Dicembre 14, 2018

I cani hanno diversi tipi di andature, a seconda di come poggiano le zampe a terra cambiano modo di procedere. Il cane non poggia sempre tutte e quattro le zampe al suolo, il suo movimento sarà differente in base alle zampe che poggerà.

Ogni andatura ha un nome, nel cane le più utilizzate sono: passo, ambio, trotto e galoppo.

PASSO - l'andatura più lenta, le zampe si sollevano isolatamente dal suolo, il corpo dell'animale è sorretto dalle altre tre zampe.

AMBIO - le zampe si sollevano a due a due dallo stesso lato.

TROTTO - anche in questo caso le zampe si sollevano due a due, ma quelle diagonalmente opposte (zampa anteriore destra e posteriore sinistra e viceversa). E' un'andatura da corsa, viene utilizzata dai cani impegnati in corse di resistenza, ma può essere anche raccorciato (camminato) oppure allungato.

GALOPPO - è l'andatura più veloce in assoluto, ma anche la più faticosa. Il cane poggia una sola zampa per volta a terra, spesso può restare alcuni istanti senza toccare terra.

Le andature del cane si dividono in camminate e saltate, nella prima categoria rientrano le andature in cui almeno una zampa tocca terra come passo, ambio e trotto (raccorciato). Delle andature saltate, quelle in cui c'è una fase di sospensione da terra, fanno parte il trotto ed il galoppo.

La lunghezza del passo, invece, è la distanza fra le due orme dello stesso piede, mentre la velocità è inversamente proporzionale alla durata degli appoggi, quindi più il cane è veloce, meno tempo lascerà il piede a terra.

Il centro nervoso dell'orientamento e dell'equilibrio del cane è posto nell'orecchio interno, alcuni recettori trasmettono le informazioni riguardanti lo spazio alla corteccia celebrale che le analizza insieme a quelle fornite dalla propiocezione, è per questo che le otiti nel cane possono influire sulla deambulazione dell'animale. 

 

Per quanto riguarda l’ equilibro del cane in movimento è importante sapere che il centro nervoso dell’ orientamento è posto nell’ orecchio interno, dove alcuni recettori captano le informazioni relative alla posizione del cane nello spazio e le trasmettono alla corteccia cerebrale, che le analizza insieme a quelle fornite dalla propiocezione.

  

 

 

Ecco un VIDEO che mostra chiaramente quanto detto sopra:

 

 

Fonte: Canton, Mario (2011). Cani e Razze Canine. Antonio Crepaldi Editore; Bonetti, Franco (2012). Zoognostica del cane. Giraldi Editore

Purina lancia il progetto Pets at Work per accogliere nelle aziende i nostri amici cani.

L'azienda, leader mondiale nel settore petcare, crede fortemente che la vita diventi più ricca se persone e animali da compagnia possono passare la maggior parte della vita insieme. Purina vorrebbe che tutti godessero dei benefici che questi animali portano, è per questo che dal 2014 accoglie nei propri uffici gli animali da compagnia dei dipendenti e vorrebbe che questa possibilità sia data a molte altre aziende e dipendenti.

Secondo le ricerche condotte nelle aziende che hanno sperimentato i benefici di persone ed animali insieme sul posto di lavoro, Purina ha compreso che l'ambiente di lavoro diventa più piacevole e si migliora lo stato di salute. Questi ed altri motivi emersi dalle ricerche hanno permesso di comprendere la reale portata dei vantaggi che gli animali possono offrire alle aziende ed ai dipendenti, ecco perchè è nato il progetto Perts at Work, uno dei dieci impegni di Purina in Society, oltre all'eliminazione dei coloranti negli alimenti, a rendere accessibili le informazioni sui prodotti, a fare ricerca sulla nutrizione animale, a creare posti di lavoro per i giovani, a migliorare le prestazioni ambientali degli imballaggi dei prodotti Purina e molto altro. 

Per avere maggiori informazioni circa la possibilità di aderire al progetto clicca qui se sei un dipendente oppure clicca qui se sei un'azienda, scopri i vantaggi che possono portare nell'azienda i nostri amici cani e gli step per per mettere in atto il progetto Pets at Work.

E' possibile effettuare anche una giornata di prova come mostra il video pubblicato da Purina.

 

Nel negozio della catena Caffè Nero di Exmouth, nella contea del Devon, in Inghilterra, è stata negata l'acqua ad un cane guida per non vedenti di sette anni che aveva appena terminato il proprio lavoro. Come raccontato dal proprietario, Oliver Gibbons, all'Exmouth Journal, lui ed una sua amica, Helen Fox,  si sono recati nella caffetteria e hanno chiesto dell'acqua per Sidney, il cane guida, ma il personale ha rifiutato.

Il portavoce della catena Caffè Nero ha affermato che condurranno un'indagine per capire come siano andati i fatti, che si stanno battendo per l'accesso libero dei cani guida nei negozi, ha affermato che per motivi di igiene e sicurezza non possono mettere a disposizione ciotole, ma che l'acqua non si può negare.

Nonostante le affermazioni del portavoce, le associazioni animaliste e gli enti di beneficenza dei cani guida hanno condannato l'azione della caffetteria.

 

Fonte notizia e foto: exmouth journal

 

La Provincia di Bolzano invita i possessori di cani lupo cecoslovacchi a munirli di un collare colorato e ben visibile per evitare allarmismi. Come afferma il direttore dell'Ufficio caccia e pesca della provincia, Luigi Spagnolli, sono molte le segnalazioni, poi rivelatesi infondate, arrivate per denunciare la presenza di lupi sul territorio. In realtà i lupi avvistati non sono veri e propri lupi, ma cani che gli assomigliano molto poiché nati dall'incrocio con il lupo dei carpazi.

I cani lupo cecoslovacchi, questo il nome della razza, assomigliano moltissimo ai lupi e possono far credere, ad un occhio meno esperto, della presenza di questi animali sul territorio. E' per evitare inutili allarmismi che il direttore Spagnolli chiede ai proprietari di cani lupo cecoslovacchi di munirli di un collare "di riconoscimento", colorato e ben visibile, inoltre, come prevede la legge, i cani dovrebbero essere portati al guinzaglio quando si muovono in ambiente urbano. 

   

 Fonte: http://www.altoadige.it

A Prato la Polizia provinciale è riuscita a risalire ad un'organizzazione criminale e denunciare quattro italiani per frode in commercio, maltrattamento di animali, traffico illecito di animali da compagnia.

Nonostante gli appelli degli esperti, che mettono in guardia sui rischi dell'acquisto di animali on line da persone che non si conoscono e si spacciano per allevatori, ma vendono cani senza contratti, senza pedigree o altri documenti obbligatori per legge, c'è ancora chi pur di risparmiare qualche soldo, o per pura incoscienza, acquista sul web il compagno a 4 zampe. 

Il fatto è accaduto a Prato qualche giorno fa, un uomo ha acquistato on line un cucciolo di barboncino toy, poi rivelatosi non essere né cucciolo, né barboncino toy, l'uomo ha raccontato alla Polizia provinciale, dove ha sporto denuncia, che l'accordo di acquisto e la consegna del cane sono avvenuti al casello dell'autostrada dopo un primo contatto telefonico grazie al numero di telefono riportato sul sito dell'annuncio di vendita del cane.

La sera stessa dell'acquisto il povero animale si è sentito male ed è morto poche ore dopo in clinica. Il veterinario, al quale il cane era stato portato per una visita, ha notato l'assenza di microchip, che l'età del cane non era la stessa dichiarata nel libretto sanitario su cui non era presente neanche il timbro del veterinario responsabile e che la razza non era quella dichiarata. 

Il proprietario del cane ha denunciato il fatto e sono partite immediatamente le indagini della Polizia provinciale.

Occorre fare attenzione quando si acquistano cani, occorre sempre rivolgersi ad allevatori certificati, informarsi bene sulla razza e sui documenti necessari per la compravendita, non credere a persone che si spacciano per allevatori, ma poi pretendono che il pedigree venga pagato a parte (richiedendo cifre esorbitanti), non vogliono cedere alcuni documenti al nuovo proprietario, non hanno iscritto all'anagrafe canina i cuccioli, o fanno richieste che un allevatore serio non farebbe mai. Certe persone minano la credibilità di chi lavora seriamente e con passione. 

Informarsi è la miglior arma per combattere certe situazioni.

Fonte: iltirreno.gelocal.it

 

Gli appiombi indicano la direzione degli arti del cane, o di qualsiasi altro quadrupede, in rapporto con il terreno. Vengono definiti appiombi poiché si valutano osservando il cane da davanti, di profilo e da dietro, seguendo due linee immaginarie che cadono "a piombo" verso il suolo.

La prima delle due linee parte dalla spalla del cane (appiombi anteriori), la seconda dalla natica (appiombi posteriori). 

Osservando il cane di profilo, la linea verticale deve cadere al suolo sfiorando la punta del piede del cane, se la linea è molto più avanti il cane è detto "ben piantato", se la linea cade dietro al piede del cane, si dice che il cane è "sotto di sè".

Guardando il cane da davanti, la linea immaginaria che parte dalla punta della spalla, deve dividere esattamente a metà l'avambraccio, il gomito, il metacarpo e le estremità. In questa situazione possono verificarsi delle deviazioni:

- zampe rettilinee ma all'interno della linea immaginaria: il cane è "chiuso sul davanti"

- zampe all'esterno della linea: il cane è "aperto sul davanti"

- zampe che seguono la linea immaginaria fino al carpo, ma con metacarpo al di fuori: il cane è detto "mancino"

- zampe che seguono la line immaginaria fino al carpo, ma con metacarpo all'interno: il cane è detto "cagnolo"

- gomito del cane all'esterno della linea immaginaria: il cane è "sgomitato", presenta gomiti "a lira"

  Appiombi anteriori e posteriori

Per quanto riguarda gli appiombi del cane visto da dietro, quindi gli appiombi posteriori, si considera una linea immaginaria che parte dalla punta della natica fino ad arrivare a terra, che divide perfettamente l'arto a metà. Anche in questo caso possono verificarsi delle deviazioni:

- zampe che si trovano fuori dalla linea immaginaria: il cane è "aperto da dietro"

- zampe che si trovano dentro la linea di appiombo: il cane è "chiuso da dietro"

- garretti vicini tra loro, ma piedi lontani: il cane è "vaccino"

- garretti lontani tra loro, ma piedi vicini: il cane è "cagnolo"

Le deviazioni dalla normalità sono considerate dei difetti del cane e valutate come tali nel caso di esposizioni o manifestazioni in cui l'animale deve essere giudicato.

 

L'appoggio delle zampe al suolo e la loro posizione determina il tipo di andatura del cane: passo, ambio, galoppo e trotto.

 

Fonte foto: Google

 

 

Si svolgerà sabato 16 giugno presso il campo di calcio Ponte di Nona (Roma), la 4a edizione dell'esposizione amatoriale canina organizzata dalla toletta "Non solo coccole" in collaborazione con il centro cinofilo Castelverde e Laura Facchini. 

L'evento è aperto a tutti i cani, di razza e non, sono previste esibizioni di disc dog, obbedienza ed utilità e difesa. I primi classificati di ogni categoria vinceranno una settimana di vacanza, per tutti i partecipanti sono previsti dei piccoli gadget. 

Le categorie previste sono: Junior, Giovanissimi, Giovani, Libera, Giovani Handler e Miglior Coppia.

L'iscrizione può essere effettuata presso la toletta "Non solo coccole" o presso il campo da calcio Ponte di Nona.

Nella locandina troverete tutte le informazioni per le iscrizioni ed il programma della giornata.

Partecipate numerosi!

 

Il pedigree del cane non è una cosa inutile o da ricchi, come spesso si crede. Capita spesso sentire frasi del tipo: "oh, il mio cane è di razza, ma senza pedigree, tanto quel che conta è l'amore". Nulla di più sbagliato. 

Iniziamo con il capire esattamente cosa sia il pedigree, perché è importante e quanto costa, per spiegare che non è una cosa da ricchi snob e che è utile e necessario proprio perché si ama il proprio cane.

COSA E' IL PEDIGREE DEL CANE

Il pedigree (o certificato genealogico) del cane è un documento, simile alla nostra carta d'identità, in cui vengono inseriti i dati anagrafici ed identificativi del cane (razza, nome, sesso, data di nascita, colori del mantello, numero di microchip), inoltre il pedigree contiene informazioni sulla genealogia del cane, genitori e avi, informazioni sull'allevamento, sulla nazionalità del cane e degli avi, se questi sono stati campioni di bellezza o lavoro in Italia o all'estero, che risultati hanno ottenuto nelle prove o brevetti e, cosa importantissima, contiene le informazioni riguardanti i controlli sanitari a cui il cane ed i suoi avi sono stati sottoposti (displasie, malattie ereditarie ecc.).

Nel pedigree si trovano anche i dati anagrafici del proprietario e i passaggi di proprietà del cane.

Il pedigree serve a certificare l'appartenenza di quell'esemplare ad una determinata razza con la relativa linea genetica, è un certificato di iscrizione a uno dei Registri del Libro genealogico, emesso esclusivamente dalla sede centrale dell'ENCI. Il certificato genealogico garantisce che l'iscrizione del cane sia avvenuta secondo le procedure dettate dalla normativa, emanata per decreto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

Un cane senza pedigree emanato dall'ENCI non può essere considerato un "cane di razza", anche se morfologicamente simile o uguale agli esemplari di una determinata razza. Un cane sprovvisto di pedigree non potrà partecipare alle manifestazioni ufficiali quali: esposizioni, prove di lavoro ecc., inoltre, sarà difficile che allevatori seri decidano di far accoppiare i propri cani con un soggetto di cui non si hanno informazioni certificate, nel caso di accoppiamenti, i cuccioli non potranno essere iscritti al Libro genealogico.

RILASCIO DEL PEDIGREE: MODALITA', COSTI E MODULISTICA

Il pedigree viene rilasciato dall'allevatore al proprietario nel momento dell'acquisto del cucciolo. L'allevatore è obbligato a denunciare la cucciolata attraverso l'utilizzo di due moduli: modello A e modello B

Il modello A consiste nella denuncia della monta e della nascita della cucciolata, è compilato dal proprietario della fattrice e presentato alla Delegazione ENCI entro 25 giorni dalla data di nascita dei cuccioli. La presentazione del modello A ha un costo di 14.50 euro a carico dell'allevatore (con maggiorazioni in caso di ritardo della denuncia). 

Il modello B riguarda la denuncia di iscrizione della cucciolata, deve essere compilato e presentato dall'allevatore entro 90 giorni dalla data di nascita dei cuccioli, il costo è di 20 euro  (con maggiorazioni in caso di ritardo della denuncia).

Per i costi di denuncia cucciolate, passaggi di proprietà, concessioni di affisso ed altro, clicca qui (tariffe confermate dal Consiglio Direttivo ENCI dell'11 ottobre 2016).

Una volta presentati i moduli, il pedigree verrà inviato all'allevatore, oppure alla Delegazione ENCI di competenza territoriale del nuovo proprietario del cucciolo, se indicato all'atto di presentazione della domanda d'iscrizione, altrimenti il nuovo proprietario dovrà recarsi presso una Delegazione ENCI per effettuare il passaggio di proprietà del cucciolo una volta acquistato. 

Visto che le tariffe per l'ottenimento del pedigree non sono elevate, occorre diffidare da chi vuole vendere cani di razza senza pedigree o con un rincaro sul prezzo di acquisto nel caso in cui si richiedesse il certificato, poichè un allevatore serio lo considera parte integrante del prezzo del cucciolo che vende.

Inoltre, secondo la legge italiana è vietata la vendita di cani proposti come "di razza", senza il pedigree, secondo il Decreto Legislativo n. 529 del 30 dicembre 1992.

Quindi, diffidate da chi vende cuccioli di razza senza certificato o richiede costi aggiuntivi per ottenerlo, ricordate che il pedigree è importante per avere informazioni sul proprio cane e sui suoi antenati, oltre a sapere i risultati dei controlli sanitari effettuati ai genitori, nonni e bisnonni. 

Non basta l'amore, conoscere e prevenire è il vero atto d'amore. 

Fonte foto: enci.it

Sembrerebbe, anzi è certo, che un numero molto consistente di pedigree non risulti intestato ai reali proprietari dei cani.
È successo anche a me.
Tutt'ora sul pedigree di Bowie compare un nome diverso dal mio.
Colpa mia direte voi! In parte è così.
Effettivamente dopo aver scoperto (cioè quasi subito) che il cucciolo che mi ero portata a casa aveva dei problemi, e anche seri, che se non curati tempestivamente avrebbero avuto ripercussioni sulla sua salute, ammetto, signori miei, che il suo pedigree (inteso come cartaceo) mi è completamente uscito di mente! Adesso ovviamente ho interpellato chi di dovere e sicuramente (spero!) che a breve il disguido sarà risolto.


Questo mi ha portata a scoprire che capita, più spesso di quel che immaginavo, che molte persone che acquistano un cucciolo (anche da allevamenti rinomati) si ritrovano costrette a penare non poco per vedersi finalmente recapitare il famigerato pedigree!
Capisco che a volte questo sia frutto di "accordi" tra chi vende e chi compra, altre volte invece sono gli stessi allevatori che "dimenticano" di spedire la documentazione saltando dei passaggi obbligatori... In giro c'è davvero tantissima confusione al riguardo!

Capisco che chi acquista un cucciolo debba farlo consapevolmente e pretendere ciò che è suo di diritto, ma anche e soprattutto chi un cucciolo lo cede è tenuto per legge a rispettare le vigenti normative di compravendita per tutelare entrambe le parti!
Sto vaneggiando secondo voi?

Per leggere le altre puntate della serie "Vivere con un cucciolo di dobermann", clicca qui

Fonte foto:Google

L'abbandono ed il maltrattamento di animali sono punibili per legge grazie all'articolo 727 del Codice Penale che recita:

Codice penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 26 ottobre 1930, n. 251 
Codice Penale
Approvato con R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398

LIBRO TERZO. Delle contravvenzioni in particolare - TITOLO PRIMO. Delle contravvenzioni di polizia - CAPO SECONDO. Delle contravvenzioni concernenti la polizia amministrativa sociale - SEZIONE PRIMA. Delle contravvenzioni concernenti la polizia dei costumi


ARTICOLO 727 
Abbandono di animali

Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività e'punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro.

Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze. (1)

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(1) Il presente articolo è stato così sostituito dall'art. 1, comma 3, della L. 20.07.2004, n. 189, con decorrenza 01.08.2004.

Di seguito, il testo previgente:

Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche o somministra sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute, è punito con la reclusione da 3 mesi a 18 mesi o con la multa da 5 000 euro a 30 000 euro. La pena è aumentata della metà se dal maltrattamento deriva la morte dell'animale (la pena originaria da 3 mesi a 1 anno o la multa da 3 000 euro a 15 000 euro è stata modificata dalla Legge 4 novembre 2010, n. 201, art. 3

La pena è aumentata se il fatto è commesso con mezzi particolarmente dolorosi, quale modalità del traffico, del commercio, del trasporto, dell'allevamento, della mattazione o di uno spettacolo di animali, o se causa la morte dell'animale: in questi casi la condanna comporta la pubblicazione della sentenza e la confisca degli animali oggetto del maltrattamento, salvo che appartengano a persone estranee al reato.

Nel caso di recidiva la condanna comporta l'interdizione dall'esercizio dell'attività di commercio, di trasporto, di allevamento, di mattazione o di spettacolo.

Chiunque organizza o promuove spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie o strazio per gli animali è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni e con la multa da 3 000 euro a 15 000 euro. La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in relazione all'esercizio di scommesse clandestine o al fine di trarne profitto ovvero se ne deriva la morte dell'animale.

Qualora i fatti di cui ai commi precedenti siano commessi in relazione all'esercizio di scommesse clandestine la pena è aumentata della metà e la condanna comporta la sospensione della licenza di attività commerciale, di trasporto o di allevamento per almeno dodici mesi. 

Chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l'integrità fisica è punito con la reclusione da 1 anno a 3 anni e con la multa da 50 000 euro a 160 000 euro. Inoltre chiunque, allevando o addestrando animali, li destina alla partecipazione ai combattimenti è punito con la reclusione da 3 mesi a 2 anni e con la multa da 5 000 euro a 30 000 euro. Infine chiunque organizza o effettua scommesse sui combattimenti e sulle competizioni è punito con la reclusione da 3 mesi a 2 anni e con la multa da 5 000 euro a 30 000 euro.

Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività o detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura è punito con la reclusione fino ad 1 anno o con l'ammenda da 1 000 euro a 10 000 euro.

Pellicce: Chiunque produce, commercializza, esporta o importa qualunque prodotto derivato dalla pelle o dalla pelliccia del cane o del gatto è punito con la reclusione da 3 mesi ad 1 anno o con l'ammenda da 5 000 euro a 100 000 euro.

Foche: Chiunque produce, commercializza, esporta o importa qualunque prodotto derivato dalla foca è punito con la reclusione da 3 mesi ad 1 anno o con l'ammenda da 5 000 euro a 100 000 euro.

 

Per quanto concerne la vigilanza, all'articolo 6:

1. Al fine di prevenire e contrastare i reati previsti dalla presente legge, con decreto del Ministro dell'interno, sentiti il Ministro delle politiche agricole e forestali e il Ministro della salute, adottato entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità di coordinamento dell'attività della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri, del Corpo della guardia di finanza, del Corpo forestale dello Stato e dei Corpi di polizia municipale e provinciale. 2. La vigilanza sul rispetto della presente legge e delle altre norme relative alla protezione degli animali è affidata anche, con riguardo agli animali di affezione, nei limiti dei compiti attribuiti dai rispettivi decreti prefettizi di nomina, ai sensi degli articoli 55 e 57 del codice di procedura penale, alle guardie particolari giurate delle associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute. 3. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per lo Stato e gli enti locali.

 

Fonte: Wikisource

Fonte foto: Google

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