Aprile 27, 2018

La Regina Elisabetta II d'Inghilterra ha festeggiato i suoi 90 anni ad aprile del 2016, una delle sovrane inglesi più longeve. Per l'occasione il settimanale britannico Vanity Fair, le dedicò un lungo servizio e la copertina, dove venne ritratta insieme ai suoi quattro cani di razza Welsh Corgi Pembroke, il famoso "cane della regina".

Nell'immagine la sovrana è ritratta, dalla fotografa americana Annie Leibovitz, seduta su una panchina del parco del castello insieme ad Holly (il cane in braccio), WillowVulcan e Candy (da sinistra verso destra).

Questa razza di cane non è molto conosciuta se non perchè posseduta dalla sovrana inglese, la quale vi convive fin da bambina, il primo cane le fu regalato da suo padre, Re Giorgio VI. Nel 1949 inizia un programma di allevamento il cui affisso è, ovviamente, "Windsor Corgis", con la sua prima cagnolina, Susan.

In cinquanta anni sono state quattordici le generazioni di Corgi superviosionate dalla Regina, poi le nascite si sono fermate dopo Holly e Willow.

Oltre i cani Corgi, la Regina "creò" una razza tutta sua, il Dorgi quando uno dei suoi Corgi si accoppio con il bassotto della Principessa Margaret, sua sorella.

Non tutti sanno che le razze in realtà sono due, oltre il Welsh Corgi Pembroke (cane della Regina) esiste il Welsh Corgi Cardigan.
Cani molto simili ma non uguali, entrambi hanno il muso come la volpe ed il corpo da bassotto e sono cani da pastore, le differenze sono nella coda, uno ce l'ha e nell'altro è corta (dove non vige la legge contro le amputazioni) ed i colori accettati, il Pembroke è sempre monocolore (rosso, sabbia, fulvo, nero e fuoco), mentre nel Cardigan sono ammessi tutti i colori, con o senza macchie bianche purché non sia predominante.

E' morto domenica Willow, il cane Corgi della regina Elisabetta d'Inghilterra. Il cane aveva 15 anni, era malato da tempo, con la sua morte termina una dinastia storica di cani corgi, discendente da Susan, il primo corgi della regina, regalatole al compimento dei suoi 18 anni. Questa razza ha tenuto compagnia ai reali inglesi fin dal 1933, quando il padre di Elisabetta, Giorgio VI, adottò Dookie. 

Willow apparteneva alla 14esima generazione discendente da Susan, i primi cuccioli, Sugar e Honey, nati nel 1949 hanno segnato l'inizio di una nuova dinastia reale. L'"ultimo" corgi della regina era comparso anche nel promo delle Olimpiadi del 2002, insieme a James Bond. 

Diciotto mesi fa era venuto a mancare, all'età di 13 anni, anche Holly, sempre discendente da Susan, è per questo che con la morte di Willow si pone fine ad una dinastia storica, anche se la regina Elisabetta possiede altri tre cani corgi: Vulcan, Candy e Whisper.

 

 

 

 

 

 

 

 

Un anno e 8 mesi di reclusione per il 44enne che il 18 aprile scorso aveva lanciato, dal settimo piano di una palazzina ad Ostiense, una femmina di Jack Russell, Lilly. Dopo il gesto violento, l'uomo si era scagliato contro le forze dell'ordine giunte sul posto, avvisate dai condomini. Calci, pugni, un vetro dell'auto di ordinanza rotto, e parolacce sono costate al 44enne una condanna con rito abbreviato ad un anno e 8 mesi, oltre alla custodia in carcere, come richiesto dal pm Roberta D'Agata

Purtroppo l'uomo è stato condannato solamente per la resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e danneggiamento, per il maltrattamento di animali è necessaria la denuncia del padrone della vittima, il 18enne figlio dell'uomo.

I motivi che hanno portato l'uomo a compiere un gesto così atroce sono imputabili ad una lite tra famigliari, sembrerebbe che l'uomo abbia gettato il cane dal balcone al termine di una lite con la compagna, si usa il condizionale poichè gli agenti che cercano di ricostruire la vicenda si sono trovati di fronte ad un muro di omertà, l'uomo respinge ogni accusa sulla morte di Lilly.

Per ora la vicenda si conclude con il 44enne romano in carcere, per poter rendere giustizia alla povera Jack Russell occorrerà ricevere la denuncia da parte del figlio dell'uomo arrestato.

 

Fonte: Il Mattino.it

Un uomo di 44 anni ha gettato la cagnolina del figlio, una Jack Russell, dal settimo piano di un condominio di Roma. I motivi del gesto non sono ancora chiari, le forze dell'ordine stanno investigando.

L'uomo non si è limitato a questo orribile gesto, si è anche fiondato contro i poliziotti intervenuti dopo la segnalazione al 112, ha colpito con pugni e calci gli agenti che cercavano di fermarlo dopo aver ricevuto insulti. "Tutte 'ste pagliacciate... è solo un cane" avrebbe detto l'uomo rivolto ali agenti e alle persone accorse dopo l'incidente. Il 44enne è stato fermato grazie all'utilizzo dello spray al peperoncino in dotazione dei poliziotti, ed è stato portato al commissariato di Tor Carbone, dove ha provato ad auto-lesionarsi.

Gli agenti hanno trovato in casa un altro cane, mentre la salma del Jack Russell è stata affidata agli operatori specializzati dell'Ama.

 

Fonte: Ansa

La foto non si riferisce al fatto raccontato

 

A cosa servono i baffi del cane? Voci metropolitane raccontano di cani che trovano l'equilibrio grazie ai propri baffi, ma sono solo voci. In realtà il sistema deputato all'equilibrio, come nell'uomo, si trova all'interno dell'orecchio, il cosiddetto apparato vestibolare.

I baffi del cane sono chiamati vibrisse, tutti i mammiferi, compreso l'uomo, ne hanno. Questi baffi sono anche detti peli sensoriali o tattili poichè, non servono a far stare in equilibrio l'animale, ma a fargli comprendere il mondo circostante.

Questo tipo di pelo è presente tra i cuscinetti delle zampe, sugli occhi (ciglia), sugli zigomi, sulla parte inferiore della mascella e sul tartufo, all'entrata del naso (vibrisse). Poi ci sono i peli tattili presenti nel condotto uditivo esterno (tragi) che proteggono l'orecchio da polvere e corpi estranei.

I peli tattili sono lunghi e rigidi, formati da cheratina. La radice di questi peli è situata in una zona innervata e dotata di un letto vascolare molto ricco, se viene tagliato non provoca dolore, mentre se viene strappato si, oltre ad una rilevante perdita di sangue.

I peli tattili permettono al cane di percepire la consistenza degli oggetti e la loro temperatura, di individuare le correnti d'aria e comprendere se ci sono presenze (uomini o animali) in un dato spazio, possono aiutare nell'esplorazione di un terreno. Per fare degli esempi: sarà capitato di vedere il proprio cane alle prese con un nuovo gioco, la prima cosa che avrà fatto, sarà stata quella di toccarlo con le zampe e con il muso, facendo così avrà compreso la consistenza (dura o morbida), oppure se era caldo o freddo.

Questi peli tattili non sono fondamentali per il nostro cane, ma lo aiutano nella percezione del mondo circostante, dandogli molte più informazioni. Tagliandoli, quindi, non faremo cadere il cane a terra per perdita dell'equilibrio, al massimo usufruirà di informazioni tattili ridotte, gli toglieremo la capacità di percepire molte più cose rispetto a quelle che percepiranno senza baffi.

In quanto peli hanno un ciclo di vita, circa 4-6 settimane, il pelo cresce e poi cade per far spazio al nuovo pelo. 

Ovviamente il taglio del pelo potrebbe causare disagio, fino ad arrivare ad un vero e proprio cambiamento comportamentale, in quei cani insicuri o in soggetti particolari, la perdita dell'orientamento potrebbe far diventare insicuro il cane anche all'interno del proprio ambiente domestico, ma sono casi particolari.

Per concludere, possiamo affermare che i peli tattili del cane svolgono la stessa funzione dei nostri polpastrelli.

 

Fonte foto: google

In un precedente articolo (Trasportino o kennel per cani: cosa è e come si usa) avevamo spiegato cos'è il trasportino e come far si che il nostro cane ci si avvicini ed entri senza problemi.

Il nostro amico Moreno Sartori, presidente della M&M Dog's Trainers A.S.D. ed educatore cinofilo, aveva iniziato a spiegare una delle tecniche utili per far sì che il cane potesse entrare nel kennel e rilassarsi. Il lavoro prevedeva l'eliminazione della porta e del "tetto" del trasportino, oggi oggi vedremo come far entrare il cane nel trasportino una volta messa al proprio posto la parte superiore dello stesso.

Al termine dell'articolo potrete vedere il video esplicativo.

E' molto importante ricordare che il trasportino non deve essere visto dal cane, nè dal padrone, come una punizione. Il kennel è utili per limitare la mobilità del cane in alcune situazioni, siano esse di sicurezza in caso di trasporto, oppure per far calmare il cane agitato in un determinato momento.

Una volta sistemato il trasportino con la parte superiore agganciata, dovremo cercare di invogliare il cane ad entrarci, per far questo potremo aiutarci con dei bocconcini che possono essere inseriti dentro al kennel. Potrebbe accadere che il cane non si fidi subito e non entri all'interno, ma esplori il trasportino piano piano, diamogli il tempo necessario per capire cosa deve fare e cosa sia lo strumento che si trova di fronte. Possiamo anche provare ad aiutarci proponendo il bocconcino dalla grata posteriore del trasportino. 

Dobbiamo far capire al cane che deve fare ciò che faceva con il trasportino aperto: entrare e girarsi senza uscire in retromarcia. Saranno necessarie più o meno ripetizioni, ma il tutto deve essere svolto con calma, senza far agitare il cane che potrebbe collegare all'esperienza una sensazione negativa. 

Appena il cane sarà entrato nel trasportino, dovremo premiarlo prima che esca, così da confermare la posizione desiderata. Potrebbe accadere che il cane manifesti gli atteggiamenti acquisiti nel passaggio precedente, quindi potrebbe sdraiarsi in una posizione rilassata, in questo caso dovremo elogiare il cane e premiarlo.

Per non creare ulteriore stress al cane, cerchiamo di non allontanarci troppo dal trasportino e continuare a premiarlo fino a quando mantiene la posizione che desideriamo. 

Quando ci rendiamo conto che il cane è tranquillo all'interno del trasportino, possiamo provare ad alzarci, rimanendo sempre vicini, lo premiamo se resta tranquillo nonostante il nostro movimento. Il passo successivo sarà quello di allontanarci un pochino dalla porta del trasportino, oppure di spostarci di lato, in una posizione in cui al cane sarà più difficile tenerci sotto controllo. Ricordiamoci di premiare sempre l'atteggiamento giusto.

Nel caso in cui il cane volesse uscire, lasciamoglielo fare, è giusto che sperimenti che in qualunque momento, almeno per ora, può uscire senza essere obbligato a rimanere all'interno. 


I passi successivi saranno quelli di inserire il cancello che chiuderà il cane all'interno del kennel e allontanarci dal cane, ma questo verrà spiegato nel prossimo video di Moreno Sartori. 

Ecco il VIDEO riassuntivo e contenente il lavoro dell'avvicinamento al trasportino con l'aggiunta della parte superiore.

 

Da oggi la Banca di Piacenza offre la possibilità di aprire un conto corrente "cointestato" ad un animale domestico. L'iniziativa "Amici Fedeli" parte dalla richiesta di un cliente della banca che qualche tempo fa aveva richiesto di aprire un conto a nome del proprio cagnolino, un cocker spaniel di nome Roll, ovviamente non è possibile aprire un conto corrente intestandolo ad un animale poiché non è persona fisica o soggetto giuridico. Così la Banca di Piacenza ha trovato la soluzione per il proprio cliente creando il conto "Amici Fedeli", un conto corrente che prevede sconti e promozioni presso negozi e cliniche convenzionate, finanziamenti agevolati fino a 5.000€, una polizza RC per danni causati dall'animale, che ormai quasi tutti i proprietari di cani possiedono, ed altre agevolazioni e vantaggi.

Ai titolari del conto "Amici Fedeli" viene offerta l'iscrizione gratuita per un anno all'associazione animalista "Amici Veri" ed un libretto con vari consigli sugli animali domestici. 

Per maggiori informazioni visita il sito http://www.bancadipiacenza.it/site/home/privati-e-famiglie/conti-correnti/conto-amici-fedeli.html

 

Fonte foto: sito internet Banca di Piacenza

È trascorso un mese esatto dall'intervento di Bowie al gomito e alla zampa destra. Ho voluto risparmiarvi i dettagli, ma vi assicuro che non è stata una passeggiata... Sotto tutti i punti di vista.
Come tutte le volte che affronto qualcosa di doloroso ho preferito concentrarmi solo sul mio obiettivo: curare Bowie nel miglior modo possibile e dedicarmi solo a lui.
Ho potuto farlo, e continuo tutt'ora, grazie all'aiuto e all'appoggio della mia famiglia, a cui ho dovuto sottrarre per forza attenzioni e tempo prezioso. La ripresa di Bowie è costante. I controlli veterinari continuano ad essere serrati, ogni settimana ripetiamo le radiografie per accertarci che tutto proceda al meglio.
Abbiamo ridotto i farmaci e con cautela affrontiamo le prime uscite, rigorosamente al guinzaglio corto. Ho anche ripreso a dormire nel mio letto da qualche giorno.
Resta da stabilire come e quando intervenire sulla zampa sinistra, ma a questo penseremo quando verrà il momento. Adesso vogliamo goderci questo primo step. Per me ogni giorno che si chiude senza nuovi problemi è una vittoria.
Resta l'amarezza per tutto il dolore che Bowie ha dovuto sopportare. Ingiustamente.
Resta il fatto che, nonostante tutto ciò che è stato fatto per evitare che la displasia sfociasse in disabilità permanente, comunque Bowie andrà incontro a dolore che richiederà il continuo uso di medicinali. Dovrà essere costantemente monitorato.
E possiamo dimenticarci le lunghissime corse all'aria aperta. Dovrà essere tutto commisurato alla sua condizione.
E noi faremo del nostro meglio per non viverla come un limite.
Ora... alla luce di ciò che è stato e che ancora sarà, parafrasando il titolo di una nota canzone, mi viene una gran voglia di urlare: NON CI AVETE FATTO NIENTE!!!
E se non aggiungo nomi è solo perché, obiettivamente, non saprei a chi attribuire la provenienza della patologia di Bowie.
La genetica non è matematica.
Se non ho dichiarato guerra a nessuno è solo perché risalire ai veri responsabili è pressoché impossibile.
Non voglio che questo post venga strumentalizzato o usato per polemiche inutili.
Anche se le cose dovevano andare diversamente i veri vincitori saremo noi!

 

La foto ci è stata donata da Sonia

Per leggere le altre puntate della serie "Vivere con un cucciolo di dobermann", clicca qui

Cos'è l'eterocromia? Sarà capitato a tutti di vedere un cane, o un gatto, con gli occhi di due colori differenti, molte persone restano affascinate da ciò, ad altre fa ribrezzo, ma quanti si sono domandi come questo sia possibile? Come può un animale, o un essere umano, avere un occhio chiaro e l'altro scuro?

Questa anomalia estetica si chiama eterocromia che significa letteralmente: di colore diverso.

L'eterocromia è determinata dalla diversa distribuzione di melanina nell'iride, una concentrazione di melanina maggiore dà luogo ad una colorazione dell'occhio scura (nero o marrone), mentre una minore concentrazione porta ad una colorazione chiara (verde o azzurro). Esistono due tipi di eterocromia: completa o parziale. L'eterocromia completa (foto principale) si manifesta quando le iridi sono di sue colori differenti, quella parziale, o settoriale (foto del gatto), si manifesta quando l'iride dello stesso occhio presenta due colorazioni diverse. Possono esserci casi in cui la melanina è completamente assente, l'iride non mostrerà nessun colore.

L'eterocromia si manifesta fin dalla nascita poiché è un'anomalia genetica che viene trasmessa dai genitori, ma ci sono casi (rari) in cui può comparire in seguito, spesso a causa di alcune patologie o lesioni dell'occhio. L'eterocromia è stata collegata ai disturbi oculari quali glaucoma, cataratta, problemi al nervo ottico o displasia della retina, in alcuni casi anche a malattie gravi che causano alterazioni nella produzione di melanina. Quindi se il vostro cane dovesse mostrare eterocromia durante la sua vita, è indispensabile farlo visitare da un veterinario.

Questa anomalia è maggiormente riscontrabile in alcune razze di cani, nei dalmata l'eterocromia spesso si accompagna a problemi a livello uditivo, le altre razze sono: siberian husky, alaskan malamute, pastore australiano e shih tzu.

L'eterocromia si manifesta nell'essere umano solo nell'1% della popolazione, mentre è maggiormente diffusa nei mammiferi come cani, gatti e cavalli (circa il 5%).

 

Fonte foto: Google

 

 

 

 

 

Stamattina mi sono svegliata sul divano che ormai da 16 giorni, cioè da quando Bowie è stato operato, è diventato il mio letto.
Durante la notte mio figlio, sentendo la mia mancanza, è sceso dalla sua cameretta ed è venuto ad accoccolarsi accanto a me, incastrandosi sotto il mio braccio sinistro.
Bowie dormiva alla mia destra, acciambellato sulla sua copertina e coperto sotto il mio piumino.
In uno spazio di poco più di un metro quadro battevano tre cuori.
Avrei voluto rimanere così a lungo, nel tepore dei nostri corpi uniti in un solo abbraccio, godere ancora della tenerezza dei miei cuccioli addormentati, ma fuori un nuovo giorno era già nato con le sue incombenze quotidiane: junior doveva andare a scuola e Bowie doveva prendere le medicine.
Mi sono alzata sciogliendomi delicatamente dall'intreccio e i due cuccioletti hanno riempito lo spazio che ho lasciato avvicinandosi di più tra di loro. Sono rimasta a guardarli rapita da tanta dolcezza mentre il mio cuore sorrideva.
Bowie ha aperto appena un occhio come a volermi dire "Ti ho vista sai?" Però è rimasto lì, appiccicato al suo bambino.

 

La foto ci è stata donata da Sonia

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