molti di voi potrebbero non aver pensato a trovare rimedio prima di dicembre, oppure il cane è arrivato proprio per Natale e non sapete cosa fare, ecco una breve "guida" da mettere in pratica se il proprio cane ha paura dei botti, ma anche se non ne ha!

Primo NON lasciare cani (o gatti) soli, in giardino, sul balcone o legati: date le reazioni incontrollabili potrebbero farsi male, scappare o buttarsi giù dai balconi, inoltre potrebbero essere oggetto di scherzi di cattivo gusto da parte di qualche ubriaco di turno o idiota che si diverte a tirare i petardi all'animale che non può difendersi. Non lasciare fuori nemmeno gabbie con volatili o roditori. Se i cani non sono abituati a stare in casa e devono rimanerci da soli, occorre procurarsi per tempo un trasportino (kennel) e chiuderlo lì per la notte, si eviteranno fughe, danni a cose e al cane stesso.  Purtroppo ancora non sono in vendita cucce antirumore, anche se la Ford ne ha realizzato un prototipo.

Secondo - Occorre attutire il più possibile i rumori provenienti dall'esterno: porte e finestre chiuse, serrande abbassate, televisione o radio a tutto volume.

Terzo -  Se il cane è con noi, ricordiamoci di NON coccolarlo più del dovuto, questo per evitare di rinforzare il suo comportamento, me neanche ignorarlo. La cosa migliore è trasmettere al cane calma e relax grazie ai nostri segnali corporei che proverà ad emulare, tranquillizzandosi. Inutile sgridare il cane, non faremo altro che aumentare la sua ansia.

Importante il gioco: in questi momenti è bene distrarre il cane e far sfogare il suo stress, utile il tira e molla o il lancio della pallina, o qualsiasi gioco amato dal proprio cane.

Quarto - Lasciamo il cane libero di rintanarsi dove meglio crede, anche in luoghi che solitamente gli sono proibiti, non lasciamolo mai solo, rimaniamogli vicino cercando di trasmettergli calma e serenità.

Quinto - Evitare di uscire proprio durante i botti, ma se si dovesse scegliere di farlo, occorre tenere ben saldo il guinzaglio per evitare fughe improvvise.

Fare maggiore attenzione ai cani anziani o cardiopatici ed ai cuccioli, potrebbero restare traumatizzati e sviluppare la fobia dei botti. Se si possiede un cucciolo sarebbe opportuno passare il capodanno lontano dalla città, nel caso non fosse possibile, restare in casa con lui (organizzare una bella cena tra amici potrebbe essere una soluzione!), ma non lasciarlo solo, potrebbe restare traumatizzato a vita.

Ultimo consiglio -  se il vostro cane ha il terrore dei botti e avete paura possa sentirsi male durante i festeggiamenti, potrebbe essere utile chiedere consiglio al veterinario di fiducia, spesso sono utili dei rimedi naturali che permettono al cane di rilassarsi.

Altra cosa importante, attenzione ai petardi inesplosi: il 1 gennaio, ed i giorni a seguire, cercate di tenere il cane al guinzaglio e liberarlo solamente in zone sicure sia dai petardi inesplosi che da persone che continuano a sparare anche dopo il 31 dicembre.

Per concludere: ricordiamoci di lavorare su questa, ed altre paure, in anticipo affidandoci ad un addestratore esperto che sappia come aiutarci a risolvere il problema.

Buon fine ed inizio anno a tutti!

 

 

 

 

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