Ottobre 17, 2019

Fotografare i cani, molti artisti lo hanno fatto e continuano a farlo, ma le opere di William Wegman non si possono imitare, il fotografo statunitense, insieme ai suoi amati Weimaraner ha dato vita ad una delle mostre più particolari che ci siano. Da più di quarant'anni il bracco di Weimar è il protagonista delle opere di Wegman, dal 7 settembre in mostra al MASI Lugano. 

Un rapporto, quello tra fotografo e cane iniziato, tanti anni fa con Man Ray, al quale sono seguiti molti altri cuccioli, tra cui Fay Ray, Chip e Crooky, le fotografie non sono un gioco di ritocco, ma il frutto dell'intensità del rapporto del fotografo con i suoi cani. Le immagini mostrano cani che lavorano, che si occupano di arte, giocano, mostrano un cane umanizzato, questi cani incarnano l'uomo ed i suoi interessi. Alcuni animali posano con sicurezza, altri sono più incerti, ma in entrambi i casi rispecchiano l'animo umano.

Le immagini mostrano un cane cardinale, un dog sitter e, nella foto Perhaps religious (2004) la sindone di un cane!

La rassegna di Lugano, intitolata William Wegman - Being Human, mostra oltre cento immagini, tra polaroid e stampe a pigmenti e video degli anni Settanta. La mostra, curata da William Evin è divisa in varie sezioni: Gente come noiNudiRaccontiCubismoFeste in mascheraSeduto!AllucinazioniCampiture di coloreVogue.

I Weimaraner non fungono da soggetti in posa, ma sono protagonisti veri e propri delle opere di Wegman, l'artista è riuscito a mostrare l'animo umano dei cani.

        

 Walker Evans (2017)                                                        Perhaps religious (2004)

 

Informazioni sull'evento:

William Wegman - Being Human

dal 7 settembre 2019 al 6 gennaio 2020 presso il MASI Lugano LAC in Piazza Bernardino Luini, 6 - Lugano.

 

    

Fonte foto: https://lisasettegallery.com/artist/william-wegman/

 

 

Psicologia del cane è una guida a cui chiunque si occupi di cinofilia non può rinunciare, e che dovrebbe essere letta anche da chiunque decida di prendere un cane. Uno dei libri da dover avere nella propria libreria. Un'opera di notevole valore tecnico, ricca di citazioni dedotte da scritti specialistici del settore. Un'opera scritta con un linguaggio semplice, che ne facilita la comprensione nonostante sia svolta con rigore scientifico.

Gilberto Fanfoni, racconta le esperienze maturate in oltre quarant'anni di frequentazione dei campi di lavoro della cinofilia. In quest'opera si parla di psicologia canina, molto diversa da quella umana, dalla quale troppo spesso si prendono in prestito termini non del tutto utilizzabili anche nell'ambito cinofilo, si parla dell'evoluzione che questa psicologia ha subito, insieme all'evoluzione del cane domestico. Si spiegano brevemente, ma in maniera chiara ed esaustiva, cosa sono le doti naturali del cane, gli impulsi e le motivazioni, quali sono i processi dell'apprendimento canino, i suoi tempi e le categorie.

Fanfoni non dimentica di esprimersi sul linguaggio del cane domestico, linguaggio che non tutti i proprietari di cani conoscono e/o comprendono facendo nascere conflitti nel rapporto con il proprio compagno di vita, l'autore ci spiega come dovrebbe essere il proprietario ideale ed il suo ruolo, non tralasciando nozioni importantissime sull'addestramento.

Il libro si conclude con l'analisi comportamentale del cane operativo e con il pensiero dell'autore circa la facilità con la quale si adottano ed acquistano cani che, spesso, finiscono per essere abbandonati.

Il messaggio che viene lasciato dalla lettura di questo libro, secondo me uno dei più importanti, è che il CANE VA CAPITO, occorre instaurare un rapporto di fiducia con il proprio cane, un rapporto fatto di regole ben precise e basato sulla giustizia e la calma, due virtù che non devono mai mancare al proprietario. Se manca il rapporto fiduciario tra cane e proprietario non può esserci un corretto comportamento sociale del cane.

 

Gilberto Fanfoni (1929-1999) studiò medicina veterinaria e diventò il più giovane giudice dell'Ente Nazionale della Cinofilia Italiana. Non accettando i metodi addestrativi dell'epoca, in collaborazione con il dottor Claudio Bussadori e Vittoino Meneghetti, fondò la scuola di pensiero che diffuse "l'addestramento naturale".

Come giudice di prove di lavoro per cani da utilità e difesa divenne molto noto, arrivò ad officiare anche in competizioni a livello mondiale, fu vicepresidente della Società Amatori del Pastore tedesco (SAS), con la responsabilità del settore addestramento.

Sviluppò molte teorie sullo studio del comportamento del cane domestico, diventò profondo conoscitore dell'impiego del cane nell'ambito della Protezione Civile.

Fu docente di psicologia canina ai corsi di preparazione delle unità cinofile da scovo macerie nelle scuole di Milano e Trento, consulente e docente alla scuola di formazione delle unità cinofile di Serrada per i cani da ricerca in superficie e giudice delle prove di abilitazione per entrambe le specialità. 

Autore di molti libri tra cui: "L'olfatto del cane e la sua utilità"; "Il cane utile all'uomo" editrice San Giorgio 

I rescues sono delle associazioni di privati, senza scopo di lucro, composte da volontari e/o educatori cinofili innamorati di una specifica razza, il personale dei rescus cerca di salvare gli esemplari abbandonati o, che per vari motivi, non possono stare più con il proprio umano.

I rescues si occupano di recuperare questi cani e di cercargli una nuova, adeguata e definitiva sistemazione.

Il lavoro degli operatori del rescue è molto difficile e delicato poichè questi cani possono avere alle spalle delle esperienze negative, di maltrattamento o appartengono a razze particolari e difficili da gestire, quindi i volontari devono vagliare le richieste di adozione tenendo conto di rigidi requisiti richiesti, per evitare che il cane possa essere abbandonato nuovamente o rifiutato. Per questo motivo lo staff resta in contatto con la famiglia adottante anche dopo l'adozione, così da poter essere aggiornato costantemente sulla vita dell'animale, il quale potrebbe anche essere ripreso dal rescue nel caso in cui non si rispettino gli accordi di adozione.

Vediamo nello specifico come funziona l'iter di adozione di un cane facente parte di un rescue, abbiamo chiesto informazioni ad Irene, presidente del Dobermanns' Angel Rescue.

Per cominciare, chi si rivolge al rescue solitamente conosce la razza, o ha avuto esperienze con essa, ma può anche succedere che ci si avvicini per la prima volta, è importante quindi che lo staff conosca queste ed altre informazioni: innanzitutto si compilerà un questionario di circa ventisette domande nel quale, oltre a richiedere i dati personali, si cerca di capire la situazione familiare, l'esperienza, il reddito, il tipo di lavoro e di abitazione, il tempo a disposizione, la disponibilità a lavorare o meno con il cane e molto altro ancora. Grazie a questo primo step, lo staff sarà in grado di fornire una scrematura alle richieste di adozione, come ci ha spiegato Irene, chi è categoricamente contrario alla sterilizzazione, chi vuole utilizzare i cani per le cucciolate o chi pensa di poter lasciare il cane di guardia in un capannone o simile, viene bocciato sulla carta.

Successivamente, si concorda con un incaricato una visita presso il domicilio dove dovrà vivere il cane per valutare la veridicità di ciò che è stato affermato nel questionario e per valutare l'abitazione, così da poter correggere eventuali vincoli o pericoli e per capire meglio quale sia il soggetto più indicato alla famiglia. Si cercherà di capire l'esperienza e la conoscenza, la gestione di altri animali, e si verificherà la volontà della famiglia di adottare quella specifica razza, oltre a tanti altri aspetti.

Se al termine della visita l'esito è positivo, si procede a valutare il soggetto più idoneo e compatibile con la nuova famiglia, tenendo sempre presenti le richieste del richiedente e del contesto, le esperienze e lo stile di vita. Irene ci spiega che solitamente ad un richiedente alla prima esperienza verrà affidato un soggetto docile e tranquillo, ma nessuno vieta di affidargli un soggetto più impegnativo se mostra volontà e desiderio di lavorare con il cane ed impegnarsi, sotto la guida del rescue, ad un percorso specifico.

Dopo aver trovato il soggetto giusto, si procede con l'affidamento (non ancora l'adozione vera e propria), una specie di prova generale, lo staff del rescue manterrà costantemente i contatti con la nuova famiglia per poter fornire assistenza nella gestione, nell'inserimento e per le problematiche di salute.

Qualora l'affidamento sia andato a buon fine, il tempo dipende da variabili e circostanze differenti per ogni situazione, e si ha la certezza che tutto è a posto, la famiglia è quella giusta e l'inserimento non ha dato problemi, si effettuerà una visita post affido e si procederà all'adozione definitiva con il conseguente passaggio di proprietà del cane.

Il nuovo proprietario firmerà un contratto di adozione che lo obbliga a rivolgersi esclusivamente al rescue qualora insorgano problemi a tenere il cane e che autorizza il rescue a portare via l'animale se non vengono rispettate alcune condizioni.

I cani, nel possibile, si cerca di affidarli già sterilizzati/castrati, ma non sempre il rescue ci riesce, sia per le scarse risorse a disposizione, sei perchè a volte non c'è il tempo per farlo, vista la funzione di intermediario, in questo caso l'intervento è a carico dell'adottante il quale viene sempre avvisato in precedenza.

Per quanto riguarda i costi, la Dobermanns' Angel richiede l'iscrizione una tantum all'associazione per un costo minimo di 30 euro, ma ogni associazione avrà costi e richieste differenti.

Di seguito l'elenco di alcuni Rescus, ma ce ne sono moltissimi altri...

Alani RESCUE Onlus

Border Collie rescue Italia 

Rescue Bouledogue francese Italia 

Dobermann's Angels

Dogue de Bordeaux Rescue Italia 

Pastori Tedeschi Rescue

Podenco’s Angels Rescue

 

Fonte foto: petsblog.it

Come scegliere il cane adatto a noi e alla nostra famiglia tra i tanti presenti in un canile?

La risposta più sbagliata è: "sceglierà lui noi". Perchè sbagliata? Non tutti i cani vanno bene per tutti, ogni soggetto ha un suo carattere e delle caratteristiche di razza (anche se parliamo di un meticcio, il suo sangue è il risultato di differenti tipi di cani, questo non deve mai essere dimenticato) che faranno ogni cane adatto ad un tipo di persona e stile di vita. Lo sanno bene gli operatori di canile che, oggi, non affidano più cani a caso, ma ogni adozione è il risultato di un iter più o meno lungo.

Cosa fare? Prima di tutto potremmo affidarci ad un addestratore o ad un educatore competente, che sappia realmente "leggere" il cane e che sarà disponibile a seguirci per un periodo di tempo nell'inserimento nella nuova famiglia e per correggere eventuali problemi comportamentali che il cane potrebbe avere.

Negli ultimi anni la figura dell'addestratore/educatore è già presente all'interno dei canili, dopo l'adozione nessuno ci vieterà di affidarci ad un professionista scelto da noi.

Nel momento in cui si decide di affidarsi ad un canile per adottare un cane, dobbiamo sapere che: se il canile è comunale NON ci sono costi di adozione, l'adozione è assolutamente gratuita. Nel caso ci si rivolgesse a canili detenuti da associazioni private, potrebbe essere richiesto un piccolo contributo spese.

ITER ADOZIONE DA CANILE

Prima di tutto dobbiamo metterci in contatto con il canile, oggi è molto più semplice grazie alle informazioni che possiamo trovare on line e sui social, grazie ai social potremmo aver già visionato e deciso quale cane, tra i presenti e adottabili, vorremmo adottare, ma occorre ricordare che non è detto che al termine dell'iter il cane a cui si è interessati sarà quello con cui si tornerà a casa, occorrerà vedere se questo sia idoneo o meno alla nuova famiglia, nel caso non lo fosse, saranno gli operatori del canile a fare delle proposte adeguate al neo-proprietario.

Una volta preso un appuntamento, ci si recherà in canile, dove i volontari cercheranno di conoscere il nuovo adottante, il suo stile di vita, il tempo che ha a disposizione da dedicare al cane e molte altre informazioni utili a capire quale cane sia il più adatto a vivere insieme alla famiglia richiedente. 

Una volta scelto il soggetto adatto si faranno degli incontri con il futuro padrone per prendere confidenza con il nuovo amico, gli operatori di canile saranno sempre presenti e pronti a rispondere ad ogni domanda e a dare consigli.

Il cane verrà sottoposto a visite mediche, saranno effettuate analisi per verificare l'ottimo stato di salute dell'animale, questo verrà dato in adozione vaccinato, senza problemi di salute e sterilizzato/castratoLe spese per le visite e le analisi effettuate, come per la sterilizzazione, saranno a carico del comune di cui fa parte il canile, solamente dopo l'effettiva adozione il proprietario dovrà occuparsi delle visite annuali e dei vaccini a proprie spese.  

Prima di portare il cane nella nuova casa, un'operatore del canile effettuerà un controllo pre-affido nel posto in cui il cane andrà a vivere per vedere se l'ambiente è consono alle sue esigenze, se occorre fare modifiche per rendere il luogo più sicuro ecc. Alcuni canili richiedono anche uno o due controlli post-affido a distanza di tempo, ma non tutti effettuano questa procedura.

Quando tutto sarà andato a buon fine si compileranno i moduli di adozione ed il cane dovrà essere, obbligatoriamente, registrato a proprio nome presso l'anagrafe canina entro 30 giorni dall'effettiva adozione, verrà effettuato un passaggio di proprietà dal comune a cui appartiene il cane, al nuovo proprietario che ne sarà legalmente responsabile.

Ultimato il passaggio di proprietà il cane sarà definitivamente adottato dalla nuova famiglia in cui potrà cominciare una nuova e splendida vita!

 

Il grande show dei cani da salvataggio in mare si è svolto domenica 1 settembre sulla spiaggia Animalido di Fano.

Le unità cinofile si sono esibite in simulazioni di salvataggio mostrando le loro capacità e l'affiatamento con il proprio conduttore-bagnigno. Durante lo show sono stati utilizzati strumenti di supporto quali baywatch anulare, tavola sup, gommoni e pattino.

A partecipare all'evento sono stati i cani ed i conduttori dell'associazione Sea rescue school K9 di Fano che durante i mesi estivi svolgono il servizio di presidio, sia a terra che in mare, in collaborazione con la Capitaneria di porto. Le unità cinofile sono, inoltre, impiegate in sinergia con le altre risorse dalla Protezione civile regionale.

Sono state moltissime le persone arrivate per partecipare all'evento, che ha suscitato interesse in molti proprietari di cani, ma per diventare soccorritore cinofilo il percorso non è facile ed è molto impegnativo. Occorre ricordare che non tutti i cani sono indicati per il soccorso in mare, i più indicati sono appartenenti alle razze acquatiche come terranova, golden retriver e labrador, molti meticci possono eccellere, tutto dipende dalle doti di ogni singolo soggetto.

Il percorso da intraprendere è lungo, il conduttore deve conseguire il percorso di bagnino con la Scuola Nazionale di Salvamento di Genova (della durata di circa tre mesi tra teoria e pratica), il cane deve frequentare prima un corso base, poi un corso di salvataggio in acqua. La durata del corso va da uno a due anni a seconda della preparazione di ogni cane e del tempo che si dedica all'addestramento. Il percorso di addestramento del cane è effettuato da professionisti di vari settori, quali medici veterinari, educatori, addestratori e comportamentalisti, gradualmente si arriva a formare un'unità cinofila valida e pronta per affrontare le emergenze.

Per qualsiasi altra informazione visita il sito Sea rescue school K9.

 

  

Fonte foto: Sea rescue school K9

In "Abbaiare stanca" si raccontano le avventure de Il Cane, questo il nome del protagonista canino, e della sua padroncina Mela

Il Cane è un cucciolo che, dopo la morte della madre adottiva, viene catturato e portato in un canile francese, dopo qualche giorno viene visto da Mela e adottato dalla sua nuova famiglia umana. Pennac racconta le avventure dal punto di vista de Il Cane che viene bistrattato dai genitori di Mela e, successivamente, anche dalla bambina. 

Nel libro vengono toccati molti temi importanti, primo tra tutti, l'abbandono dei cani durante l'estate.

Alla fine vissero tutti felici e contenti, soprattutto Il Cane che è riuscito ad addestrare la sua padroncina a trattarlo con rispetto, il rispetto che si dovrebbe avere nei confronti di ogni essere vivente, ma che spesso non abbiamo.

Il libro l'ho letto in due momenti differenti della mia vita, a 10 anni e venticinque anni dopo. La seconda lettura non mi ha entusiasmata molto, probabilmente è un libro più adatto a bambini e ragazzi, ma c'è una parte che non mi è piaciuta nè allora, nè oggi, è la nota d'autore al termine del libro. Pennac racconta dei cani con cui ha condiviso la propria vita, la descrizione del dobermann è alquanto offensiva nei confronti della razza e di tutti gli addetti ai lavori (addestratori, allevatori, veterinari ecc.) che da decenni cercano di sfatare i falsi miti che circolano su questa razza, primo tra tutti quello della pazzia a sette anni. E' già difficile combattere contro l'ignoranza delle persone, se poi certe idiozie vengono scritte su libri che possono leggere migliaia di persone, bhe... è peggio che combattere contro i mulini a vento.

Daniel Pennac (pseudonimo di Daniel Pennacchioni) è un insegnante e scrittore francese, classe '44 ha vissuto tra l'Africa, il sud-est asiatico e l'Europa. Autore di molti libri, il più famoso "Il paradiso degli orchi" (1985) primo del ciclo Malaussène, nel 1997 scrive "Signori bambini" da cui verrà tratto il film di Pierre Boutron.

     

 

Si parla sempre più spesso dei metodi di addestramento del cane e dei metodi di apprendimento, ma in pochi si sono fermati a pensare a quali siano i mezzi con i quali il cane apprende, come il cane assume le informazioni che, successivamente, utilizzerà per apprendere comandi o quant'altro uno voglia insegnargli. 

Il cane domestico raccoglie informazioni grazie ai cinque sensi, gli organi sensoriali trasformano il processo fisiologico dello stimolo in un codice di conduzione nervosa, ma questi non vengono utilizzati nello stesso ordine con il quale l'uomo trae informazioni dall'ambiente circostante. Secondo quanto affermato nel libro "Psicologia del cane" di G. Fanfoni, il cane utilizza i cinque sensi in questo ordine:

OLFATTO

UDITO

VISTA 

TATTO 

GUSTO

Il naso del cane è il nostro occhio, noi acquisiamo informazioni prima di tutto con la vista, il cane lo fa con l'olfatto. Attraverso questo senso il cane realizza la precisa natura degli stimoli che riceve anche attraverso gli altri sensi. Il naso del cane è composto dal tartufo (quello che erroneamente noi indichiamo come naso), il quale è costituito da due alette poste ai lati che, aprendosi, aumentano il passaggio dell'aria, e quindi degli odori, e tengono umido il tartufo. L'aria, una volta all'interno, usa il passaggio inferiore per arrivare ai bronchi, mentre per espirare il cane utilizza la bocca, così da non mescolare gli odori (per saperne di più leggi l'articolo "Olfatto del cane" o guarda il VIDEO).

Inoltre, i cani hanno 225 milioni di cellule olfattive, messe a confronto con i circa 15 milioni dell'uomo, possiamo renderci conto di quanto questo senso sia importante per il nostro amico a 4 zampe!

Per il cane l'olfatto prevale poiché per millenni a guidarlo nella caccia e a difenderlo dai predatori è stato proprio il suo naso. Nei secoli il cane ha dovuto adattarsi all'ambiente circostante, quando viveva nelle praterie con l'erba alta la vista era inutile sia per scovare le prede, che per evitare i predatori, è così che questo senso si è evoluto, salvaguardando la sopravvivenza della specie. 

Subito dopo aver odorato l'aria, il cane mette all'opera il suo udito, esso può percepire suoni ad una distanza cinque volte superiore rispetto all'uomo. Il cane odia il fischio ed il soffio vicino all'orecchio, potrebbe anche reagire mordendo ad una stimolazione simile. 

Una volta percepiti gli stimoli con questi sensi, il cane passa all'utilizzo della vista per poter dare una forma a ciò che ha già "visto". Il cane non raggiunge la nostra capacità visiva, ma non dobbiamo pensare che sia secondario il processo di percezione, il cane ha una capacità di dettaglio di un oggetto in movimento più accentuata rispetto all'uomo. La differenza sostanziale tra uomo e cane è il numero di bastoncelli, più alto nel cane, i bastoncelli permettono un maggior dettaglio tra bianco e nero, quindi il cane vede molto meglio di notte rispetto all'uomo. Altra differenza il numero di coni, il cane ne ha molti meno rispetto all'uomo, i coni sono i mediatori dei colori, è per questo che si presume che il cane non percepisca minime differenze di colore.

Un'ultima differenza tra la vista del cane e quella dell'uomo è l'ampiezza dell'angolo di visione monoculare che, nel cane, è superiore anche di 60°. Teoricamente questo vuol dire che, il cane, a testa ferma, potrebbe coprire con la vista un arco superiore al nostro, ma la visione binoculare (dei due occhi insieme) è regolata, nel cane, dalla posizione degli occhi rispetto alla fronte. La posizione varia da razza a razza ed è tipica di ciascun cane. A seconda della posizione degli occhi del cane possiamo avere angoli che variano da 0° a 45°: 

posizione FRONTALE quando l'angolo corrisponde a 0°, tipica delle razze brachicefale (Griffone di Bruxelles)

posizione SUBFRONTALE, l'angolo è di circa 10° (pointer)

posizione SEMILATERALE, l'angolo è di circa 25° esempio tipico è il setter inglese

posizione LATERALE si ha quando l'angolo è di circa 35°, come nei cani nordici

posizione ULTRALATERALE tipica dei levrieri, l'angolo è all'incirca di 45°

A testa ferma, la visione laterale è maggiore per i cani che hanno la posizione degli occhi ultralaterale, ma la sovrapposizione delle due visioni singole (di ogni occhio) fa sì che il punto morto, dove si perde la percezione di un oggetto, è relativamente distante dal cane dal momento che le visioni singole sono molto distanti tra loro.

Il tatto è l'unico senso di cui dispone il cucciolo appena nato, è necessario per la sua sopravvivenza per i primi 15 giorni, senza questo senso il cucciolo non riuscirebbe a sentire il calore della mamma e, quindi, a trovare il cibo. Successivamente questo si trasforma nella ricerca costante di contatto con l'uomo dal quale vuole protezione.

L'ultimo senso che il cane utilizza per raccogliere informazioni è il gusto. Questo senso è oggi diverso rispetto a quello dei primi canidi, è meno sviluppato poiché al suo mantenimento ci pensa l'uomo, il cane non è più cacciatore, né libero di scegliere il suo cibo, diventa quindi marginale, ma non inutile!

Per concludere, grazie ai sensi il cane raccoglie informazioni dall'ambiente che lo circonda per poi tramutarle in codici che verranno inviati al sistema nervoso centrale. Tramite questo processo il cane apprende cose dal mondo esterno. 

Oltre ai sensi esistono altri elementi che regolano l'apprendimento del cane, ma ne parleremo un'altra volta.

 

 

 

Tutto pronto per il remake di Lilli e il Vagabondo. Dopo Aladdin e Il Re Leone è pronto un altro rifacimento, liberamente tratto dal racconto "Happy Dan, The Whistling Dog" di Ward Greene. Le voci dei protagonisti saranno di Tessa Thompson (cocker Lisa) e Justin Theroux (il meticcio Biagio), ma la Disney ha anche svelato un'anteprima dei veri cani che interpreteranno i protagonisti. 

Oltre al Cocker Spaniel Rose e al cane Monte (che interpretano Lilli e Biagio), le foto mettono in risalto i cani che interpretano "Trusty" il vecchio levriero (doppiato da Sam Elliot), Jock la Scottish terrier (Ashley Jensen), la vaporosa cucciola Peg (Janelle Monáe) e Bull, amico Bulldog di Biagio il vagabondo (Benedict Wong). People riferisce che questi cuccioli nella vita reale sono anche animali che sono stati salvati; Monte, in particolare, è stato salvato da un rifugio antiaereo nel Nuovo Messico e alla fine è stato adottato da uno degli addestratori di animali del film, Mark Forbes.

Ecco le foto del cast al completo: 

 

 

A Victorville, in California, una dog sitter è stata ripresa dalla telecamera presente in casa dei datori di lavoro mentre scaraventava a terra il cucciolo di labrador, il cane a cui avrebbe dovuto badare durante l'assenza dei proprietari. 

La storia è stata ripresa e raccontata dall'emittente americana ABC (di seguito il servizio andato in onda). La coppia aveva assunto la giovane pet sitter attraverso l'app Rover, durante la sua permanenza in casa la ragazza viene ripresa mentre sbatte a terra la piccola Lucy, i proprietari hanno assistito alla scena ed hanno chiesto alla dog sitter di andarsene. 

La società, appreso della situazione, ha immediatamente rimosso la dog sitter dalla piattaforma e sta indagando sull'accaduto insieme alle forze dell'ordine locali. La società Rover afferma che questo tipo di incidente è raro e lo prendono sul serio, in questo caso si sono offerti di pagare le eventuali spese veterinarie.

Animal Control sta indagando sull'accaduto, per fortuna la cucciola non ha subito lesioni gravi.

La foto non rappresenta il cane protagonista della storia 

L'Old English Sheepdog, meglio conosciuto come Bobtail, è una razza riconosciuta dalla FCI (Fédération Cynologique Internationale), appartenente al gruppo 1 (cani da pastore e bovari tranne bovari svizzeri) con standard N.16.
Il Bobtail è famoso per essere Max, il cane del marinaio innamorato della sirenetta Ariel, nel cartone animato della Disney, ma soprattutto per essere un eccellente cane da pastore
 

STORIA DEL BOBTAIL - La storia di questa razza si perde nel tempo tra riferimenti storici ed ipotesi, l'unica cosa certa è che è molto lunga. Questa razza è stata registrata come britannica, ma si pensa che i suoi antenati siano i Pastori Europei di tipo Owtcharka e Bergamasco, incrociati con pastori locali. 

Come riporta il sito ufficiale della razza Bobtail, www.bobtailitalia.it, all'origine l'area di maggior diffusione si colloca nelle regioni dell'Inghilterra sud-occidentale, ma non si sa quale sia la reale contea di provenienza.
Il primo standard della razza fu redatto nel 1888, questo cane nasce esclusivamente come cane da lavoro, un cane in grado di lavorare con ovini, bovini ed altri animali, è in grado di radunare il gregge o condurlo, sa proteggere gli animali da furti ed è capace di muoversi tranquillamente anche in città, è un cane dalle mille capacità ed è proprio per questo che, a seconda della funzione che il padrone vuole affidargli, è diversa la morfologia del cane.
L'aspetto peloso è funzionale a cani che devono essere conduttori di bestiame, soprattutto pecore, poichè possono confondersi tra di esse. Come tutti i cani Pastori, siano essi Bergamaschi, della Brie, di Valéè, si può affermare che anche il Bobtail abbia un ceppo in comune, con i cani da pastore dell'Asia occidentale, che con le migrazioni si sono adattati ed evoluti in base al territorio nel quale dovevano vivere, ed in base alle esigenze di lavoro alle quali erano destinati. 
 
Il Bobtail era ritenuto un cane da lavoro con caratteristiche di razza talmente fissate che, per i pastori o gli utilizzatori, un cane equivaleva all'altro, il Bobtail non era ritenuto una rarità dal quale ricavare molti soldi. Soltanto nel 1877 arrivarono le prime registrazioni al Kennel Club Inglese, ed è soltanto alla fine del 1800 che questa razza viene presa in considerazione dalla cinofilia, vengono redatti i primi pedigree e viene inserita nelle mostre di bellezza. 
Nella storia del Bobtail un ruolo fondamentale lo ebbe Mr. Tilley, considerato uno dei padri del Bobtail moderno. Grazie a lui tra il 1885 ed il 1888 fu redatto il primo standard e fu fondato il primo Old English Sheepdog Club inglese, nel 1905, in America. Nel "nuovo mondo" furono esportati cani per cifre astronomiche, possiamo citare Ch.Watchboy il primo Bobtail esportato in america e considerato il capostipite della razza americana. Un altro Bobtail che il sito ufficiale indica come pietra miliare della razza è Ch.Tip Top Weather, nato in Inghilterra ed esportato in America dove ha dato vita a circa quindici generazioni di campioni. Grazie a questi campioni l'allevamento americano inizierà a dipendere sempre meno da quello inglese, fino a creare delle proprie linee di sangue alle quali attingeranno gli allevatori dell'Europa continentale 
 

NOMI DI ALLEVAMENTI FAMOSI  - Mrs. Backx - Bennick, titolare dell'allevamento olandese "Reeuwijk";

Mrs Abicht, allevamento tedesco "aus dem Elbe - Urstromtal";
Mr. Norman Harrison dell'allevamento inglese "Fernville";
Mrs. Joan Real titolari dell'allevamento inglese "Tynycoed";
Mrs. Rita Ashcroft, con il marito Ronnie fondatori dell'allevamento "Barnolby";
i signori Ruth e Ray Wilkinson dell'allevamento "Pockethall".

 

CARATTERISTICHE GENERALI - L'Old English Sheepdog è un cane peloso, con coda mozza, tarchiato, di colore tra il nero ed il grigio, con piedi, pancia e collo bianchi, un cane affidabile, robusto e resistente, ma anche agile e scattante.

Secondo il tipo di lavoro che deve svolgere possiamo trovare Bobtail molto pelosi, non minacciosi, ma con carattere deciso e robusti a tal punto da poter spostare le pecore, ma anche abbastanza leggeri per essere trasportati dagli ovini; Bobtail medio-piccoli per il lavoro in collina, più grossi se devono lavorare con i bovini. 
E' un cane forte, simmetrico e robusto, il suo abbaio è particolare. E' un cane molto intelligente e poliedrico. 
 

CURA DEL BOBTAIL - Il mantello voluminoso non deve trarre in inganno, non ha bisogno di cure particolari, è sufficiente una spazzolata ogni quindici giorni per tenerlo in ordine. Maggior attenzione deve essere data alle orecchie, il pelo vi cresce copioso, vanno quindi pulite costantemente. La grande mole di pelo potrebbe essere dimora di insetti e parassiti, soprattutto durante l'estate, è bene tenerli lontani grazie all'utilizzo di prodotti specifici.

CURIOSITA' SUL BOBTAIL - I pastori a cui era affidata la "selezione" del Bobtail, secoli or sono, si basavano esclusivamente su ciò che osservavano, è così che nacque la credenza che i soggetti senza coda (anuri) fossero più abili nel loro lavoro, magari perchè più simili alle pecore. 

Altra leggenda narra di pastori che sceglievano i cani dalla maggior pigmentazione del palato, ritenuti con più istinto.
Anche gli occhi vogliono la loro parte: in passato si riteneva che gli occhi dello stesso colore fossero "collegati", mentre l'occhio gazzuolo (wall-eye), ossia un occhio di un colore ed uno di un altro, non lo fossero ed i soggetti con questa caratteristica erano preferiti poichè, in caso di infezioni oculari, un occhio non avrebbe contagiato l'altro.
 
L'ultima curiosità riguarda l'allevamento:
Dairymanid, il cane proclamato Campione, che diede inizio all'Allevamento "colto", venne venduto per un boccale di birra e qualche scellino.
Nel 2012 l'Enci ha contato 71 iscritti ai libri genealogici.
Il cane Fernville Lord Digby fu il cane scelto come immagine della Dulux Paints, una famosa azienda inglese di vernici.
 
 
 

BOBTAIL FAMOSI -  Sono di razza Bobtail: Mosè, il cane di Lupo Alberto; il colonnello de "La carica dei 101"; il cane di Al Pacino nel film "Serpico" ed i protagonisti dei film Disney "Geremia, cane e spia" e "Quello strano cane... di papà". Al cane di Paul McCartney, Martha, è stata dedicata una canzone, Martha my dear.

       

FCI Standard N° 16 del 05.01.2011
 
BOBTAIL (Old English Sheepdog)
 
ORIGINE: Gran Bretagna
 
DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE: 13.10.2010
 
UTILIZZAZIONE: Cane da pastore
 
CLASSIFICAZIONE FC.I.: Gruppo 1 Cani da pastori e bovari (esclusi i Bovari Svizzeri) Sezione 1 Cani da pastore Senza prova di lavoro
 
BREVE CENNO STORICO: anche se l’Old English Sheepdog è stato registrato come Britannico, si pensa che i suoi antenati effettivi provengano da Pastori Europei di tipo Owtcharka e Bergamasco, incrociati con pastori locali. La razza è ora considerata autoctona, spesso chiamata Bob-Tail. Forte, compatto e abbondantemente ricoperto di pelo, il Bobtail ha un mantello caratteristico e resistente alle intemperie. Fondamentalmente un cane di campagna, intelligente e amichevole; ha una voce particolarmente risonante, sufficiente a far fuggire qualsiasi intruso.
ASPETTO GENERALE: Cane forte, inscrivibile nel quadrato, di grande simmetria e generale robustezza. Non è assolutamente mai alto sugli arti, ed è copiosamente coperto di pelo in ogni sua parte. E’ un cane dalla muscolatura resistente, dalla costruzione robusta con espressione di grande intelligenza. Il profilo naturale non dovrebbe essere alterato artificialmente da lavoro di forbice o tosatura. Di forte fibra, mostra una linea superiore che risale dolcemente e un corpo dalla forma di pera se lo si guarda dal di sopra. L’andatura presenta un tipico dondolio quando ambia o cammina. L’abbaio ha un caratteristico tono del tutto particolare.

PROPORZIONI IMPORTANTI: Il cane in stazione è più basso al garrese che al rene. La testa è proporzionata alla taglia del corpo. Il muso misura circa la metà della lunghezza totale della testa.

COMPORTAMENTO – CARATTERE: Un cane docile dall’umore sempre uguale. Coraggioso, fedele e degno di fiducia, senza alcun segno di paura o aggressività non provocata.

TESTA: REGIONE DEL CRANIO Cranio voluminoso, piuttosto quadrato. Zona sopra gli occhi ben arcuata. Stop ben definito

REGIONE DEL MUSO Tartufo forte e nero. Le narici sono ampie. Muso forte, quadrato e tronco. Mascelle/Denti Denti forti, larghi, e regolarmente allineati. Mascella forte, con una chiusura a forbice perfetta, regolare e completa, e cioè i denti superiori sono strettamente sovrapposti a quelli inferiori e inseriti perpendicolarmente nella mascella La chiusura a tenaglia è tollerata ma non desiderabile. Occhi ben distanziati. Scuri o gazzuoli. Sono accettati i due occhi blu. Occhi chiari sono indesiderabili. È preferita la pigmentazione alle rime palpebrali. Orecchi piccoli e portati piatti ai lati del capo.

COLLO: piuttosto lungo, forte, elegantemente arcuato.

CORPO: piuttosto corto e compatto. Rene molto vigoroso,ampio e leggermente arcuato. Torace regione sternale ben discesa e ampia. Costole ben cerchiate.

CODA antecedentemente tagliata secondo l’usanza, o coda naturalmente corta Tagliata: di solito si procede al taglio totale; non tagliata: portamento naturale. Ben fornita di frange di abbondante pelo dalla tessitura forte.

ARTI ANTERIORI: Spalla le scapole devono essere ben oblique, più ravvicinate al garrese che alla punta della spalla. Le spalle pesanti sono un difetto. Gomiti ben aderenti al torace. Avambraccio arti perfettamente diritti, con forte ossatura; tengono bene il tronco distante dal terreno. Piedi anteriori Piccoli, rotondi e compatti. Dita ben arcuate, cuscinetti spessi e duri. Non sono deviati né in dentro né in fuori

POSTERIORI: Aspetto generale: posteriore ben ricoperto di pelo, rotondo e muscoloso. Ginocchio ben angolato, ma non esageratamente. Gamba lunga e ben sviluppata. Tarsi: ben discesi Metatarsi Visti dal dietro devono essere paralleli. Piedi posteriori:  Piccoli, rotondi e compatti. Dita ben arcuate, cuscinetti spessi e duri. Non sono deviati né in dentro né in fuori

ANDATURA: Nel passo, esibisce un dondolio da orso nel posteriore. Nel trotto, mostra un allungo senza sforzo e una forte spinta del posteriore, con arti che si muovono su piani paralleli all’asse del corpo. Al galoppo l’andatura è molto elastica. Ad una andatura lenta qualche cane può tendere all’ambio. In movimento il portamento della testa può adottare una naturale posizione più bassa.

MANTELLO PELO: abbondante, di buona ruvida tessitura, non diritto, ma irsuto e senza riccioli. Il sottopelo è una feltratura impermeabile. Testa e cranio ben ricoperti di pelo, moderatamente gli orecchi. Il collo è ben ricoperto, come gli anteriori che lo sono tutto attorno. Il posteriore è più riccamente ricoperto di pelo di tutto il resto del corpo. Bisogna tenere in conto la qualità e la tessitura del pelo più della lunghezza. e abbondanza

COLORE: qualsiasi sfumatura di grigio, grizzle (grigiastro) o blu. Corpo e posteriore di colore uniforme con o senza calzini bianchi. Da scoraggiare macchie bianche nell’area uniforme. Testa, collo, arti anteriori e zona sotto il ventre devono essere bianchi con o senza macchie. Qualsiasi sfumatura di marrone è indesiderabile

TAGLIA: Altezza al garrese: Maschi . 61 cm. e più Femmine 56 cm e più. Tipo e simmetria sono dalla massima importanza e non devono essere sacrificati in considerazione solo della taglia.

DIFETTI: qualsiasi deviazione da quanto sopra deve essere considerata difetto e la severità con cui va penalizzata deve essere proporzionata alla sua gravità e alle sue conseguenze sulla salute e il benessere del cane, e sulla capacità di svolgere il suo tradizionale lavoro.

DIFETTI ELIMINATORI: Cane aggressivo o eccessivamente timido. Qualsiasi cane che presenti anormalità fisiche o comportamentali sarà squalificato.

N.B. I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali completamente discesi nello scroto

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