Dicembre 05, 2019

Poste Italiane rende noto con un tweet che è ammesso l'accesso ai cani all'interno degli uffici postali, a condizione che vengano portati al guinzaglio (1,5 mt) e con la museruola nel caso di rischio per l'incolumità di persone o animali.

Riccardo Manca, vice presidente di Animalisti Italiani onlus, chiede a Poste Italiane di rimuovere il cartello di divieto in ogni ufficio postale italiano e metterne al suo posto uno con il regolamento menzionato nel tweet.

 

Sull'accesso dei cani nei luoghi pubblici c'è sempre molta confusione, abbiamo provato a spiegare la differenza tra luogo pubblico e luogo aperto al pubblico in questo articolo: Cani nei luoghi pubblici: cosa dice la legge?

 

Fonte foto: twitter Poste Italiane

A Bracciano esiste un ospizio per cani, Baffi d'argento. Questa struttura, prima in Italia, accoglie e accudisce i cani che restano orfani dopo il lutto del proprio padrone, cani anziani la cui famiglia per varie ragioni non riesce a seguire, cani che appartengono a persone molto malate o cani anziani provenienti da canili o situazioni difficili. 

In questa splendida struttura, un casolare immerso nel verde della campagna romana, Daniela Salvi (etologa) si occupa di loro, insieme ad altre persone professionalmente formate per assistere questi orfanelli. I baffi d'argento possono stare all'aperto, fare passeggiate o stare in casa e godersi la compagnia umana. I cani che sono presenti nella struttura possono godere di cure, nel caso ne avessero bisogno, e possono essere sottoposti ad interventi chirurgici assicurati da una clinica veterinaria.

Tutti i cani possono essere accolti nella struttura a patto che non risultino aggressivi con i propri simili.

I COSTI - Baffi d'argento prevede una quota mensile di 150 euro, ma non si fa problemi ad accogliere anche i cani di famiglie che non possono permettersi tale spesa, la struttura accetta donazioni anche da chi non ha, per il momento, cani ospitati al suo interno o da chi desideri dare un contributo a questa giustissima causa.

 

BAFFI D'ARGENTO ONLUS

via della Selciatella 13, Vigna di Valle, Bracciano • ROMA
Daniela 348 331 57 30 • Clara 329 091 20 13
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La seconda tappa del nostro viaggio ci ha portati in Toscana, precisamente a Capalbio, una piccola cittadina in provincia di Grosseto.

Capalbio ci è piaciuta tantissimo, al punto che il giro per la cittadina lo abbiamo fatto due volte, prima da soli, io, Alessandro e d Olivia, e al ritorno dal Giardino dei Tarocchi, dove ci siamo incontrati con una coppia di amici, insieme a loro!

 Entrata Capalbio, borgo antico

Al borgo antico si può accedere solamente a piedi, superando la porta a doppio arco, dove ancora è presente l'antico portone, che un tempo veniva chiuso al calar del sole per evitare le incursioni nemiche, inizia la nostra visita, tutta fatta di salite e discese. Percorrendo la via principale siamo arrivati in una piazzetta (Piazza Magenta), dove alcune sedie riposte da una parte ed un piccolo palco ci hanno fatto immaginare che fosse teatro di spettacoli estivi. La piazzetta è molto caratteristica, case in pietra che la circondano e balconi adornati con fiori coloratissimi, sulla sinistra, in fondo alla piazza, si trova una breve scalinata che porta alla cinta muraria più alta (a Capalbio la cinta muraria è doppia, su due livelli), da qui è possibile percorrere vari tronconi di cinta muraria, il camminamento è piuttosto stretto, ma non abbiamo avuto problemi nel momento in cui abbiamo incontrato persone venire dal senso opposto. Di fronte a noi abbiamo goduto della vista del mare e delle colline toscane, dietro di noi porte e finestre delle case che "compongono" la parete di questa cinta che racchiude il borgo medievale. Continuando la camminata dall'alto di Capalbio abbiamo potuto osservare piccoli giardini interni ai palazzi e la Rocca Aldobrandesca al cui interno spesso vengono ospitate delle mostre.

 Case intorno Piazza magenta 

Olivia è stata felicissima di passeggiare con noi lassù dal momento che era l'unico posto in cui tirava una leggera brezza che rinfrescava dal caldo torrido di metà agosto!

Scesi dalla cinta muraria abbiamo percorso delle stradine bellissime fino ad arrivare nella piazza della Chiesa e poi nella piazza della Rocca, dove abbiamo scoperto che al suo interno è conservato il pianoforte di Giacomo Puccini!

Alle 14.30 avevamo appuntamento con i nostri amici al Giardino dei Tarocchi, a circa dieci minuti di macchina da Capalbio (Pescia Fiorentina), quindi siamo tornati verso la macchina, ma prima ci siamo fermati al bar Caccia, dove abbiamo trovato una ciotola d'acqua a disposizione di Olivia e nel quale avremmo potuto accomodarci all'interno per pranzare, ma abbiamo preferito restare fuori, adoriamo mangiare e guardare il posto circostante! La cosa che abbiamo notato durante la seconda visita a Capalbio, poche ore dopo, è la presenza di ciotole d'acqua fuori ogni esercizio commerciale e l'assenza di cartelli di divieto di accesso ai cani all'interno dei locali.

Alle 14.30 siamo arrivati nel parcheggio del Giardino dei Tarocchi, un posto che ricorda moltissimo il Parque Guell di Barcellona, ma più in piccolo. Questo giardino fu ideato dall'artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle, che si è ispirato anche al giardino di Bomarzo. Le statue al suo interno sono ispirate alle figure dei tarocchi e, su richiesta dell'ideatore, non si effettuano visite guidate per dar modo a chiunque di dare una propria interpretazione delle opere.

Il posto è incantevole, tantissimi i cani presenti, tra cui un cucciolo di dobermann di 4 mesi con il quale Olivia ha potuto giocare un pò! In un clima di tranquillità, nonostante le tantissime persone, abbiamo potuto passeggiare per il giardino osservando e "giocando" con le statue come fossimo bambini! 

  Alcune statue presenti nel Giardino dei Tarocchi

Al termine della visita siamo tornati a Capalbio con i nostri amici, dopo un secondo giro veloce per il borgo antico, ci siamo fermati a fare un lungo e appagante aperitivo, Olivia, sempre al nostro fianco è stata felicissima di fare questa pausa, ha potuto dormire sotto al tavolo e trovare un paio di leccornie ad attenderla al suo risveglio!

Al termine di questa seconda tappa posso affermare che anche Capalbio è un posto pet-friendly in cui si mangia e beve benissimo mentre si osservano panorami mozzafiato.

A presto per una nuova avventura!

 

Questa mattina, ad un conoscente che mi stava rubando troppo tempo ho detto che ero di fretta perché avevo il cane in macchina.
"Che cane hai?" mi ha chiesto
"Un dobermann" ho risposto
E lui: "Un dobermann? Perché hai preso un dobermann? Sono cani troppo impegnativi e delicati!"
Aveva ragione.
Ma avrei dovuto spiegargli che...

Il Dobermann è uno tra gli esempi canini più affettuosi esistenti, sfida il suo passato legato a una storia da assassino professionista, per descrivere un animale assolutamente pacifico, non iroso e socievole, non aggressivo ma forse solo un tantino suscettibile.

Quando si trova in una situazione di scontro e rissa, non è mai dovuto al suo comportamento da cane violento, non è l’animale che comincia per primo, ma se solo dai motivo allo stesso di essere un pericolo per lui o per i suoi cari, lascia la veste di cane per indossare quella dell’eroe, il cane che protegge, anche a discapito della sua vita, quella del suo padrone che elogia e ama più di se stesso.

Il Dobermann ama il contatto fisico con il suo padrone. Gli esperti cinofili, asseriscono che questo cane non è quell’essere cattivo e pericoloso che per anni molti hanno descritto e narrato. Invece è un cane dotato di grande sensibilità e amore; il suo approccio con le persone è estremamente equilibrato, se e quando si manifesta un pericolo, lui sa essere riflessivo quel tanto che basta, per sapere che cosa fare.

 

La foto di apertura ci è stata donata da Sonia.

Per leggere le altre puntate della serie "Vivere con un cucciolo di dobermann"clicca qui

 

La prima tappa del nostro giro del Lazio, con cane al seguito, ci ha visti approdare in terra viterbese, precisamente nei paesini di Vitorchiano e Celleno

Io, Alessandro ed Olivia siamo arrivati a Vitorchiano verso le 14 di un venerdi di agosto, cercavamo un posto dove mangiare qualcosa di tipico, ma senza spendere una fortuna, e che accettasse i cani. Abbiamo trovato subito un ristorante molto carino, ristorante Zafferano, che proponeva un'offerta interessante, ho chiesto al proprietario se fosse stato un problema accomodarci portando con noi il cane, lui, giustamente, ha chiesto agli altri ospiti presenti... tutti d'accordo, finalmente potevamo mangiare! Olivia, nonostante l'odore proveniente dalla carne alla brace dei nostri vicini prima, e dai nostri piatti poi, è stata bravissima, si è comportata da bravo cane educato facendoci ricevere molti complimenti sia dal ristoratore che dai vicini di tavolo. 

Dopo l'ottimo pranzo siamo entrati nel paesino vero e proprio, un gioiellino secondo me. Il paesino come lo intendo io che per più di trent'anni ho avuto la fortuna di passare le estati al paese nativo di mio padre, nelle Marche. 

 

Il paesino è posto su una rupe, la rupe di peperino, e le abitazioni sembrano essere state plasmate da quella pietra che ha avuto origine dalle eruzioni del Monte Cimino, un tempo vulcano, creando un effetto spettacolare, soprattutto se lo si osserva dalla parte più nuova del paese. Stradine e odori tipici del borgo antico hanno fatto da cornice alla nostra passeggiata durante la quale abbiamo scoperto molti affacci (terrazze) dalle quali osservare il paesaggio agreste circostante, se avessimo avuto più tempo avremmo intrapreso il percorso naturalistico.

Al termine della passeggiata abbiamo ripreso la macchina per dirigerci a Celleno, il borgo fantasma di cui abbiamo appreso l'esistenza dai cartelli turistici posti sulla strada principale di Vitorchiano, insieme alla scoperta di questo borgo particolare ne abbiamo fatta un'altra: l'esistenza di un Moai sul territorio vitorchianese.

Il Moai, unico esistente fuori dall'Isola di Pasqua, non è antico, ma è stato costruito nel 1990 da undici indigeni Maori, invitati dalla trasmissione Rai "Alla ricerca dell'Arca" per un programma di gemellaggio culturale. La produzione Rai si adoperò nella ricerca di una pietra simile a quella con cui sono fatti i Moai originali, che si stanno deteriorando, e la trovò a Vitorchiano. Un enorme blocco di peperino fu scolpito a mano dagli undici maori grazie all'aiuto di asce e pietre taglienti. Al termine del lavoro (circa 4 settimane) gli indigeni danzarono intorno alla scultura e cantarono canti polinesiani durante la cerimonia che concludeva lo sforzo dei lavoratori. Il Moai è una scultura sacra che, secondo i Maori, porta prosperità al luogo che osserva, a patto che non venga mai spostata, se viene mossa dal punto in cui viene scolpita, provoca grandi sciagure. E' anche per questo che lo spostamento della scultura, dal centro della piazza, all'inizio dell'abitato è stato malvisto, ma alla fine la grande statua è stata spostata ed ora osserva Vitorchiano dall'altra parte della forra. 

Dopo una ventina di minuti di auto siamo arrivati a Celleno, questo borgo è molto simile al più famoso Civita di Bagnoregio (nel quale siamo stati l'anno prima di prendere Olivia!), ma condannato da avvenimenti più tragici.: alla fine dell'800 un violento terremoto costrinse la maggior parte degli abitanti ad abbandonare le proprie case, la friabilità della roccia diede origine a nuove frane fino a quando tutti gli abitanti si spostarono nel nuovo abitato, poco lontano.

Noi tre siamo arrivati direttamente all'ingresso del ponte che porta nella parte vecchia del paese, quella abbandonata a causa del terremoto, dopo una breve salita ci siamo ritrovati in una piazza, circondati da macerie e rovine che rendevano il paesaggio spettrale e misterioso. Un brevissimo percorso guidato porta i turisti a vedere più da vicino le rovine ed i resti delle chiese (San Donato e la chiesa di San Carlo) e dei palazzi (tra cui il palazzo Orsini) che un tempo formavano il borgo medievale; il campanile della chiesa si staglia alto nel cielo, ma le campane non suonano più da secoli. Girovagando per il paesino abbiamo potuto vedere le abitazioni sventrate e le cantine sottostanti agli edifici che non possono essere raggiunte perchè pericolanti o interrate, dal borgo medievale si può godere della splendida vista del paesaggio della Tuscia.

      

Terminato il giro nella parte vecchia di Celleno, ci siamo fermati a fare delle foto e a fare amicizia con i padroni di altri due cani che ci avevano dato il benvenuto appena arrivati, poi siamo risaliti in macchina in direzione di Roma, ma l'ora suggeriva un'ulteriore sosta per un breve aperitivo quindi, sulla strada del ritorno, ci siamo fermati in un bar alle porte di Ronciglione, precisamente al bar Rio Vicano, dove la cameriera ci ha fatto sapere che non c'erano problemi se avessimo voluto accomodarci all'interno insieme ad Olivia, ma abbiamo preferito restare fuori e goderci gli ultimi minuti all'aria aperta prima di tornare nella torrida città eterna.

Al termine della prima tappa di queste vacanze con il cane posso affermare che i posti che abbiamo visitato sono pet-friendly, e che si mangia e beve benissimo!

A presto con una nuova avventura!

     

Tra qualche giorno il mio BOWIE compirà un anno. Conoscete tutti più o meno la sua storia. È un cucciolo che nei suoi primi mesi di vita ha sofferto moltissimo. E noi con lui 
Adesso è un cane felice, pestifero, un testone incorreggibile con un bel caratterino che riempie di gioia le nostre vite.
Continuo a leggere di dobermann abbandonati, rinunce di proprietà anche di soggetti titolati.
E ogni volta è una pugnalata al cuore.
E vedo nuove cucciolate, leggo di cani mandati in riproduzione nonostante la genealogia non sia "pulita" o quantomeno molto dubbia.
Privati e non, con affisso e senza.
Adesso che ho in mano il pedigree di BOWIE, dopo la registrazione del passaggio di proprietà lo metterò in un cassetto.
E lì resterà per sempre. Perché BOWIE è geneticamente non adatto alla riproduzione.
Mi illudo che verrà un giorno in cui tutti, allevatori e non, faranno la stessa cosa.
Ma quel giorno è molto lontano, e forse non arriverà mai.

 

La foto di apertura ci è stata donata da Sonia.

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Il dodicesimo "uomo" in campo per il club paraguayano Club sporting 2 de Mayo è Tesepara, una meticcia randagia adottata dalla squadra di calcio dopo essere stata avvistata girovagare intorno al campo Monumental Rio Parapitì.

La cagnolina è sempre presente sul campo e segue la squadra anche in trasferta, è diventata l'assistente di mister Carlos Saguier che fa sapere come Tesepara lo accompagni ovunque. Durante le partite siede in panchina, al fianco del mister, oppure in tribuna, girovaga per gli uffici e partecipa alle interviste post-partita al punto che mister Sagiuer l'ha rinominata "Pup Guardiola" per prendere in giro il famoso allenatore ed amico di mister Sagiuer, Pep Guardiola (pup in inglese significa cucciolo).

Fonte: Crónica

 

Ogni anno la solita domanda: dove si può andare in vacanza con il proprio cane, soprattutto se questo pesa più di 30 kg? Il peso non è irrilevante, e nemmeno la razza... purtroppo. In molti luoghi del nostro paese certi cani non hanno vita semplice, e nemmeno i padroni! 

Quest'anno, complice il portafogli quasi vuoto, io ed il mio compagno, Alessandro, abbiamo deciso di visitare la nostra regione, il Lazio. Lo scorso anno ci siamo trovati benissimo a Bolsena, il proprietario del B&B dove siamo stati ci ha accolti a braccia aperte ed è stato felice di accogliere anche Olivia, la nostra dobermann, all'epoca, di un anno e mezzo. Abbiamo deciso allora di "testare" i borghi della regione girando con il cane e assaggiando tutti i prodotti tipici che ci offrivano questi luoghi!

Nei mesi di luglio ed agosto abbiamo girato parecchio, alcune volte siamo usciti dai confini del Lazio per affacciarci in Toscana (Capalbio) e nelle Marche (Pescara del Tronto), al termine delle nostre vacanze on the road, con dog al seguito, ho fatto delle considerazioni che vorrei condividere con voi lettori:

- l'Italia è un posto meraviglioso e con del cibo ottimo;

- sono ingrassata nonostante le lunghissime camminate;

- i paesi del nord del Lazio sono quelli che preferisco, nulla togliendo a luoghi bellissimi come Genzano, Ariccia, Castel Gandolfo, ma sono più simili all'idea che ho di borgo antico;

- come ci si allontana da Roma c'è maggior tolleranza nei confronti dei cani (e dei padroni ben educati!);

- sono molti i ristoranti o bar in cui ci si può fermare per mangiare o bere con il proprio cane al seguito (abbiamo preferito sempre accomodarci ai tavoli esterni per godere delle bellissime giornate, ma tutti ci hanno invitati anche ad entrare all'interno dei locali);

- purtroppo molti luoghi come musei o chiese non permettono l'accesso ai cani e quindi alcune visite che avevamo programmato, non abbiamo potuto realizzarle, da una parte lo comprendo, dall'altra no poichè un turista che viaggia con il proprio animale si vede costretto a non poter conoscere molte bellezze dei luoghi che visita a causa del turista a 4 zampe che si porta dietro;

- ci sono moltissimi posti immersi nella natura dove è possibile fare passeggiate con il cane, quasi sempre posti in cui si può andare anche se non attrezzati con scarpe o vestiti da trekking.

Fatte queste, e molte altre, considerazioni, ho pensato di dare il via ad una piccola rubrica in cui racconto le nostre vacanze in giro per il borghi, specificando dove si può, o meno, entrare con il cane, quali sono le attività che possono essere svolte insieme al proprio compagno di vita, gli itinerari da noi svolti e i cibi assaggiati, sperando di fare cosa gradita e di arricchire gli articoli con le esperienze di voi lettori.

Presto il racconto del primo viaggio!

Piccolo angelo mio inconsapevole... Tu non sai, non puoi sapere le strane coincidenze che ti hanno portato qui, qui dove sei ora, su questa brandina dove riposi tranquillo e al sicuro, circondato dall'affetto della tua famiglia...
Te l'ho già detto che non ti volevo vero?
Quel giorno io non sono nemmeno entrata nel recinto dove c'eri tu, e poi ho fatto una scenata tremenda quando mi hanno chiesto di accarezzarti.

Nel mio cuore non c'era un briciolo di posto per nessuno...
Però il destino aveva deciso diversamente.
E stasera più che mai ne ho piena consapevolezza... Stasera che una nuova delusione è andata ad aggiungersi a tutte le altre. Tu eri lì per me! Venti giorni prima chi occupava il tuo posto era andata via in silenzio, giusto in tempo per lasciare spazio a te.
Sono sicura che è stata Lei a guidarmi verso di te... Lei sapeva che un cucciolo speciale aveva bisogno della nostra famiglia. Sapeva che qui avresti trovato un rifugio sicuro per il tuo futuro ancora incerto.

E stasera che ho avuto la prova che tu sei esattamente dove dovevi essere ancora mi sfugge il senso di chi riesce a commerciare esseri viventi alla stregua di oggetti...

 

La foto di apertura ci è stata donata da Sonia.

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Sappi, viandante, che io da qui non mi muovo.
Resto immobile al mio posto, dove ho ricevuto l'ordine di rimanere, ma bada alla porticina aperta.
Non mi separa niente da te.
Solo il mio autocontrollo
E il tuo buonsenso e le tue intenzioni
Non guardare ai miei occhi, sono indecifrabili.
Sono l'arma della donna indifesa seduta al mio fianco.
Riprendi la tua strada viandante.
Dio mi ha creato cane.
Il mio cuore mi rende guerriero.

Tratto da un incontro con uno sconosciuto in aperta campagna.

 

La foto di apertura ci è stata donata da Sonia.

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