Maggio 17, 2022

Domani alle 9:30 abbiamo appuntamento con un veterinario specializzato in problemi osteoarticolari. Pur fidandoci dei nostri veterinari vogliamo sentire un altro parere.
Attualmente Bowie sta già assumendo condroprotettori per allontanare il più possibile l'insorgenza di osteoartrite, ma se c'è altro da fare vogliamo esserne informati.
Non credo si possa fare altro dal punto di vista chirurgico, ma anche se così non fosse sinceramente non me la sentirei di sottoporlo ad un altro intervento...
Lui sta bene, corre, gioca, salta, e rompe, rompe tantissimo perché è un cucciolo esuberante e pieno di energie, oltre che intelligentissimo e bellissimo. Con il suo fratellino umano ha instaurato un bel rapporto, bisticciano e combinano guai a più non posso, ma fondamentalmente si rispettano a vicenda.


Siamo ancora in attesa di regolarizzare tutta la documentazione di Bowie in quanto, malgrado i continui solleciti, non ci è ancora pervenuto il modulo per il passaggio di proprietà del pedigree. Il vecchio proprietario di Bowie ed il suo socio insistono in una situazione di stallo che francamente non riesco a comprendere.
I miei messaggi restano ignorati e le mie telefonate respinte.

Ora so di aver commesso un grave errore di valutazione, credevo di avere a che fare con persone serie ed affidabili, ma ora posso affermare che così non è.


Noi andiamo avanti per la nostra strada, fieri ed orgogliosi del nostro percorso, fatto di sacrifici, senso di responsabilità e trasparenza. E gioia, gioia di avere accanto un cane che ricambia tutto l'affetto che gli diamo.

 

La foto di apertura ci è stata donata da Sonia.

Per leggere le altre puntate della serie "Vivere con un cucciolo di dobermann"clicca qui

TI CHIAMANO CANE


Ti chiamano cane, ma tu sei altro
Sei bellezza, che appaga gli occhi
Sei forza, che possiedi e che regali
Sei coraggio, che infondi in chi non ne ha
Sei fedeltà, per chi 
non crede più
Sei salvezza, per chi 
non ha altro
Sei calore, per chi ha freddo dentro
Sei entusiasmo che combatte la noia
Sei lealtà per chi è stato tradito
Sei balsamo per le ferite
Sei gioia 
Sei vita
Sei amore
Ti chiamano cane
Altro nome 
non c'è che contenga l'immenso che è in te.


Dedicata al mio Bowie per il suo primo compleanno

 

La foto di apertura ci è stata donata da Sonia.

Per leggere le altre puntate della serie "Vivere con un cucciolo di dobermann"clicca qui

Qui al sud fa ancora tanto caldo, si dorme con le finestre aperte.
Questa notte, come sempre, Bowie dormiva accanto al mio letto, perché è questo il posto di un dobermann. Ad un certo punto un brusio di voci sommesse sotto il balcone, toni percepibili solo da un udito ultrafine.
Immediata la reazione del mio allarme personale: ringhio sommesso e sensi in allerta, ronda della stanza, sosta lunga e silenziosa dietro la porta. 

Solo quando ha ritenuto che il pericolo fosse cessato è tornato a stendersi accanto a me.
Dormite tranquilli, avete un dobermann.

 

La foto di apertura ci è stata donata da Sonia.

Per leggere le altre puntate della serie "Vivere con un cucciolo di dobermann"clicca qui

Poste Italiane rende noto con un tweet che è ammesso l'accesso ai cani all'interno degli uffici postali, a condizione che vengano portati al guinzaglio (1,5 mt) e con la museruola nel caso di rischio per l'incolumità di persone o animali.

Riccardo Manca, vice presidente di Animalisti Italiani onlus, chiede a Poste Italiane di rimuovere il cartello di divieto in ogni ufficio postale italiano e metterne al suo posto uno con il regolamento menzionato nel tweet.

 

Sull'accesso dei cani nei luoghi pubblici c'è sempre molta confusione, abbiamo provato a spiegare la differenza tra luogo pubblico e luogo aperto al pubblico in questo articolo: Cani nei luoghi pubblici: cosa dice la legge?

 

Fonte foto: twitter Poste Italiane

A Bracciano esiste un ospizio per cani, Baffi d'argento. Questa struttura, prima in Italia, accoglie e accudisce i cani che restano orfani dopo il lutto del proprio padrone, cani anziani la cui famiglia per varie ragioni non riesce a seguire, cani che appartengono a persone molto malate o cani anziani provenienti da canili o situazioni difficili. 

In questa splendida struttura, un casolare immerso nel verde della campagna romana, Daniela Salvi (etologa) si occupa di loro, insieme ad altre persone professionalmente formate per assistere questi orfanelli. I baffi d'argento possono stare all'aperto, fare passeggiate o stare in casa e godersi la compagnia umana. I cani che sono presenti nella struttura possono godere di cure, nel caso ne avessero bisogno, e possono essere sottoposti ad interventi chirurgici assicurati da una clinica veterinaria.

Tutti i cani possono essere accolti nella struttura a patto che non risultino aggressivi con i propri simili.

I COSTI - Baffi d'argento prevede una quota mensile di 150 euro, ma non si fa problemi ad accogliere anche i cani di famiglie che non possono permettersi tale spesa, la struttura accetta donazioni anche da chi non ha, per il momento, cani ospitati al suo interno o da chi desideri dare un contributo a questa giustissima causa.

 

BAFFI D'ARGENTO ONLUS

via della Selciatella 13, Vigna di Valle, Bracciano • ROMA
Daniela 348 331 57 30 • Clara 329 091 20 13
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

La seconda tappa del nostro viaggio ci ha portati in Toscana, precisamente a Capalbio, una piccola cittadina in provincia di Grosseto.

Capalbio ci è piaciuta tantissimo, al punto che il giro per la cittadina lo abbiamo fatto due volte, prima da soli, io, Alessandro e d Olivia, e al ritorno dal Giardino dei Tarocchi, dove ci siamo incontrati con una coppia di amici, insieme a loro!

 Entrata Capalbio, borgo antico

Al borgo antico si può accedere solamente a piedi, superando la porta a doppio arco, dove ancora è presente l'antico portone, che un tempo veniva chiuso al calar del sole per evitare le incursioni nemiche, inizia la nostra visita, tutta fatta di salite e discese. Percorrendo la via principale siamo arrivati in una piazzetta (Piazza Magenta), dove alcune sedie riposte da una parte ed un piccolo palco ci hanno fatto immaginare che fosse teatro di spettacoli estivi. La piazzetta è molto caratteristica, case in pietra che la circondano e balconi adornati con fiori coloratissimi, sulla sinistra, in fondo alla piazza, si trova una breve scalinata che porta alla cinta muraria più alta (a Capalbio la cinta muraria è doppia, su due livelli), da qui è possibile percorrere vari tronconi di cinta muraria, il camminamento è piuttosto stretto, ma non abbiamo avuto problemi nel momento in cui abbiamo incontrato persone venire dal senso opposto. Di fronte a noi abbiamo goduto della vista del mare e delle colline toscane, dietro di noi porte e finestre delle case che "compongono" la parete di questa cinta che racchiude il borgo medievale. Continuando la camminata dall'alto di Capalbio abbiamo potuto osservare piccoli giardini interni ai palazzi e la Rocca Aldobrandesca al cui interno spesso vengono ospitate delle mostre.

 Case intorno Piazza magenta 

Olivia è stata felicissima di passeggiare con noi lassù dal momento che era l'unico posto in cui tirava una leggera brezza che rinfrescava dal caldo torrido di metà agosto!

Scesi dalla cinta muraria abbiamo percorso delle stradine bellissime fino ad arrivare nella piazza della Chiesa e poi nella piazza della Rocca, dove abbiamo scoperto che al suo interno è conservato il pianoforte di Giacomo Puccini!

Alle 14.30 avevamo appuntamento con i nostri amici al Giardino dei Tarocchi, a circa dieci minuti di macchina da Capalbio (Pescia Fiorentina), quindi siamo tornati verso la macchina, ma prima ci siamo fermati al bar Caccia, dove abbiamo trovato una ciotola d'acqua a disposizione di Olivia e nel quale avremmo potuto accomodarci all'interno per pranzare, ma abbiamo preferito restare fuori, adoriamo mangiare e guardare il posto circostante! La cosa che abbiamo notato durante la seconda visita a Capalbio, poche ore dopo, è la presenza di ciotole d'acqua fuori ogni esercizio commerciale e l'assenza di cartelli di divieto di accesso ai cani all'interno dei locali.

Alle 14.30 siamo arrivati nel parcheggio del Giardino dei Tarocchi, un posto che ricorda moltissimo il Parque Guell di Barcellona, ma più in piccolo. Questo giardino fu ideato dall'artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle, che si è ispirato anche al giardino di Bomarzo. Le statue al suo interno sono ispirate alle figure dei tarocchi e, su richiesta dell'ideatore, non si effettuano visite guidate per dar modo a chiunque di dare una propria interpretazione delle opere.

Il posto è incantevole, tantissimi i cani presenti, tra cui un cucciolo di dobermann di 4 mesi con il quale Olivia ha potuto giocare un pò! In un clima di tranquillità, nonostante le tantissime persone, abbiamo potuto passeggiare per il giardino osservando e "giocando" con le statue come fossimo bambini! 

  Alcune statue presenti nel Giardino dei Tarocchi

Al termine della visita siamo tornati a Capalbio con i nostri amici, dopo un secondo giro veloce per il borgo antico, ci siamo fermati a fare un lungo e appagante aperitivo, Olivia, sempre al nostro fianco è stata felicissima di fare questa pausa, ha potuto dormire sotto al tavolo e trovare un paio di leccornie ad attenderla al suo risveglio!

Al termine di questa seconda tappa posso affermare che anche Capalbio è un posto pet-friendly in cui si mangia e beve benissimo mentre si osservano panorami mozzafiato.

A presto per una nuova avventura!

 

Questa mattina, ad un conoscente che mi stava rubando troppo tempo ho detto che ero di fretta perché avevo il cane in macchina.
"Che cane hai?" mi ha chiesto
"Un dobermann" ho risposto
E lui: "Un dobermann? Perché hai preso un dobermann? Sono cani troppo impegnativi e delicati!"
Aveva ragione.
Ma avrei dovuto spiegargli che...

Il Dobermann è uno tra gli esempi canini più affettuosi esistenti, sfida il suo passato legato a una storia da assassino professionista, per descrivere un animale assolutamente pacifico, non iroso e socievole, non aggressivo ma forse solo un tantino suscettibile.

Quando si trova in una situazione di scontro e rissa, non è mai dovuto al suo comportamento da cane violento, non è l’animale che comincia per primo, ma se solo dai motivo allo stesso di essere un pericolo per lui o per i suoi cari, lascia la veste di cane per indossare quella dell’eroe, il cane che protegge, anche a discapito della sua vita, quella del suo padrone che elogia e ama più di se stesso.

Il Dobermann ama il contatto fisico con il suo padrone. Gli esperti cinofili, asseriscono che questo cane non è quell’essere cattivo e pericoloso che per anni molti hanno descritto e narrato. Invece è un cane dotato di grande sensibilità e amore; il suo approccio con le persone è estremamente equilibrato, se e quando si manifesta un pericolo, lui sa essere riflessivo quel tanto che basta, per sapere che cosa fare.

 

La foto di apertura ci è stata donata da Sonia.

Per leggere le altre puntate della serie "Vivere con un cucciolo di dobermann"clicca qui

 

La prima tappa del nostro giro del Lazio, con cane al seguito, ci ha visti approdare in terra viterbese, precisamente nei paesini di Vitorchiano e Celleno

Io, Alessandro ed Olivia siamo arrivati a Vitorchiano verso le 14 di un venerdi di agosto, cercavamo un posto dove mangiare qualcosa di tipico, ma senza spendere una fortuna, e che accettasse i cani. Abbiamo trovato subito un ristorante molto carino, ristorante Zafferano, che proponeva un'offerta interessante, ho chiesto al proprietario se fosse stato un problema accomodarci portando con noi il cane, lui, giustamente, ha chiesto agli altri ospiti presenti... tutti d'accordo, finalmente potevamo mangiare! Olivia, nonostante l'odore proveniente dalla carne alla brace dei nostri vicini prima, e dai nostri piatti poi, è stata bravissima, si è comportata da bravo cane educato facendoci ricevere molti complimenti sia dal ristoratore che dai vicini di tavolo. 

Dopo l'ottimo pranzo siamo entrati nel paesino vero e proprio, un gioiellino secondo me. Il paesino come lo intendo io che per più di trent'anni ho avuto la fortuna di passare le estati al paese nativo di mio padre, nelle Marche. 

 

Il paesino è posto su una rupe, la rupe di peperino, e le abitazioni sembrano essere state plasmate da quella pietra che ha avuto origine dalle eruzioni del Monte Cimino, un tempo vulcano, creando un effetto spettacolare, soprattutto se lo si osserva dalla parte più nuova del paese. Stradine e odori tipici del borgo antico hanno fatto da cornice alla nostra passeggiata durante la quale abbiamo scoperto molti affacci (terrazze) dalle quali osservare il paesaggio agreste circostante, se avessimo avuto più tempo avremmo intrapreso il percorso naturalistico.

Al termine della passeggiata abbiamo ripreso la macchina per dirigerci a Celleno, il borgo fantasma di cui abbiamo appreso l'esistenza dai cartelli turistici posti sulla strada principale di Vitorchiano, insieme alla scoperta di questo borgo particolare ne abbiamo fatta un'altra: l'esistenza di un Moai sul territorio vitorchianese.

Il Moai, unico esistente fuori dall'Isola di Pasqua, non è antico, ma è stato costruito nel 1990 da undici indigeni Maori, invitati dalla trasmissione Rai "Alla ricerca dell'Arca" per un programma di gemellaggio culturale. La produzione Rai si adoperò nella ricerca di una pietra simile a quella con cui sono fatti i Moai originali, che si stanno deteriorando, e la trovò a Vitorchiano. Un enorme blocco di peperino fu scolpito a mano dagli undici maori grazie all'aiuto di asce e pietre taglienti. Al termine del lavoro (circa 4 settimane) gli indigeni danzarono intorno alla scultura e cantarono canti polinesiani durante la cerimonia che concludeva lo sforzo dei lavoratori. Il Moai è una scultura sacra che, secondo i Maori, porta prosperità al luogo che osserva, a patto che non venga mai spostata, se viene mossa dal punto in cui viene scolpita, provoca grandi sciagure. E' anche per questo che lo spostamento della scultura, dal centro della piazza, all'inizio dell'abitato è stato malvisto, ma alla fine la grande statua è stata spostata ed ora osserva Vitorchiano dall'altra parte della forra. 

Dopo una ventina di minuti di auto siamo arrivati a Celleno, questo borgo è molto simile al più famoso Civita di Bagnoregio (nel quale siamo stati l'anno prima di prendere Olivia!), ma condannato da avvenimenti più tragici.: alla fine dell'800 un violento terremoto costrinse la maggior parte degli abitanti ad abbandonare le proprie case, la friabilità della roccia diede origine a nuove frane fino a quando tutti gli abitanti si spostarono nel nuovo abitato, poco lontano.

Noi tre siamo arrivati direttamente all'ingresso del ponte che porta nella parte vecchia del paese, quella abbandonata a causa del terremoto, dopo una breve salita ci siamo ritrovati in una piazza, circondati da macerie e rovine che rendevano il paesaggio spettrale e misterioso. Un brevissimo percorso guidato porta i turisti a vedere più da vicino le rovine ed i resti delle chiese (San Donato e la chiesa di San Carlo) e dei palazzi (tra cui il palazzo Orsini) che un tempo formavano il borgo medievale; il campanile della chiesa si staglia alto nel cielo, ma le campane non suonano più da secoli. Girovagando per il paesino abbiamo potuto vedere le abitazioni sventrate e le cantine sottostanti agli edifici che non possono essere raggiunte perchè pericolanti o interrate, dal borgo medievale si può godere della splendida vista del paesaggio della Tuscia.

      

Terminato il giro nella parte vecchia di Celleno, ci siamo fermati a fare delle foto e a fare amicizia con i padroni di altri due cani che ci avevano dato il benvenuto appena arrivati, poi siamo risaliti in macchina in direzione di Roma, ma l'ora suggeriva un'ulteriore sosta per un breve aperitivo quindi, sulla strada del ritorno, ci siamo fermati in un bar alle porte di Ronciglione, precisamente al bar Rio Vicano, dove la cameriera ci ha fatto sapere che non c'erano problemi se avessimo voluto accomodarci all'interno insieme ad Olivia, ma abbiamo preferito restare fuori e goderci gli ultimi minuti all'aria aperta prima di tornare nella torrida città eterna.

Al termine della prima tappa di queste vacanze con il cane posso affermare che i posti che abbiamo visitato sono pet-friendly, e che si mangia e beve benissimo!

A presto con una nuova avventura!

     

Tra qualche giorno il mio BOWIE compirà un anno. Conoscete tutti più o meno la sua storia. È un cucciolo che nei suoi primi mesi di vita ha sofferto moltissimo. E noi con lui 
Adesso è un cane felice, pestifero, un testone incorreggibile con un bel caratterino che riempie di gioia le nostre vite.
Continuo a leggere di dobermann abbandonati, rinunce di proprietà anche di soggetti titolati.
E ogni volta è una pugnalata al cuore.
E vedo nuove cucciolate, leggo di cani mandati in riproduzione nonostante la genealogia non sia "pulita" o quantomeno molto dubbia.
Privati e non, con affisso e senza.
Adesso che ho in mano il pedigree di BOWIE, dopo la registrazione del passaggio di proprietà lo metterò in un cassetto.
E lì resterà per sempre. Perché BOWIE è geneticamente non adatto alla riproduzione.
Mi illudo che verrà un giorno in cui tutti, allevatori e non, faranno la stessa cosa.
Ma quel giorno è molto lontano, e forse non arriverà mai.

 

La foto di apertura ci è stata donata da Sonia.

Per leggere le altre puntate della serie "Vivere con un cucciolo di dobermann"clicca qui

Il dodicesimo "uomo" in campo per il club paraguayano Club sporting 2 de Mayo è Tesepara, una meticcia randagia adottata dalla squadra di calcio dopo essere stata avvistata girovagare intorno al campo Monumental Rio Parapitì.

La cagnolina è sempre presente sul campo e segue la squadra anche in trasferta, è diventata l'assistente di mister Carlos Saguier che fa sapere come Tesepara lo accompagni ovunque. Durante le partite siede in panchina, al fianco del mister, oppure in tribuna, girovaga per gli uffici e partecipa alle interviste post-partita al punto che mister Sagiuer l'ha rinominata "Pup Guardiola" per prendere in giro il famoso allenatore ed amico di mister Sagiuer, Pep Guardiola (pup in inglese significa cucciolo).

Fonte: Crónica

 

© 2018 IlTuoCane.it - Tutti i Diritti Riservati