Giugno 14, 2024
Eleonora Giorgi

Eleonora Giorgi

Addestratore Cinofilo Riconosciuto ENCI e FISC

Conduttrice IGP

Mi occupo nello specifico di Educazione Base, Guida alla scelta del Cucciolo, Maintrailing, Puppy Class e Preparazione per i Brevetti

Per tutte le info sul mio percorso e potermi contattare clicca sul link seguente

 

 

La mostra On Assignment, una vita selvaggia presenta per la prima volta al pubblico al Forte di Bard, in Valle d’Aosta, dal 14 dicembre 2019 al 2 giugno 2020, le immagini dei reportage realizzati dal fotografo Stefano Unterthiner nel periodo dal 2006 al 2017 su commissione del National Geographic Magazine. Una retrospettiva che vuole invitare il pubblico a scoprire il mondo della fotografia naturalistica provando a raccontare, attraverso la vita e lo sguardo di un grande fotografo, il nostro rapporto con la natura e le altre specie.

La mostra documenta, in particolare, il lavoro realizzato da Unterthiner per il celebre magazine americano, di cui è collaboratore dal 2009 (e primo italiano nella storia della fotografia moderna). Ben 77 le immagini esposte, suddivise in dieci storie che mostrano un grande ritratto del mondo animale: dalle fotografie realizzate nel remoto arcipelago di Crozet, a quelle prodotte, sulle tracce del puma, in Cile; dalle suggestive immagini sul cigno selvatico, ai drammatici scatti che documentano il declino del cinopiteco in Indonesia.

 

I dieci reportage sono:

. Crozet (2006-2007): pinguino reale e altre specie subantartiche

Una spedizione lunga cinque mesi in uno tra i luoghi più selvaggi e incontaminati del nostro pianeta.

. Giappone (2010): cigno selvatico

Un ritratto poetico di uno dei simboli della natura del grande Nord.

. India (2010): entello

Una primate venerato che lotta per sopravvivere in una delle regioni più aride dell’India.

. Cile (2011): fauna della Patagonia andina

Una spedizione sulle Ande per fotografare il più elusivo e misterioso tra i felini: il puma.

. Seychelles (2011): sterne tropicali

Un reportage che documenta alcune popolazioni di sterne che rischiano di scomparire per il cambiamento climatico.

. Indonesia (2012): varano di Komodo

Spedizione tra i ‘draghi' di Komodo in compagnia del ricercatore Claudio Ciofi.

. Italia (2013): fauna alpina

Un grande ritratto del primo Parco Nazionale italiano: il Gran Paradiso.

. Indonesia (2007 e 2015): cinopiteco

Un reportage che racconta le cause del declino di uno dei venticinque primati più minacciati di estinzione.

. Italia (2016): falco grillaio

Una città storica, Matera, e una piccola specie di rapace. Quando la convivenza tra uomo e natura diventa possibile.

. Australia (2017): varie specie di Macropodidi

Simbolo dell'Australia, oggi il canguro è oggetto della più grande caccia legale al mondo.

 

A questi dieci reportage si aggiunge un’anteprima del progetto “Una famiglia nell’Artico”, dedicato al soggiorno di un oltre un anno, che il fotografo e la sua famiglia stanno trascorrendo alle Isole Svalbard, con l’intento di documentare e comunicare il fenomeno del cambiamento climatico. Sarà inoltre presentato il documentario “Una vita selvaggia” che racconta il lavoro di campo di Stefano Unterthiner attraverso il materiale inedito girato nel corso di alcuni assignment realizzati dal fotografo e presentati in mostra.

 

«Il mestiere del fotografo naturalista non è facile – dichiara Stefano Unterthiner - può far sognare molti, ma pochi possono immaginare cosa voglia dire realmente vivere di fotografia. Qualcuno lo ha definito ‘il mestiere più bello del mondo’ ma ho imparato sulla mia pelle che questa definizione è vera solo in parte. Le immagini raccolte in questa mostra sono una piccola parte della mia produzione di questi due decenni di attività, ma credo possano ben rappresentare quello che ho fatto in questi anni. Fotografie che raccontano, soprattutto, la mia decennale avventura con il Magazine americano: quella mitica pubblicazione che per tanti anni mi aveva fatto sognare. Ricordo che, da ragazzo, non appena ricevevo l’ultimo numero andavo subito a cercare la rubrica di chiusura. Il suo titolo era On assignment e raccoglieva la testimonianza di uno dei fotografi che avevano contribuito a quel numero. La rubrica è poi scomparsa ma ho fatto in tempo ad esserci anch’io in occasione della prima storia che ho pubblicato. Appaio ritratto con indosso una cerata gialla, alle mie spalle un mare di pinguini reali. La mia vita selvaggia iniziò lì».

L’esposizione si inserisce a pieno titolo nella linea culturale che il Forte di Bard dedica all’esplorazione e alla documentazione fotografica dell’ambiente naturale attraverso artisti di livello nazionale e internazionale.

 

Il fotografo

Zoologo, fotografo naturalista e divulgatore, Stefano Unterthiner è autore di otto libri fotografici e abituale collaboratore del National Geographic. Le sue immagini sono pubblicate ed esposte in tutto il mondo e regolarmente premiate al Wildlife Photographer of the Year.

 

Volume fotografico. Edizioni Ylaios, 180 pagine

  

 

Comunicato stampa

Bard, 24 ottobre 2019

 

Foto: L’immagine in copertina, del cinopiteco ‘Troublemaker’ è stata realizzata nel 2007 lungo la costa di Tangkoko. Il nome, che letteralmente significa ‘combina guai’, gli fu dato da alcuni ricercatori per il carattere curioso e particolarmente dispettoso del giovane maschio.

 

 

 

 

Il maltese è un cane da compagnia appartenente al Gruppo 9 dei Cani da compagnia, Sezione 1 bichons e affini, standard n. 65 del 12-12-2015.

Contrariamente a quanto si possa pensare, il nome Maltese non indica la provenienza della razza, che in molti pensano sia l'isola di Malta, ma deriva dalla parola Màlat che in lingua semita sta a significare rifugio o porto

STORIA DEL MALTESE - Gli avi di questa razza, molto antica, vivevano nei porti e nelle città marittime del Mediterraneo dove venivano impiegati come cacciatori di topi, presenti nei magazzini e sulle navi.

Successivamente il cane maltese fu apprezzato come cane da compagnia dalle antiche donne romane, ritenuto molto bello ed intelligente. Molte sono le raffigurazioni che mostrano come questo cane era presente già intorno al 500 a.C..

Anche Aristotele narra, nella lista dei cani esistenti ai suoi tempi (384-322 a.C.), di una razza di piccoli cani a cui attribuisce il nome latino di "canes melitensis". Dopo Aristotele, il poeta latino Strabone (1 secolo d.C.) tesse le lodi di un cane di piccola taglia molto simile al maltese, inoltre, il maltese viene raffigurato il molti dipinti antichi.

L'origine di questa razza, come di molte altre, è sconosciuta, sono tante le ipotesi susseguitesi negli anni, la più accreditata lo vuole discendente del volpino italiano. 

CURIOSITA' - La prima esposizione a cui partecipò questa razza risale al 1862 in Gran Bretagna, prima di allora non era mai apparsa in nessuna esposizione.

E' un cane che tollera poco il freddo, a causa della muscolatura ridotta, ma mostra un'ottima resistenza alle temperature calde.

Il maltese è un cane longevo, la durata media di vita è di 12-15 anni, ma può arrivare anche a compiere diciotto anni.

PELO DEL MALTESE - Il maltese è noto per il mantello bianco candido e lungo, che forma una "gonnellina" rendendo la camminata dell'animale molto simpatica. Il suo pelo non subisce la muta, nè a primavera, nè in autunno essendo privo di sottopelo. Il mantello ha bisogno di cure quotidiane affinché resti in perfetta forma. Il pelo è resistente e cresce continuamente, al tatto è setoso.

Per mantenerlo perfetto è necessario spazzolarlo quotidianamente, prestando attenzione alle parti che potrebbero essere soggette ad infeltrimento (sottopancia e ascelle anteriori) a causa del movimento. Se si desidera, si può far tolettare con il taglio "puppy tream", il pelo corto che non ingombra, come lo ha il cucciolo di maltese.

 

CONSIGLI PER MANTENERE IL PELO BIANCO - Il maltese, come altre razze dal pelo bianco, può avere il problema dell'ossidazione del pelo (sotto gli occhi ed intorno alla bocca) a causa della lacrimazione e dell'acqua. Questo significa che il pelo di quelle zone assumerà una colorazione bruna o rossastra che difficilmente tornerà bianca.

Il consiglio è di asciugare sempre le parti interessate affinché non si ossidino, ma se ormai il danno è fatto è possibile provare a schiarire il pelo utilizzando sia prodotti commerciali (come salviette o liquidi), oppure prodotti naturali come l'acqua e camomilla associata a del borotalco o fecola di patate per asciugare la parte interessata.

Importante: MAI TAGLIARE il pelo sotto gli occhi del cane, durante la ricrescita i peli potrebbero causare la cheratite, un'infiammazione della cornea che può portare alla cecità dell'animale. 

L'igiene quotidiana e una corretta alimentazione sono le cose principali da mettere in atto per mantenere il mantello bianco e setoso. E' sconsigliato fare il bagno al cane troppo frequentemente, a meno che non ci siano problemi dermatologici, il cane deve lavarsi il meno possibile per evitare di irritare la pelle. Un bagno ogni mese-mese e mezzo è più che sufficiente.

CARATTERE DEL MALTESE - Il maltese è un cane da compagnia dal carattere allegro e affettuoso. Un cane molto intelligente e reattivo, dotato di una grande capacità di apprendimento, doti che lo rendono un ottimo cane da guardia che avverte i padroni ad ogni rumore sospetto. E' necessaria un'educazione di base per indegnare al cane le principali regole della convivenza.

CARATTERISTICHE GENERALI DEL MALTESE - Il maltese è un cane robusto, nonostante all'apparenza potrebbe sembrare il contrario. Di taglia piccola, con tronco allungato ricoperto di peli lunghi e bianchi, molto elegante e con portamento fiero della testa. Il pelo è folto, gli occhi di media grandezza, le orecchie sono a forma di triangolo, ma posto al contrario. La coda è arrotondata in avanti.

Colori: bianco, ma lo standard ammette anche qualche sfumatura di color champagne.

 

FCI Standard N° 65

pubblicazione del 17.12.2015 – in vigore dal 1 gennaio 2016

MALTESE TRADUZIONE: Mrs. Peggy Davis. Rivisto da Renée Sporre-Willes. Lingua ufficiale Inglese.

ORIGINE: area centrale del Mediterraneo Patrocinio: Italia

DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE: 13.12.2015

UTILIZZAZIONE: Cane da compagnia.

CLASSIFICAZIONE FCI: Gruppo 9 Cani da compagnia. Sezione 1 bichons e affini. Senza prova di lavoro

ASPETTO GENERALE: Di piccolo formato, con tronco allungato. Ricoperto da un mantello bianco e molto lungo, molto elegante e con portamento distinto della testa.

PROPORZIONI IMPORTANTI: La lunghezza del tronco eccede di circa 1/3 l’altezza al garrese. La lunghezza della testa è pari ai 6/11 dell'altezza al garrese. La circonferenza toracica è di 2/3 maggiore dell’altezza al garrese. La lunghezza del muso è uguale a 4/11 della lunghezza totale della testa; è di conseguenza leggermente minore della sua metà. La profondità del muso è di un buon 20% meno della sua lunghezza. La lunghezza della coda corrisponde a circa il 60% dell’altezza al garrese.

COMPORTAMENTO E CARATTERE: Vivace, affettuoso, molto docile, e molto intelligente.

TESTA: Piuttosto larga, eccedendo leggermente la metà della sua lunghezza totale. Regione Cranica: Cranio. Il cranio è leggermente più lungo del muso; la larghezza bizigomatica è uguale alla sua lunghezza. In senso sagittale è di forma molto poco ovoidale; la parte superiore del cranio è piatta con apofisi occipitale molto poco marcata. Le protuberanze dei seni frontali e delle arcate sopracciliari sono ben sviluppate; la sutura metopica è assente ovvero pochissimo accentuata, le pareti laterali sono un poco convesse. Stop: Depressione naso-frontale molto marcata definente un angolo di 90°.

REGIONE FACCIALE: Tartufo: Sulla stessa linea della canna nasale, visto di profilo, la faccia anteriore è verticale. Voluminoso con narici aperte ed assolutamente nero. Muso: La lunghezza del muso è leggermente inferiore della metà della lunghezza della testa. Le regioni sottorbitali sono ben cesellate. La profondità è molto meno della lunghezza. Le facce laterali sono parallele, ma il muso visto di fronte, non deve apparire quadrato in quanto la faccia anteriore si raccorda con delle curve. La canna nasale è rettilinea con scanalatura ben marcata nella parte centrale. Labbra: Viste di fronte, alla loro congiunzione hanno la forma di un arco molto aperto. Sono poco sviluppate in profondità, con occhiello della connessura non visibile. Le labbra superiori combaciano perfettamente con quelle inferiori tanto che il profilo inferiore del muso è dato dalla mandibola. I margini labiali sono rigorosamente neri. Mascelle/Denti: Normalmente sviluppate e di apparenza leggera, combaciano perfettamente. La mandibola, con le sue branche rettilinee, in avanti non è né prominente né sfuggente. Le arcate dentarie combaciano perfettamente e gli incisivi in chiusura a forbice. I denti sono bianchi e la dentizione è ben sviluppata e completa. Occhi: Espressione vivace e attenta, di grandezza maggiore della normale, la forma tende ad essere rotonda. Le palpebre sono ben aderenti al bulbo oculare, che non è mai infossato, ma piuttosto affiorante, appena leggermente sporgente. Gli occhi sono situati approssimativamente sullo stesso piano frontale. Visti di fronte: non devono lasciare intravedere la sclera (bianco nell’occhio); sono di colore ocra carico; le rime palpebrali e la terza palpebra sono nere. Orecchie : Tendenti alla forma triangolare, la larghezza è di circa 1/3 della lunghezza. Sono inserite alte al di sopra dell'arcata zigomatica, pendenti e aderenti alle pareti laterali del cranio, poco erettili.

COLLO: Nonostante sia ricoperto da pelo abbondante, la demarcazione della nuca è ben evidente. Il profilo superiore è arcuato. La lunghezza del collo è circa la metà dell'altezza al garrese. Ha portamento eretto ed è privo di pelle lassa. Tronco: La lunghezza misurata dalla punta della scapola alla punta della natica è maggiore di 1/3 rispetto l’altezza al garrese. Linea superiore: Rettilinea sino alla inserzione della coda. Garrese: Leggermente elevato sul profilo dorsale. Dorso: La lunghezza è superiore della metà dell’altezza al garrese. Groppa: Sul prolungamento della linea dorso-lombare, la groppa è molto larga e lunga, ha un'oscillazione rispetto all'orizzontale di 10°. Torace: Ampio, profondo, ben sviluppato, disceso oltre il livello dei gomiti con coste non molto cerchiate. La regione sternale è molto lunga.

CODA: Inserita sulla linea della groppa, grossa alla radice e fine in punta. Forma un'unica grande curva, la cui punta ricade fra le anche toccando la groppa. Tollerata la coda ricurva su un lato del tronco.

ARTI ARTI ANTERIORI: Aspetto generale: Nell'insieme arti saldati al tronco, diritti e paralleli. Spalla: La lunghezza rappresenta1/3 dell’altezza al garrese, con punte delle spalle distanziate e ben inclinate all’indietro. Braccio: Più lungo della spalla, di buona angolazione. Gomiti: Mai rivolti all’interno o all’esterno. Avambraccio: Secco con muscoli poco visibili, ma con ossatura piuttosto forte in rapporto alla mole della razza. Carpo (Polso): Segue la linea verticale dell'avambraccio, mobile. Privo di nodosità. Ricoperto di pelle sottile. Metacarpo (Pasturali): Ha le medesime caratteristiche del carpo e per la sua brevità è diritto. Piede anteriore: Rotondo, con dita unite ed arcuate; le suole dei cuscinetti plantari e digitali devono essere nere, anche le unghie devono essere nere o almeno di colore scuro.

ARTI POSTERIORI: Aspetto generale: Di forte ossatura. Arti paralleli visti posteriormente, verticali dalla punta delle natiche sino a terra. Coscia: Con muscoli sodi, margine posteriore convesso. La sua direzione dall'alto in basso e dall'indietro in avanti è abbastanza obliqua rispetto alla verticale. Ginocchio: L’articolazione è libera, mai deviato all’interno o l’esterno. Gamba: Con scanalatura tra il tendine e l’ossatura appena percettibile. L’inclinazione rispetto all'orizzontale è di 55°. E' leggermente più lunga della coscia. Garretto: L'angolo anteriore del garretto è di 140°. Metatarso: La distanza dal suolo alla punta del garretto è poco più di 1/3 dell’altezza al garrese. Metatarsi piuttosto bassi e in perfetto appiombo. Piede posteriore: Rotondo, con dita unite ed arcuate; le suole dei cuscinetti plantari e digitali devono essere nere, anche le unghie devono essere nere o almeno di colore scuro.

ANDATURA: Fluida, radente, sciolta, con corte e rapidissime battute degli arti al trotto.

PELLE: Ben aderente a tutte le regioni del corpo, pigmentata da chiazze scure e chiazze di un colore rosso vino, specie sul dorso.

MANTELLO: Pelo: Denso, lucido, brillante-cade pesante e di tessitura setacea, lunghissimo su tutto il corpo nonché diritto senza alcuna deviazione nel suo asse, per tutta la sua lunghezza. Sul tronco deve oltrepassare in lunghezza, l'altezza al garrese e ricadere pesantemente a terra, come una mantellina aderente al tronco stesso, del quale segue le forme senza divisione, ciocche e bioccoli. Le ciocche ed i bioccoli sono ammessi sugli arti anteriori, dal gomito al piede, ed in quelli posteriori dal ginocchio al piede. Non esiste sottopelo. Sulla testa il pelo è lunghissimo, anche sulla canna nasale, dove si confonde con quello della barba e pure sul cranio dove discende infine sino a confondersi con quello delle orecchie. Sulla coda, i peli ricadono su di un solo lato del tronco, e cioè su un fianco e sulla coscia, sono di una lunghezza tale da raggiungere il garretto. Colore: Bianco puro, una tinta avorio pallido è ammessa. Tracce di sfumature di un arancio pallido sono tollerate ma non desiderate e costituiscono un difetto.

TAGLIA E PESO: Altezza al garrese: Maschi da 21 a 25 cm. Femmine da 20 a 23 cm. Peso: 3-4 kg.

DIFETTI: Ogni deviazione dalle caratteristiche delle singole voci costituisce un difetto, che deve essere penalizzato a seconda della sua diffusione e gravità, e l’effetto che può ingenerare sulla salute ed il benessere del cane.  Strabismo bilaterale (strabismo convergente):  Tronco lungo oltremodo.

DIFETTI GRAVI:  Canna nasale montonina;  Prognatismo accentuato;  Taglia nei maschi oltre i 26 cm. e meno di 19. Taglia nelle femmine oltre i 25 e meno di 18.

DIFETTI DA SQUALIFICA:  Cani aggressivi o oltremodo paurosi.  Ogni cani dimostrante chiaramente anormalità psichiche o comportamentali deve essere squalificato.  Accentuata divergenza o convergenza degli assi cranio facciali.  Totale depigmentazione del naso o di colore diverso dal nero.  Enognatismo.  Strabismo (strabismo divergente).  Depigmentazione totale delle palpebre.  Anurismo brachiurismo tanto congenito che artificiale.  Pelo crespo.  Qualunque colore diverso dal bianco ad eccezione dell'avorio pallido.  Macchie di diverso colore qualunque sia la loro estensione. N.B:  I maschi devono avere due testicoli di aspetto normale e ben discesi nello scroto.

       

Fonte foto: Google

La Confederazione sportiva svedese ha dichiarato di lavorare con il primo cane antidoping al mondo, Molly.

Molly è una femmina di Springer Spaniel addestrata a fiutare moltissime sostanze dopanti. La cagnolina lavora, insieme al suo conduttore Michael Sjoo, all'interno dei palazzetti sportivi, durante gli eventi, per cercare le droghe utilizzare a fini sportivi. Un progetto messo in atto dalla Confederazione sportiva svedese che tenta di ampliare gli sforzi del Paese nel limitare l'uso di queste sostanze nello sport. 

Molly è stata addestrata come un cane antidroga, ma cerca sostanze dopanti, siano esse polveri, liquidi o compresse. Il binomio si presenta alle manifestazioni sportive senza preavviso, Molly inizia a lavorare fiutando negli spogliatoi e all'interno dei palazzetti, cercando le sostanze che ha imparato a riconoscere, quando individua qualcosa di sospetto agli atleti vengono effettuati i tradizionali test antidoping, fino ad oggi Molly non ha mai sbagliato un colpo!

Originaria dell'Irlanda del Nord, la cagnolina vive con il suo conduttore e addestratore Michael e sua moglie Joanna, anche lei impiegata nel controllo antidoping per conto della Confederazione sportiva svedese. 

Fonte foto: Google

 

 

Il Natale si avvicina e in molti penseranno di regalare un cucciolo ad un proprio caro, prima di fare una scelta così importante bisogna ricordare, o sapere, che il cane è un impegno che dura per tutta la vita. 

Un impegno che avremo tutti i giorni della nostra vita. Prima di prendere un cane dobbiamo sapere se chi riceverà il cucciolo sarà felice di questo regalo, se ha del tempo da dedicargli ogni giorno, e non lo abbandonerà mai.

Per questo vorrei sensibilizzare le persone con questo video, dura tre minuti, ma dice tante cose. 

Prendetevi del tempo per guardarlo e poi ragionate bene sui vostri futuri regali di Natale.

 

 

Il presidente Trump, insieme alla moglie Melania ed al vicepresidente Mike Pence, hanno accolto e premiato alla Casa Bianca, Conan, il pastore belga malinois protagonista del raid contro Abu Bakr al Baghdadi.

Nonostante l'ormai nota scarsa simpatia del presidente nei confronti dei cani, lui e la moglie Melania sono l'unica coppia presidenziale a non avere un cane, non ha lesinato complimenti nei confronti di Conan, come riporta il sito dell'Ansa: "un cane incredibile, eccezionale, molto molto speciale". Conan, che in realtà è una femmina, sguinzagliata da un uomo della Delta Force durante il raid, è riuscita a mettere all'angolo il leader dell'Isis.

Trump ha premiato il cane eroe con una medaglia al valor militare ed una targa nel Rose Garden, davanti ai giornalisti, che non hanno esitato a chiedere quando anche la coppia presidenziale avrebbe adottato un cane. L'imbarazzo del presidente e della consorte è stata l'unica risposta.

Conan è uno dei tanti cani addestrati alle situazioni più estreme, l'addestramento militare insegna ai cani ad abituarsi a vivere e lavorare tra scoppi di bombe e spari, la determinazione e la ferocia che mostrano in alcune situazioni rendono questi cani indispensabili per i militari che lavorano al loro fianco.

Fonte foto: Evan Vucci/Ap

 

    

"Dog crazy" è un romanzo strano, questo perchè di fondo c'è una storia che, inconsciamente, il lettore sa già come andrà a finire e quindi va ad aggiungersi a tutta una serie di romanzi già letti e riletti, nonostante i personaggi e gli scenari siano differenti.

Allo stesso tempo però, ci racconta la storia di una psicologa che soffre di una fobia particolare, l'agorafobia (la paura degli spazi aperti), con annessi attacchi di panico. Una psicologa che pensa di aver ereditato questa "malattia" da sua madre, alla quale non vuole far sapere che ne soffre. Meggie Brennan, questo il nome della protagonista, ci racconta, pagina dopo pagina, la sua vita passata e presente, sempre con accanto un cane. E' proprio il cane, anzi i cani, Toby e Billy, i due fili conduttori del romanzo.

Il primo è il cane di Meggie, il secondo un cane per il quale la psicologa proverà a vincere la sua fobia. Ci riuscirà, e come? 

Nel libro molti sono i riferimenti a studi psicologici sull'effetto che hanno i cani in alcune situazioni, oltre all'introduzione di una figura professionale che, almeno per quanto ne sappia, in Italia non esiste: il consulente per l'elaborazione del lutto per gli animali domestici.

Nel romanzo l'autrice parla di questa figura e di come sia difficile per una persona che ha perso un animale domestico elaborare il lutto, senza dover risultare ridicola agli occhi delle persone che le sono intorno, soprattutto agli occhi di chi un animale non lo ha mai avuto e non comprende il legame che viene a formarsi tra questo ed il suo umano.

Non posso scrivere di più altrimenti rovinerei l'effetto sorpresa, ma penso che sia un buon libro da leggere, anche solo per capire quanto gli animali, in questo caso i cani, possano essere di aiuto a molte persone ed utili per "curare" gli animi della gente.

 

Meg Donohue è un'autrice di bestseller, nata a Phildelphia, vive a San Francisco con il marito, le figlie ed un cane. Sono svariati i romanzi da lei scritti, tradotti in molte lingue tra cui l'olandese, il turco ed il polacco. 

Ha conseguito un master presso la Columbia University.  Il suo romanzo di debutto, How to Eat a Cupcake (2012), ha raggiunto il numero uno nella lista dei bestseller di NookBook ed è stato un bestseller del Boston Globe, il secondo romanzo, All the Summer Girls (2013) è stato un bestseller di USA Today, Amazon e Apple Books. Il terzo romanzo di Meg, Dog Crazy (2015) è stato un bestseller di Amazon.

Il periodo che mi è piaciuto di più: "[...] Questo è uno dei fattori che rende tanto difficile la perdita di un cane. Certa gente non comprende il grado d'importanza di questo rapporto. E' difficile abbandonarsi al lutto come si vorrebbe, per timore di essere giudicati dagli altri. Ma l'amore è amore. La perdita è perdita [...]". (pag. 235)

 

   

   

Dal 16 aprile del 2019 è diventata obbligatoria la ricetta elettronica veterinaria (REV), che sostituisce il formato cartaceo su tutto il territorio nazionale sia per gli animali da compagnia che per quelli da allevamento. 

La legge recante "Disposizioni in materia di tracciabilità dei medicinali veterinari e dei mangimi medicati per il conseguimento degli obiettivi delle direttive 2001/82/CE e 90/167/CEE" è la n.167 del 20 novembre 2017, art.3, nella quale è previsto l'istituzione e l'adozione di un sistema informativo per la tracciabilità dei medicinali veterinari e dei mangimi medicati, anche attraverso l'adozione della ricetta veterinaria elettronica. 

In cosa consiste questo cambiamento? Sicuramente un maggior controllo da parte delle istituzioni per quanto riguarda l'abuso di farmaci sugli animali. Oltre ai benefici in termini di tracciabilità, ci saranno benefici anche in termini di efficienza e risparmio economico (per maggiori informazioni sul progetto, clicca qui).

Per quanto riguarda il veterinario ed il proprietario dell'animale da compagnia cosa cambia? Il veterinario avrà l'obbligo di prescrivere solo ed esclusivamente farmaci ad uso veterinario; il proprietario dovrà essere in possesso del proprio codice fiscale e del numero di microchip dell'animale per cui si richiede la prescrizione veterinaria, questo farà si che l'obbligo di iscrizione all'anagrafe canina da parte dei proprietari di cani, verrà effettivamente resa obbligatoria, nonostante la legge esista dal 1991 (L.281/1991, L.R. 34/1997, DGR 621/2016).

Non potranno essere inviate prescrizioni per e-mail né al proprietario, né al farmacista. Il veterinario ha la facoltà di cessione del farmaco in base alle disponibilità di magazzino, per la compilazione della ricetta ci vorrà più tempo, almeno la prima volta, poi i dati daranno inseriti nel sistema informativo e sarà più semplice risalirvi. La ricetta elettronica veterinaria non si stampa, ma è disponibile online e rintracciabile tramite il numero identificativo ed il codice PIN, che cambia da ricetta a ricetta, garantendo l'opportuna privacy nell'accesso alle ricette.

La REV sostituisce la forma cartacea di alcune tipologie di ricette veterinarie:

1) ricetta Rossa in triplice copia

2) ricetta Bianca NON ripetibile

3) ricetta Bianca ripetibile

4) prescrizione veterinaria di mangimi medicati o prodotti intermedi.

Con la ricetta elettronica veterinaria il medico veterinario potrà prescrivere in un'unica ricetta medicinali ripetibili e non ripetibili, sarà il sistema a gestire l'eventuale ripetibilità della vendita del medicinale. A seconda della finalità della prescrizione il sistema varia le informazioni visualizzate e richieste per l'emissione della ricetta.

Ecco le finalità per cui può essere utilizzata:

  • Ricetta per alimentazione della Scorta Propria (scorta del Medico Veterinario);
  • Ricetta per alimentazione della Scorta Impianto zootecnico (aziende zootecniche);
  • Ricetta per alimentazione della Scorta Impianto non zootecnico (ad esempio strutture veterinarie, ambulatori, ecc.);
  • Ricetta per Prescrizione Veterinaria per animali DPA;
  • Ricetta per Prescrizione Veterinaria per animali DPA destinati ad autoconsumo
  • Ricetta per Prescrizione Veterinaria per PET ed equidi NDPA.

QUANDO NON SI APPLICA LA REV - La ricetta elettronica veterinaria non si applica ai medicinali autorizzati ad essere immessi in commercio sul mercato italiano contenenti sostanze stupefacenti e psicotropie, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica del 9 ottobre 1990, n. 309. Per tale topologia di medicinali viene mantenuta la prescrizione cartacea da parte del medico veterinario.

LE FASI PER ACQUISTARE I FARMACI:

- Il veterinario emette la REV

- L'intestatario della ricetta fornisce al farmacista i dati di identificazione della ricetta

- Tramite il numero della ricetta ed il PIN il farmacista può richiamare la REV on line dal sistema informativo del Ministero della Salute

- Il farmacista può dispensare il medicinale

 

 

Per maggiori informazioni circa la normativa di riferimento, clicca qui.

Per informazioni più dettagliate sulla REV, clicca qui.

 

Fonte foto principale: Google

 

L'incredibile fiuto dei cani è stato utilizzato per aiutare gli archeologi a scoprire delle tombe dell'età del ferro a Velebit, in Croazia.

I cani sono riusciti a scovare le ossa umane contenute in delle casse funerarie risalenti a circa tremila anni fa. Come spiega The Guardian, gli animali potrebbero essere utilizzati in archeologia per identificare i siti archeologici soprattutto in aree dove i metodi tradizionali potrebbero risultare distruttivi, oppure in situazioni in cui queste tecniche potrebbero non funzionare.

Come afferma Vedrana Glavaš, professoressa associata in archeologia all'Università di Zara, in Croazia, e autrice dello studio sull'uso dei cani in archeologia, pubblicato sul Journal of Archeological Method and Theory, il naso del cane non commette errori, e così ha contattato Andrea Pintar, un addestratore che lavora con i cani utilizzati nelle indagini penali. Sulle colline croate sono stati portati pastori tedeschi e malinois.

La Glavaš ritiene che i cani possano essere molto utili all'archeologia e agli archeologi alla ricerca di insediamenti antichi. 

 

Fotografia: Zlatko Bala  / Dipartimento di Archeologia / Università di Zara

Nonostante l'accesso ai cani si sia ampliato, ancora in molti luoghi i nostri amici a 4 zampe non possono entrare: musei, parchi naturalistici, gallerie d'arte ecc...

A Viterbo, invece, l'Orto botanico Angelo Rambelli ha permesso l'entrata a cani e padroni, nel rispetto delle principali regole di educazione.

Lo scorso anno è stata organizzata anche una passeggiata a 6 zampe all'interno dell'orto botanico, una visita guidata il cui ricavato è stato donato alle cure e al mantenimento dei cani randagi. 

L'Orto Botanico 'Angelo Rambelli' è una struttura dell'Università degli Studi della Tuscia preposta alla didattica universitaria, alla ricerca, alla conservazione ex situ/in situ, alla divulgazione e riveste un ruolo fondamentale nella diffusione delle conoscenze scientifiche.

Ogni anno si organizzano corsi tematici, manifestazioni e mostre volte a divulgare una conoscenza di base del mondo vegetale che ci circonda, l'ultimo è il corso teorico-pratico per il riconoscimento dei funghi (clicca qui per maggiori informazioni).  

L'Orto è stato ufficialmente inaugurato alla presenza del Ministro per l’Università e la Ricerca Scientifica e Tecnologica il 24 marzo 1991.

L'Orto botanico sorge a circa 300 metri s.l.m. vicino la sorgente termale del Bulicame, e si estende su una superficie di circa 6ha a ovest di Viterbo. All'interno dell'Orto si possono ammirare, oltre ad un'enorme varietà di piante e fiori, anche quattro opere che diversi artisti hanno donato all'Ateneo: 

Orto-I di Francesco Narduzzi è un’iscrizione incisa su pietra al bordo di uno specchio d’acqua dell’Orto Botanico

Chirone di Patrick Alò è un grande centauro in ferro creato con un’operazione artistica che vede il recupero di materiale industriale dismesso in contrasto con il soggetto della scultura che rimanda invece all'antichità classica.

Formica 2070 di Stefano Di Maulo è una grande formica incisa su pietra.

L’onda opera dell’artista marchigiano Attilio Pierelli, proveniente dal suo Museo di sculture iperspaziali a Bomarzo, è qui per espresso desiderio dell’artista (scomparso nel 2013) dal 2012. Nata per stare all’aperto, la scultura in acciaio inox finemente lucidato, è costituita da fogli di lamine specchianti variamente piegate a formare superfici ondulate da cui si genera un campo di riflessi deformanti in continua mutazione, a seconda dei punti di vista e delle condizioni ambientali, che coinvolgono lo spettatore restituendolo ad uno spazio dell’immagine, irreale, estetico.

L’Orto Botanico ospita alcune collezioni vegetali, aggregate per criteri tassonomici o fitogeografici e alcune ricostruzioni ambientali, compatibili con le caratteristiche climatico-pedologiche dell’area, caratterizzata da forti escursioni termiche annuali (min -10°C max 40°C) e da un suolo di natura fortemente calcarea. Troviamo vari alboreti, tre tipi di giardini differenti, una zona denominata Deserto, il roseto, il palmeto, diverse collezioni floreali, la macchia mediterranea, la serra tropicale (che ospita orchidee, banani, mimose sensitive, diverse specie di passiflore ecc.), e diversi tipi di percorsi (piante a rischio, piante allergeniche, piante utili ecc.).

Interessante anche il sistema delle acque che dà vita a laghetti e ruscelli che percorrono l'intera struttura e con i loro suoni trasportano il visitatore in un mondo incantato, un vero paradiso.

L'accesso ai cani è consentito seguendo semplici regole


• I cani devono essere sotto controllo, non rappresentare pericolo per sé o per altri.
• I cani dovranno essere condotti al guinzaglio 
• Non è idoneo portare cani particolarmente aggressivi nei confronti di persone e altri cani.
• Il proprietario è tenuto a raccogliere le deiezioni.

     

L'orto botanico rispetta i seguenti ORARI:

Dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle 13:00

Dal 1 aprile 2019 al 16 giugno 2019 aperto anche la domenica dalle 15:00 alle 19:00

Festivi CHIUSO tranne: 1 maggio, 2 giugno, 25-26 maggio

INGRESSO:

Intero - 5€

Ridotto - 3€

Gratuito per bambini fino a 6 anni, studenti dell'Università degli Studi della Tuscia, diversamente abili con accompagnatore 

VISITE GUIDATE:

Disponibilità di visite guidate per un minimo di 10 persone € 7,00 (previa prenotazione). Per gruppi di minimo 20 persone € 6.00 (previa prenotazione).
Scolaresche € 3,50 (previa prenotazione).
Disponibilità di visite guidate previa prenotazione, anche all’Erbario - tel +39 0761 357244

Per scaricare il pieghevole con le informazioni principali clicca qui

 

Strada Bullicame s.n.c., 01100 Viterbo
Tel. +39 0761357028  +39 0761357020 
Fax +39 0761357028
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Web: http://www.ortobotanico.unitus.ithttp://www.http://www.erbario.unitus.it

   

Il naso del nostro cane ha cambiato colore, come mai? La decolorazione (o depigmentazione) del tartufo del cane si nota quando c'è un cambiamento di tonalità o intensità del colore. L'area che era nera o marrone, diventa più chiara, fino ad arrivare al rosa della nostra pelle. 

Potremmo assistere ad una decolorazione dell'intero tartufo o osservare delle piccole macchie di colore diverso, ma da cosa dipende?

Ci sono molti fattori che possono causare la depigmentazione del naso del cane, alcuni sono interni al cane, altri esterni. Poi esiste la depigmentazione naturale, questa possiamo osservarla in alcune razze, per cui la colorazione più chiara del tartufo è una caratteristica dalla nascita. Possiedono un tartufo molto chiaro i cani albini.

FATTORI ESTERNI

- Mancanza di luce solare o eccessiva esposizione al sole.

Molti cani subiscono la decolorazione del naso a causa del freddo, alla base di questa depigmentazione c'è l'assenza di luce solare che impedisce la naturale pigmentazione della pelle, anche nel cane, i raggi del sole favoriscono la produzione di melatonina. I cani che vivono molto all'aria aperta e sono eccessivamente esposti alla luce solare possono soffrire di scottature, eritemi e depigmentazione della pelle. Questo tipo di decolorazione non è pericolosa, ma occorre stare attenti all'eccessiva esposizione al sole.

- Età del cane

I cani molto anziani potrebbero subire la depigmentazione del tartufo a causa della loro longevità, tenderanno ad avere un tartufo rosa.

- Traumi o infortunio

Nel caso in cui il cane abbia subito traumi o incidenti riguardanti il naso, questo si presenterà depigmentato nel punto dell'eventuale ferita, se la cicatrice non è profonda, la depigmentazione sarà temporanea e il tartufo tornerà scuro a guarigione completata.

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FATTORI INTERNI 

Svariate sono le cause interne all'organismo che portano alla depigmentazione del tartufo: carenze alimentari, come la mancanza di vitamina B complessa oppure malattie o disordini autoimmuni come la vitiligine o il lupus e tante altre.

  • Vitiligine - Le cause di questa malattia sono varie, potrebbe dipendere dalla sindrome uveodermatologica o da altri fattori. Si manifesta con la decolorazione di tartufo, labbra o palpebre del cane. Il colore rosa è in contrasto con il colore nero o marrone di queste parti del corpo. 
  • Sindrome uveodermatologica - E' un disturbo autoimmune che causa la depigmentazione del naso, delle labbra e delle palpebre, oltre ad'infiammazione agli occhi. Compaiono lesioni e croste nella zona perianale, vulva, scroto e cuscinetti. La diagnosi della malattia è effettuata tramite biopsia cutanea, emogramma, analisi di sangue e urina o test di anticorpi anti-nucleo.
  • Lupus - Anche questa è una malattia autoimmune, i sintomi sono vari: decolorazione del naso, ulcere in bocca, febbre, difficoltà del camminare. Il Lupus può dar vita a sindromi quali: anemia emolitica, alterazioni cutanee, poliartrite. La diagnosi viene effettuata con test di anticorpi anti-nucleo.
  • Cancro alla pelle - Il più comune, caratterizzato dalla depigmentazione del naso del cane, è il linfoma epiteliotropo. Questo linfoma causa anche micosi fungoide, noduli, perdita di pelo localizzato, ulcere o desquamazione a seconda dello stadio in cui si trova la malattia. La diagnosi deve essere effettuata solo dal veterinario che, a seconda dello stadio della malattia, deciderà anche il tipo di trattamento da effettuare.
  • Naso Dudley - E' un'anomalia genetica, tipica di alcune razze, il cui sintomo principale è la depigmentazione del naso. Non costituisce un rischio per la salute del cane. Solitamente il naso scolorisce gradualmente fino a diventare rosa. Occorre far attenzione all'esposizione al sole per evitare che il naso si scotti.

Un'altra causa interna è data dalle allergie: spesso i materiali con cui vengono prodotte ciotole o prodotti per cani possono provocare allergie e, conseguentemente, la decolorazione del tartufo.

COME PREVENIRE LA DEPIGMENTAZIONE DEL TARTUFO

Visto che una delle cause principali della depigmentazione è la carenza di vitamine B, una dieta bilanciata è uno dei rimedi che si possono adottare per prevenire questa decolorazione. Una dieta equilibrata e adatta al proprio cane è la migliore scelta che possiamo fare.

La protezione dai raggi solari è un'altra accortezza che possiamo mettere in atto, oltre alle visite dal veterinario di fiducia che potrà diagnosticare eventuali malattie che sono la causa della depigmentazione del tartufo.

Le informazioni contenute nell'articolo non devono sostituire il rapporto medico-paziente, si raccomanda di chiedere il parere del medico veterinario prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata.

Fonte foto: Animalpedia

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