Giugno 14, 2024

Sembrerebbe, anzi è certo, che un numero molto consistente di pedigree non risulti intestato ai reali proprietari dei cani.
È successo anche a me.
Tutt'ora sul pedigree di Bowie compare un nome diverso dal mio.
Colpa mia direte voi! In parte è così.
Effettivamente dopo aver scoperto (cioè quasi subito) che il cucciolo che mi ero portata a casa aveva dei problemi, e anche seri, che se non curati tempestivamente avrebbero avuto ripercussioni sulla sua salute, ammetto, signori miei, che il suo pedigree (inteso come cartaceo) mi è completamente uscito di mente! Adesso ovviamente ho interpellato chi di dovere e sicuramente (spero!) che a breve il disguido sarà risolto.


Questo mi ha portata a scoprire che capita, più spesso di quel che immaginavo, che molte persone che acquistano un cucciolo (anche da allevamenti rinomati) si ritrovano costrette a penare non poco per vedersi finalmente recapitare il famigerato pedigree!
Capisco che a volte questo sia frutto di "accordi" tra chi vende e chi compra, altre volte invece sono gli stessi allevatori che "dimenticano" di spedire la documentazione saltando dei passaggi obbligatori... In giro c'è davvero tantissima confusione al riguardo!

Capisco che chi acquista un cucciolo debba farlo consapevolmente e pretendere ciò che è suo di diritto, ma anche e soprattutto chi un cucciolo lo cede è tenuto per legge a rispettare le vigenti normative di compravendita per tutelare entrambe le parti!
Sto vaneggiando secondo voi?

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Fonte foto:Google

Noi guardiamo avanti.
Oggi ennesimo controllo, negli ultimi 3 mesi e mezzo abbiamo passato più tempo negli ambulatori veterinari che a casa!
Questo è il percorso dei cani affetti da patologie genetiche. Ma questo è anche il percorso dei cani fortunati, di quelli che capitano nelle mani giuste, le mani di chi si assume appieno le responsabilità di una scelta, seppur non fortunata.
Vorrei poter farvi capire la mia ansia prima di ogni verdetto medico.
Vorrei spiegarvi, se solo ci riuscissi, il peso schiacciante del silenzio durante le lunghe attese prima dei risultati.
Risultati: c'è che li aspetta in un ring, e c'è chi li aspetta dietro una sala operatoria.
C'è chi festeggia su un podio, e c'è chi lo fa sciogliendosi in lacrime davanti al camice macchiato di sangue di un professionista che ti dice che è andato tutto bene...


Mio piccolo grande guerriero, ho mantenuto la mia promessa: puoi tornare a correre felice!
Perdonami per questi lunghi mesi di prigionia forzata, è stato il prezzo da pagare per riscattare la tua libertà.

 

La foto ci è stata donata da Sonia

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Stamattina mi sono svegliata sul divano che ormai da 16 giorni, cioè da quando Bowie è stato operato, è diventato il mio letto.
Durante la notte mio figlio, sentendo la mia mancanza, è sceso dalla sua cameretta ed è venuto ad accoccolarsi accanto a me, incastrandosi sotto il mio braccio sinistro.
Bowie dormiva alla mia destra, acciambellato sulla sua copertina e coperto sotto il mio piumino.
In uno spazio di poco più di un metro quadro battevano tre cuori.
Avrei voluto rimanere così a lungo, nel tepore dei nostri corpi uniti in un solo abbraccio, godere ancora della tenerezza dei miei cuccioli addormentati, ma fuori un nuovo giorno era già nato con le sue incombenze quotidiane: junior doveva andare a scuola e Bowie doveva prendere le medicine.
Mi sono alzata sciogliendomi delicatamente dall'intreccio e i due cuccioletti hanno riempito lo spazio che ho lasciato avvicinandosi di più tra di loro. Sono rimasta a guardarli rapita da tanta dolcezza mentre il mio cuore sorrideva.
Bowie ha aperto appena un occhio come a volermi dire "Ti ho vista sai?" Però è rimasto lì, appiccicato al suo bambino.

 

La foto ci è stata donata da Sonia

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La prima volta è stata qualche giorno dopo il suo arrivo in casa, non aveva ancora compiuto 4 mesi: suonano alla porta e Bowie mi accompagna ad aprire. È il corriere che deve consegnare un pacco. Bowie si mette seduto tra le mie gambe e segue attentamente quel che accade. Non cerca carezze dall'uomo che si ferma sulla soglia, lo osserva e basta.

Fin qui tutto bene.

Nell'istante in cui il corriere allunga le braccia verso di me per passarmi l'aggeggio su cui devo apporre la firma digitale parte il ringhio: gutturale, a bocca chiusa, ma bello sonoro! L'uomo si sorprende, è abituato a Daga che, da vera Lady lo ha sempre snobbato. Ritira le mani, guarda me, guarda Bowie che è rimasto immobile tra le mie gambe ma con lo sguardo fisso su di lui. "È un altro cane" dico al corriere sorridendogli.

Rassicuro Bowie, firmo, saluto e chiudo la porta. Cavolo! Penso tra me e me, sorpresa ma anche sottilmente orgogliosa di questa pulce dall'animo guerriero.

Il secondo episodio qualche giorno fa, 5 mesi appena compiuti: gli avevo dato un tozzo di pane secco invitandolo ad uscire fuori in giardino per mangiarlo. Io sono rimasta sulla porta a guardarlo. Adoro osservarlo, coccolarlo con gli occhi, seguire quello che fa. Ad un certo punto dal muro di confine arriva un rumore secco ed improvviso. Bowie molla immediatamente il pane alza la testa e si mette in allerta cercando di capire la natura e la provenienza del rumore. Dopo qualche minuto di esitazione entra in casa, e io (ingenuamente e con tenerezza) penso: "bravo il mio pirlone! Si è spaventato!"

Poi seguo le sue manovre: lui passa in perlustrazione tutta la cucina, inclusa la lavastoviglie aperta, e torna verso di me. A quel punto io cerco di scendere il gradino per cambiare l'acqua della sua ciotola e lui si piazza davanti alle mie gambe. Come faccio sempre quando cerca di impedirmi il passaggio cerco di spostarlo con le ginocchia esercitando la mia leadership, non deve MAI sognarsi di essere dominante con me! Ma lui, per la prima volta, me lo impedisce puntandosi sulle zampe e scaricando il suo peso sulle mie gambe. Non vuole che scenda in giardino! Esito cercando di spiegarmi questo comportamento. Il rumore si ripete e lui aumenta la pressione sulle mie gambe. Non riesco a crederci! Sta cercando di proteggermi??! Com'è possibile che questo scricciolo abbia percezione di un ipotetico pericolo? Ma no, sicuramente sono io che sto interpretando male...

La sera ne parlo al mio compagno. E lui sorride. "È un maschio" mi dice. Ne parlo anche con l'educatore. Sorride anche lui. "Lo hai voluto il dobermann maschio?"

Guardo Bowie steso sulla sua brandina, dorme pesantemente. Almeno così sembra a me. 

La foto ci è stata donata da Sonia

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C'è una cosa che mi riempie il cuore di tenerezza e che mi commuove profondamente:
quelle rarissime volte che esco di casa senza portare Bowie con me lui protesta vivacemente e si dispera pigolando a più non posso! Anche se non resta da solo, anche se con lui c'è l'eletto capobranco è me che cerca, è me che ha scelto, lui vuole stare con me...

Piccolo amore mio, io non ti tradirò mai, ti starò vicina sempre, nel bene e nel male non sarai mai solo!

Te lo prometto, ora e per sempre

 

La foto ci è stata donata da Sonia

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