Marzo 01, 2024
Eleonora Giorgi

Eleonora Giorgi

Addestratore Cinofilo Riconosciuto ENCI e FISC

Conduttrice IGP

Mi occupo nello specifico di Educazione Base, Guida alla scelta del Cucciolo, Maintrailing, Puppy Class e Preparazione per i Brevetti

Per tutte le info sul mio percorso e potermi contattare clicca sul link seguente

Con il Covid ed il lungo periodo di lockdown, passiamo sempre più tempo con i nostri amici a quattro zampe. Ti è mai capitato di non vederlo mangiare con gusto? Passi ore ed ore a preparare la pappa perfetta senza ottenere risultati? La dieta BARF è sicuramente la scelta più sana, ma spesso richiede un notevole dispendio di tempo e di denaro. Zoodirect, una novità nel mercato del pet food in Italia, viene incontro a queste problematiche in maniera semplice ed economica, attraverso il rivoluzionario brevetto semi-umido di Natyka.

CHI É ZOODIRECT?

Zoodirect, brand di pet food per cane e gatto, nasce con l’obiettivo di elevare la qualità di cibo attraverso ricette super premium. Dal 1995, i team di esperti lavorano affinché i nostri amici a quattro zampe possano beneficiare di una dieta sana ed equilibrata. Come? Scegliendo le migliori materie prime e utilizzando le proteine animali come ingrediente principale.

Il brand, già esistente nel panorama Europeo da diversi anni, sbarca ora in Italia per la prima volta e propone quattro marchi: Natura Wild e Wolf’s Mountain solo per cani e Natyka e Bon Appetit per cani e gatti. Tutti e quattro sono prodotti con carni allevate in Europa, ma i primi due sono interamente grain free e gluten free. I secondi contengono come unico cereale il riso, noto per essere altamente digeribile. Insomma, l’insieme di queste caratteristiche rende i prodotti Zoodirect una scelta responsabile per la salute dei nostri animali.

Un’altra importante differenza tra Zoodirect e altri dei maggiori produttori di petfood è l’interruzione della catena di distribuzione. Ciò permette, in primo luogo, di abbattere i tempi di spedizione. In secondo luogo, di mantenere tutta la loro freschezza poiché dal magazzino in Lussemburgo, i prodotti arrivano direttamente a casa del consumatore in soli tre giorni lavorativi, evitando le fasi di stoccaggio intermedio. Ecco spiegato perchè il nome ZooDirect

Il nuovo brand sembra quindi avere tutte le carte in regola per potersi affermare nel mercato italiano, dove è pronto a diffondere i suoi forti valori di qualità, passione e sostenibilità. Ma non è ancora finita, Zoodirect è anche pronto a stupire tutti con una rivoluzionaria ricetta che sarà in grado di sostituire la tanto amata - ma dispendiosa - dieta BARF: la crocchetta semi-umida di Natyka.

ZOODIRECT PRESENTA NATYKA, LA NUOVA BARF IN UN’UNICA CROCCHETTA

 

Natyka è il futuro: il giusto compromesso tra le crocchette secche e il cibo umido, la cui produzione risulta piuttosto costosa. Le crocchette semi-umide Natyka, infatti, contengono una percentuale di umidità due volte più alta rispetto agli altri marchi, pari al 18%. La maggiore umidità delle crocchette facilita la digestione dei pasti, rendendo il momento della pappa più piacevole. Inoltre, sono rese davvero appetibili anche grazie all’alto contenuto di carne. Più precisamente, sono composte dall’85-90% di carne, il cui 60% è composto da carne fresca destinata al consumo umano.

La qualità del prodotto è inoltre certificata secondo i rigidi standard della normativa europea in materia di pet food. Zoodirect, infatti, utilizza solamente materie prime di provenienza UE, in particolare carni adatte al consumo umano classificate A per la fediaf e ricette made in France. Anche gli stabilimenti sono selezionati con il massimo rigore, rispondendo a specifiche rigorose che garantiscono la qualità dell’intero processo produttivo. 

 LA GAMMA NATYKA

I prodotti Natyka per cani sono sviluppati in tre linee: 

  1. Gourmet: offre la versione monoproteica a base di pollo, anche per cani di piccola taglia, a base di pollo e tacchino per cuccioli, oppure agnello e salmone;
  2. Optimal: prossimamente disponibile, è studiata per gli animali che hanno specifiche esigenze, come problemi digestivi, di sovrappeso, dermatologici o per cani sterilizzati;
  3. Delizie naturali: comprende snack e prelibatezze super naturali ideati per mantenere il cane in buona salute fisica e mentale.

Per i nostri amici gatti, invece, Zoodirect ha sviluppato Natyka Concept: crocchette secche con percentuali di carne (salmone e pollo) che arrivano fino al 70%. Le troviamo in quattro tipologie: 

  1. Sterilized: per gatti sterilizzati;
  2. Delicate: per i gatti dalla digestione delicata;
  3. Skin&Coat: per un pelo lucente;
  4. Urinary: per gatti che soffrono di problemi urinari.

PERCHÉ SCEGLIERE NATYKA: LA  BONTÁ DELLA BARF SENZA COMPLICAZIONI

Riassumendo, Natyka è il prodotto ideale per chi ama la dieta BARF, ma senza complicazioni. Infatti, rispetto a quella usuale, che se non studiata con attenzione necessita di ricorrere ad integratori alimentari, Natyka è in grado di fornire lo stesso apporto nutrizionale equilibrato e completo, ma aggiungendo la semplicità di versare le crocchette nella ciotola. 

Oltre al fattore “comodità”, Natyka - che ha già riscosso grande successo in 25 Paesi in tutto il mondo -  funziona bene anche grazie al lungo processo di estrusione. Vale a dire che le materie prime non sono pressate a freddo e ciò consente di conservare al meglio le proprietà nutritive degli alimenti, rendendoli davvero unici ed insostituibili nell’alimentazione dei nostri amici a quattro zampe. 

In altre parole, Natyka significa bontà, qualità, sicurezza e praticità in un’unica soluzione. Impossibile farne a meno!

Vuoi saperne di più? Segui Zoodirect sulle pagine social Instagram e Facebook e scopri l’incredibile offerta lancio solo per questo mese!

Animali e riciclo. Prosegue fino a fine maggio la raccolta solidale "Pet Carpet: un riciclo da Oscar" ideata da Pet Carpet Film Festival. Un progetto di raccolta solidale di cucce, giochi, farmaci e ciotole di seconda mano organizzato nei centri commerciali di Porta di Roma, La Romanina, Tor Vergata.

Lovbau, ha realizzato una donazione di piatti pronti 100% naturali all'associazione Earth presso Code Felici, uno dei canili coinvolti.

Sono tanti i gesti di generosità che l'iniziativa "Pet Carpet: un riciclo da Oscar" organizzata da Pet Carpet Film Festival, la rassegna cinematografica dedicata al mondo animale ideata dalla giornalista Federica Rinaudo, sta ricevendo dai cittadini di Roma.


C'è tempo fino al 31 maggio per continuare a donare cucce, giochi e ciotole non più utilizzati che invece di restare in qualche angolo della casa potranno essere rimessi in circolo. Come fare? Basterà recarsi presso uno dei centri commerciali che hanno aderito all’iniziativa solidale: Porta di Roma, La Romanina, Tor Vergata, e lasciare gli oggetti nei contenitori allestiti per l’occasione. “Pet Carpet: un riciclo da Oscar”, ha come scopo è quello di permettere ai possessori di cani e gatti di rimettere in circolo cucce, giochi, collari, ciotole, pettorine, farmaci, innescando un sistema di economia circolare sostenibile.


Una mission solidale resa possibile grazie ad un efficace lavoro di squadra:  gli accessori saranno, infatti, raccolti dai volontari delle associazioni City Angels, la realtà operativa di strada fondata nel 1994 da Mario Furlan, e da quelli della Earth, onlus per la tutela giuridica della natura e dei diritti degli animali, e consegnati ai rifugi o ai senza fissa dimora che in questo momento storico difficile hanno una maggiore necessità.


L’operazione solidale è stata arricchita, lato petfood, anche dal contributo di LovBau; una giovane realtà fondata da Luigi Bizzarri che, in prima persona, si è recato con i  volontari di Earth  presso “Code Felici”, uno dei canili ai quali è stato donato cibo. Luigi, già volontario in realtà locali per l'assistenza ai cani meno fortunati, ha voluto così dare il suo contributo offrendo questi piatti 100% naturali realizzati con eccellenti materie prime.
Testimonial della campagna due grandi amanti degli animali: lattrice Simona Borioni, insieme al suo Icy, e la cantante ed influencer Giulia Penna, con le sue Viola e Coffee, pronte a lanciare sui social dei video messaggi per invitare tutti ad aderire anche donando cibo, perché una mano nella zampa può fare molto. 

 

Eleonora Tosco, addetto stampa Lovbau

In Alto Adige con la ripresa della scuola si vuole far partire un esperimento che avrà come protagonisti i cani molecolari.

L'esperimento consiste nel far odorare le mascherine degli studenti, per ora dell'istituto per geometri in lingua tedesca "Peter Anich", alla ricerca della presenza di Covid. Le mascherine verranno inserite in dei contenitori, i cani le annuseranno e indicheranno quelli con la presenza del virus Covid-19. Una volta segnalato, il proprietario della mascherina potrà sottoporsi al test volontario antigenico o molecolare. 

Per adesso è solo un esperimento, e comunque il lavoro delle unità cinofile non potrà mai sostituire il test molecolare PCR, sarà solamente un contributo che verrà aggiunto ai test che vengono già effettuati.

In tutto l'Alto Adige sono stati addestrati diciotto cani, il programma addestrativo è iniziato nell'ottobre 2020 grazie all'Assistance Dog Academy di Appiano (Bolzano).

Di seguito le interviste effettuate dall'Ansa al Direttore Generale dell'Asl, Florian Zerzer, all'addestratore Christian Romen e all'assessore alla salute di Bolzano, Thomas Widmann.

 

 

Per chi fosse interessato all'attività dei cani molecolari, consiglio questi libri:

 

 

COLLARE ELISABETTIANO O ELISABETTA PER CANI: COSA E' 

Il collare elisabettiano è un presidio medico utilizzato per far impedire a cani e gatti di leccarsi le ferite, togliere le medicazioni o i punti di sutura. La forma a tronco di cono e di dimensioni non proporzionate alla testa del cane fanno si che all'animale si impedita qualsiasi manovra che avvicini la bocca al punto da proteggere.

Questo collare prende il nome dalla regina Elisabetta I d'Inghilterra che era solita indossare abiti con delle gorgiere molto ampie.

COME SI METTE IL COLLARE ELISABETTIANO 

Esistono moltissimi tipi di collare elisabettiano, il più economico e comune è quello di plastica dura con una serie di asole che viene fissato al collare fisso. Esistono poi versioni di tessuto rigido, gonfiabili o propilene che vengono posti intorno al collo del cane come fossero un normale collare.

QUANTI TIPI DI COLLARE ELISABETTIANO ESISTONO?

Come detto in precedenza, oggi esistono moltissimi tipi di collare elisabettiano, il più economico è il classico collare di plastica con fascette, che verrà messo intorno al collo del cane e poi fissato tramite delle fascette al collare fisso in base alle dimensioni del collo dell'animale (non deve essere sfilato, ma nemmeno troppo stretto). Questo collare, pur essendo il più semplice ed economico, è quello più scomodo perchè non si piega facilmente e difficilmente il cane può dormire o rilassarsi.

Sempre di plastica, ma più costoso poiché presenta una chiusura a strappo, di più facile uso, il collare di plastica con bordi morbidi. Questo tipo di collare, ed il precedente, sono molto ingombranti e rendono il cane più ansioso poiché l'animale non riesce ad avere un'ampia visibilità, oltre a risultare "strano" per i cani che incontrerà che potrebbero impaurirsi e aggredire l'animale in convalescenza.

 Il collare elisabettiano morbido è più confortevole per il cane costretto ad indossarlo, con questo collare, anche idrorepellente, il cane potrà dormire sonni tranquilli dal momento che si adatta ad ogni movimento.

In commercio possiamo trovare il collare elisabettiano gonfiabile, questo è sicuramente meno ingombrante dei precedenti ed è migliore per chi lo indossa poichè non impedisce la visibilità laterale, oltre ad essere più facile da posizionare.

  

Mentre il collare elisabettiano di stoffa è quello meno fastidioso, ma che potrebbe essere sfilato o rovinato più facilmente, soprattutto dai gatti.

In commercio ci sono tantissimi tipi di collare elisabettiano, nell'articolo abbiamo citato i più utilizzati, ma possiamo trovare modelli diversi anche per colore e forme. Dobbiamo solamente cercare quello più adatto al nostro cane facendoci aiutare anche dal nostro veterinario di fiducia.

COME FAR ACCETTARE IL COLLARE ELISABETTIANO AL CANE

Data la sua mole e il fastidio che provoca all'animale, il collare elisabettiano non è amato da cani e gatti. Se fatto indossare nel modo giusto, l'animale si abituerà presto a questo ingombro. Sicuramente passerà le prime ora a tentare di toglierlo, potrà abbaiare o sbattere contro mobili e muri, ma alla fine lo accetterà senza problemi. 

La pazienza è la virtù che deve essere presente nel padrone di un cane che deve indossare il collare elisabettiano, spesso si educa il cane fin da cucciolo alla conoscenza e l'uso di questo presidio medico, così da poterlo far accettare più facilmente nel caso se ne abbia bisogno. 

Può venirci in aiuto il cibo, magari facendo associare il collare al cibo.

Ieri, 3 aprile, l'Istituto Superiore della Sanità ha fatto sapere, attraverso Umberto Agrimi. direttore del Dipartimento sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria, che gli animali da compagnia non diffondono il Coronavirus, queste le parole del direttore Agrimi: "Non esiste alcuna evidenza che gli animali domestici giochino un ruolo nella diffusione di SARS-CoV-2 che riconosce, invece, nel contagio interumano la via principale di trasmissione. Tuttavia, poiché la sorveglianza veterinaria e gli studi sperimentali suggeriscono che gli animali domestici siano, occasionalmente, suscettibili a SARS-CoV-2, è importante proteggere gli animali di pazienti affetti da COVID-19, limitando la loro esposizione".

Anzi, gli studi che stanno portando avanti hanno evidenziato come gli animali domestici siano suscettibili al virus e possono essere contagiati dall'uomo. Sempre nel documento redatto per l'ISS si legge come "su 800 mila casi confermati nel mondo di COVID-19 nell’uomo, sono solamente 4 i casi documentati di positività da SARS-CoV-2 negli animali da compagnia: due cani e un gatto ad Hong Kong e un gatto in Belgio. In tutti i casi, all'origine dell'infezione negli animali vi sarebbe la malattia dei loro proprietari, tutti affetti da COVID-19".

I dati a disposizione non sono tantissimi, ma suggeriscono che l'esposizione degli animali a SARS-CoV-2 possa dare luogo ad infezioni asintomatiche oppure alla manifestazione della malattia

Nei due cani e nel gatto di Hong Kong l'infezione si è evoluta in forma asintomatica, mentre nel gatto del Belgio si è sviluppata con sintomi che hanno portato vomito, anoressia, difficoltà respiratorie, dissenteria e tosse. Il gatto è migliorato spontaneamente dopo nove giorni dal presentarsi della malattia.

Agrimi sottolinea come "in tutti e 4 i casi descritti, gli accertamenti diagnostici sono stati condotti mediante tecniche molecolari e, al momento, non sono disponibili dati di isolamento virale, utili a definire con maggiore certezza lo stato di infezione".

L'ISS ribadisce come non esista nessuna evidenza scientifica che possa affermare che cani e gatti diffondano il virus, ma che in quei quattro casi sono stati vittime incolpevoli. Proprio la possibilità che gli animali domestici possano contrarre l'infezione pone domande sulla loro gestione qualora il proprietario sia affetto da COVID-19. Per ora le raccomandazioni sono quelle di adottare comportamenti che riducano al minimo l'esposizione degli animali al contagio, evitando contatti con il paziente.

Queste informazioni sono divulgate dall'Istituto Superiore di Sanità, ma sono relative alle conoscenze che sia hanno fino ad oggi sul virus SARS-CoV-2, quindi sono in rapida evoluzione. 

 

Per leggere il documento completo clicca qui 

Da dicembre del 2019 è operativa l'ambulanza veterinaria inaugurata dalla Lav.

L'ambulanza è stata messa a disposizione grazie alla raccolta fondi "L'arrivo dell'ambulanza dipende da te", partita a giungo del 2019 in collaborazione don Responsabilità Sociale RAI, e grazie alle donazioni.

L'ambulanza è pronta per prestare soccorso in tutta Italia in situazioni di calamità naturali e per verrà destinata a progetti per la prevenzione del randagismo di cani e gatti al sud. L'ambulatorio mobile, allestito con tutte le strumentazioni necessarie, sarà di supporto alle attività inerenti la sterilizzazione e microchippatura nei luoghi distanti dai presidi veterinari. 

Clicca qui per leggere il comunicato stampa.

 

Fonte foto: www.lav.it

"Un cucciolo a sorpresa" è un romanzo leggero, che si legge davvero in pochissimo tempo, io ci ho messo due mezze giornate! Racconta la storia di Betty Kowalski, un'anziana signora che vive in un quartiere ormai allo sfacelo. Betty non riconosce più nulla della bellissima via in cui viveva con il marito ed i figli, in cui i vicini si conoscevano tutti ed erano sempre pronti a darsi una mano. Oggi non è più così, molte persone hanno cambiato casa, altre sono arrivate, ma non hanno intenzione di instaurare rapporti di buon vicinato, proprio come Jack Jones, il suo nuovo vicino. Proprio con l'arrivo di questo misterioso uomo e dei problemi che porterà con sé, Betty rischia una crisi di nervi ed è pronta ad abbandonare tutto, quando alla sua porta arrivano due bellissime sorprese!

Per evitare di spoilerare il racconto, mi fermo qui, ma mi sento di consigliare questo libro di facile lettura. Il linguaggio utilizzato è molto semplice, la traduzione sembra fatta bene, non ci sono troppi refusi ad infastidire il lettore. Non stiamo parlando di un romanzo ricco di significati, ma molti pensieri di Betty, oltre ai sermoni del parroco del quartiere, possono far pensare. L'autrice punta molto sugli insegnamenti di Dio per far uscire la protagonista dai guai in cui si ritrova, molte dei dialoghi introspettivi di Betty riguardano proprio la parola del Signore e le parole del parroco durante i sermoni. Con l'aiuto di Dio, secondo la protagonista, tutto si può risolvere, basta avere fede. 

L'autrice ci racconta una bella storia ambientata in uno scenario pre-natalizio, una storia da leggere!

 

Melody Carlson è una scrittrice americana con all'attivo più di duecento romanzi e 6 milioni di copie vendute. Nata nel 1956 a San Francisco, in California. Cresciuta a Springfield, in Oregon, attualmente risiede a Sisters.

La Carlson ha scritto moltissimi libri e si è messa alla prova con i più svariati generi, dai libri per bambini, ai romanzi rosa, passando per la saggistica ed i libri destinati ad un pubblico adolescente (gli argomenti includono sessualità, abuso di droghe e alcol, suicidio, disturbi alimentari e amicizie). Tra i suoi libri più famosi ricordiamo la serie "TrueColors" dedicata agli adolescenti. Per la Newton Compton editori, oltre al libro "Un cucciolo a sorpresa", ha pubblicato "Il gatto che arrivò il giorno di Natale".

Il periodo che mi ha fatto pensare è stato: "Ti ricordi cosa mi consigliavi quando ero una ragazzina e mi arrabbiavo e ti dicevo che volevo ammazzare qualcuno? [...] Perchè non li ammazzi con la gentilezza, Susan?". (p.45)

 

Se questo sito vi piace e volete darmi una mano nell'aggiornamento costante, acquistate i libri dal link qui sotto! Grazie.

  

Rubare cani non è reato

Dicembre 21, 2019

La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza della corte d'Appello di Brescia di maggio 2018, eliminando le condanne agli animalisti che, nell'aprile del 2012, avevano sottratto 67 cani di razza beagle dall'allevamento "Green Hill" di Montichiari (Brescia).

Il furto non è stato equiparato a quello in abitazione, il gesto degli attivisti non ha portato un vantaggio, ma è stato compiuto per salvare gli animali dai maltrattamenti. Come affermano i giudici "Se l'utilità perseguita dall'autore del furto deve essere connessa alla cosa oggetto dell'impossessamento e non all'azione in sé, non è comprensibile quale sia se si esclude vi possa essere un dolo nel liberare gli animali che sono stati sottoposti a maltrattamenti".

Il furto dei beagle da parte degli attivisti non è stato messo in atto per impossessarsi degli animali, ma per liberarli da una situazione di detenzione e maltrattamento.

Ora sarà la corte d'Appello a dover prendere una nuova decisione in merito ai fatti dell'aprile 2012 e riformulare la sentenza per i tredici attivisti.

 

Fonte: https://www.lastampa.it/

Oggi vorrei parlare del trasportino pieghevole di Decathlon

Ho acquistato questo prodotto più di tre anni fa, perché i trasportini rigidi in commercio non entravano nella mia utilitaria, inoltre avevo bisogno di spostare di frequente il trasportino da un'automobile all'altra e con quello rigido era un problema. 

Ho trovato il trasportino morbido di Decathlon per caso, non sapevo che nel negozio degli sportivi avrei potuto trovare tanti accessori anche per i nostri cani. 

Dopo tre anni di uso continuativo di questo prodotto ho pensato di scrivere una recensione, spero utile, per essere di aiuto a tutti coloro avessero dei dubbi su questo prodotto. 

Due premesse sono d'obbligo: la prima, non comprate un trasportino (neanche rigido), se il cane non è abituato a starci dentro, questo, soprattutto, potrebbe essere distrutto a morsi o ad unghiate, nonostante sia molto resistente, è comunque di tessuto.

La seconda, considerate che io ho utilizzato il trasportino morbido con un dobermann, ed ancora è intatto, quindi potete prendere più che sul serio tutto ciò che scrivo, i dobermann sono distruttori seriali!

Questo tipo di trasportino è stato, per me, una vera manna dal cielo, fino ad oggi non sono riuscita a trovargli un solo difetto, per l'uso che ne devo fare io, che pratico sport con il mio cane, è eccellente. Inoltre, posso portarlo anche all'interno delle camere di albergo quando vado in vacanza, così la mia cagnolina si sente al sicuro anche in posti sconosciuti e sa dove andare per rilassarsi. 

La facilità di apertura e chiusura e il poco ingombro ne fanno un alleato perfetto per chi si sposta frequentemente con il proprio cane, o per chi cambia automobile spesso. La doppia porta offre la possibilità di adattare il trasportino secondo i propri bisogni.

La resistenza del tessuto è superlativa, e chi ha un dobermann sa quanto questo sia il massimo da trovare in un accessorio per il proprio cane. 

DESCRIZIONE DEL TRASPORTINO DI DECATHLON - Il trasportino morbido di Decathlon è leggero e facilmente trasportabile, si apre e chiude velocemente e con facilità grazie al manicotto presente nella parte alta della struttura in metallo.

Il trasportino è composto da due parti, quella in metallo e quella in tessuto, è facilmente sfoderabile e può essere lavato, ma a mano. Asciuga in fretta. Non si deve usare la candeggina per il lavaggio, né inserirlo nell'asciugatrice o lavarlo a secco. Non deve essere stirato. Queste sono le principali accortezze per prendersi cura del trasportino e farlo durare per molto tempo. Considerate che il negozio offre la garanzia per due anni.

Il trasportino può essere adattato ad ogni luogo poiché ha due porte con cerniera, una sul lato corto ed una sul lato lungo, quindi potremo posizionarlo ovunque vogliamo. Sono presenti quattro finestre mesh per la ventilazione, il mio cane dopo anni di utilizzo le ha leggermente rovinate con le unghie, ma considerate che facciamo utilità e difesa come sport, quindi quando sente gli altri cani fare la sezione degli attacchi, si agita perché vorrebbe entrare in campo anche lei.  

La struttura portante è in acciaio al 95% (05.00% Polipropilene (PP)), mentre il tessuto è in poliestere 600 Denari ( il tessuto interno è 100.00% Poliammide (PA)), con due cerniere, il tessuto non è impermeabile, ma leggermente idrorepellente. 

All'interno possono essere inseriti dei materassini per rendere il fondo più morbido, ma anche senza, se posizionato in auto, non è scomodo. 

Il trasportino ha un'impugnatura che rende facile il trasporto, da chiuso, anche la misura più grande, pesa pochissimo e si può trasportare come fosse una valigetta da lavoro.

Anche in estate il trasportino garantisce una corretta ventilazione per il cane.

MISURE DEL TRASPORTINO PIEGHEVOLE - Le misure disponibili sono tre: S, M, L. Si va da un minimo di 55x38x38 (lunghezza, larghezza e altezza), ad un massimo di 90x60x60. Il peso del trasportino è di 2.49Kg per la misura piccola, 3.35Kg per la media e 4.25Kg per la misura L, indicata per cani di taglia medio grande come dobermann, pastore tedesco, golden retriever, pastore belga ecc.

 RESTRIZIONI D'USO - Dopo un'intensa attività del cane non si deve chiudere completamente. 

Il trasportino pieghevole non è omologato per i viaggi in aereo poiché non conforme con le norme IATA (International Air Transport Association) che regolano il trasporto aereo per animali da compagnia.

COME SCEGLIERE LA MISURA GIUSTA - Per poter scegliere il trasportino adatto devono essere considerati, oltre la taglia del cane, anche altri aspetti come il tempo che il cane dovrà restarci dentro, l'attività, l'età del cane, il tipo di automobile ecc. Io consiglio sempre di scegliere il trasportino della misura più grande rispetto a quella consigliata, soprattutto se il cane fa sport.

IL COSTO - Questo trasportino ha un ottimo rapporto qualità-prezzo, il costo va dai 38.99€ per la misura piccola ai 58.99€ per la misura L.

Spero che la mia esperienza con questo prodotto possa essere utile a quanti vogliano acquistarlo, l'articolo è il frutto della mia esperienza, quelle riportate sono mie opinioni ed, in quanto tali, sono opinabili!

 

Fonte foto: Decathlon.it

 

 

 

 

La mostra On Assignment, una vita selvaggia presenta per la prima volta al pubblico al Forte di Bard, in Valle d’Aosta, dal 14 dicembre 2019 al 2 giugno 2020, le immagini dei reportage realizzati dal fotografo Stefano Unterthiner nel periodo dal 2006 al 2017 su commissione del National Geographic Magazine. Una retrospettiva che vuole invitare il pubblico a scoprire il mondo della fotografia naturalistica provando a raccontare, attraverso la vita e lo sguardo di un grande fotografo, il nostro rapporto con la natura e le altre specie.

La mostra documenta, in particolare, il lavoro realizzato da Unterthiner per il celebre magazine americano, di cui è collaboratore dal 2009 (e primo italiano nella storia della fotografia moderna). Ben 77 le immagini esposte, suddivise in dieci storie che mostrano un grande ritratto del mondo animale: dalle fotografie realizzate nel remoto arcipelago di Crozet, a quelle prodotte, sulle tracce del puma, in Cile; dalle suggestive immagini sul cigno selvatico, ai drammatici scatti che documentano il declino del cinopiteco in Indonesia.

 

I dieci reportage sono:

. Crozet (2006-2007): pinguino reale e altre specie subantartiche

Una spedizione lunga cinque mesi in uno tra i luoghi più selvaggi e incontaminati del nostro pianeta.

. Giappone (2010): cigno selvatico

Un ritratto poetico di uno dei simboli della natura del grande Nord.

. India (2010): entello

Una primate venerato che lotta per sopravvivere in una delle regioni più aride dell’India.

. Cile (2011): fauna della Patagonia andina

Una spedizione sulle Ande per fotografare il più elusivo e misterioso tra i felini: il puma.

. Seychelles (2011): sterne tropicali

Un reportage che documenta alcune popolazioni di sterne che rischiano di scomparire per il cambiamento climatico.

. Indonesia (2012): varano di Komodo

Spedizione tra i ‘draghi' di Komodo in compagnia del ricercatore Claudio Ciofi.

. Italia (2013): fauna alpina

Un grande ritratto del primo Parco Nazionale italiano: il Gran Paradiso.

. Indonesia (2007 e 2015): cinopiteco

Un reportage che racconta le cause del declino di uno dei venticinque primati più minacciati di estinzione.

. Italia (2016): falco grillaio

Una città storica, Matera, e una piccola specie di rapace. Quando la convivenza tra uomo e natura diventa possibile.

. Australia (2017): varie specie di Macropodidi

Simbolo dell'Australia, oggi il canguro è oggetto della più grande caccia legale al mondo.

 

A questi dieci reportage si aggiunge un’anteprima del progetto “Una famiglia nell’Artico”, dedicato al soggiorno di un oltre un anno, che il fotografo e la sua famiglia stanno trascorrendo alle Isole Svalbard, con l’intento di documentare e comunicare il fenomeno del cambiamento climatico. Sarà inoltre presentato il documentario “Una vita selvaggia” che racconta il lavoro di campo di Stefano Unterthiner attraverso il materiale inedito girato nel corso di alcuni assignment realizzati dal fotografo e presentati in mostra.

 

«Il mestiere del fotografo naturalista non è facile – dichiara Stefano Unterthiner - può far sognare molti, ma pochi possono immaginare cosa voglia dire realmente vivere di fotografia. Qualcuno lo ha definito ‘il mestiere più bello del mondo’ ma ho imparato sulla mia pelle che questa definizione è vera solo in parte. Le immagini raccolte in questa mostra sono una piccola parte della mia produzione di questi due decenni di attività, ma credo possano ben rappresentare quello che ho fatto in questi anni. Fotografie che raccontano, soprattutto, la mia decennale avventura con il Magazine americano: quella mitica pubblicazione che per tanti anni mi aveva fatto sognare. Ricordo che, da ragazzo, non appena ricevevo l’ultimo numero andavo subito a cercare la rubrica di chiusura. Il suo titolo era On assignment e raccoglieva la testimonianza di uno dei fotografi che avevano contribuito a quel numero. La rubrica è poi scomparsa ma ho fatto in tempo ad esserci anch’io in occasione della prima storia che ho pubblicato. Appaio ritratto con indosso una cerata gialla, alle mie spalle un mare di pinguini reali. La mia vita selvaggia iniziò lì».

L’esposizione si inserisce a pieno titolo nella linea culturale che il Forte di Bard dedica all’esplorazione e alla documentazione fotografica dell’ambiente naturale attraverso artisti di livello nazionale e internazionale.

 

Il fotografo

Zoologo, fotografo naturalista e divulgatore, Stefano Unterthiner è autore di otto libri fotografici e abituale collaboratore del National Geographic. Le sue immagini sono pubblicate ed esposte in tutto il mondo e regolarmente premiate al Wildlife Photographer of the Year.

 

Volume fotografico. Edizioni Ylaios, 180 pagine

  

 

Comunicato stampa

Bard, 24 ottobre 2019

 

Foto: L’immagine in copertina, del cinopiteco ‘Troublemaker’ è stata realizzata nel 2007 lungo la costa di Tangkoko. Il nome, che letteralmente significa ‘combina guai’, gli fu dato da alcuni ricercatori per il carattere curioso e particolarmente dispettoso del giovane maschio.

 

 

 

 

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